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PER
GIARDINI
2024.
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GIARDINI
2024.

"A journey through the history of gardens and their landscapes." Andare per Giardini is a project that aims to stimulate understanding of the environmental and landscape heritage in order to be able to read the signs of its history and culture. Andare Per Giardini is a project of documentation, valorisation and promotion of historical and contemporary gardens and their landscape. It already collects numerous extensively documented, open and continuously updated records of homes and gardens and a rich section of historical, botanical and naturalistic itineraries.

We want to offer a new opportunity and continue virtually with images and videos to go through gardens in places of extraordinary beauty to capture their history, harmony and contemporary signs of the evolution of the landscape. Aware that to fully understand them it is necessary to frequent them, breathe in their atmosphere, their scents, observe their colours, contrasts, light, and above all respect and safeguard them.
ANDARE PER GIARDINI
INES ROMITTI

Fiesole Gardens

The Fiesole landscape, predominantly hilly between the valleys of the Arno and Mugnone rivers, facing northward towards the expansive skyline of Florence, and remaining in various aspects archaic, constitutes a precious historical document, as articulated by Pietro Porcinai: “a palimpsest, a stratification of works (…) as if one had an open book before their eyes.”

In this setting, gardens play a fundamental role, their form and structure intricately linked to the prevailing context, where cypress trees stand alongside Mediterranean shrubbery, with the backdrop provided by olive trees. From this unique landscape emerges the notion that understanding and identifying its fundamental characteristics, while respecting its landscape identity, are essential to preserving the values that art, history, culture, and tradition have bequeathed to us.

INES ROMITTI Il paesaggio è qualcosa di complesso, esso nasce prima di tutto nella mente del soggetto, si forma attraverso la visione di quell’insieme di oggetti e di vedute che si alternano sul territorio. Paesaggio è l’alternarsi di beni culturali (chiese, monasteri, castelli, centri storici ecc…) con bellezze naturali (vedute di montagne, mare, foreste, fiumi ecc…). Paesaggio è anche l’insieme di tutte le tradizioni di un popolo o di una città (feste popolari, modo di vivere ecc…). Quando ci si riferisce al paesaggio in generale bisogna fare riferimento a tutti questi elementi importanti e caratterizzanti.

Il paesaggio è come un grande quadro e per vederlo e capirlo bisogna far uso dei cinque sensi del corpo umano: la “vista”, “l’olfatto”, “ l’udito”, “il gusto” e “il tatto” .

La vista è senza dubbio il senso principale per capire il paesaggio. Vedere è conoscenza. Vedere significa penetrare nell’oggetto, in questo caso nel paesaggio, e relazionarlo con noi stessi. La vista non può fare a meno della luce capace di disegnare atmosfere particolare. Nel paesaggio la luce da vita a colori e forme che acquistano un diverso significato, dal misterioso, al sognante, al paradisiaco: il grigiore di un temporale in arrivo che fa da sfondo a un borgo medievale o a un castello diroccato ancora rischiarati dagli ultimi raggi del sole, un tramonto goduto dall’alta montagna, una splendida veduta sul mare in una bellissima giornata di sole. L’olfatto o odorato ci fa sentire i profumi del paesaggio, profumi che vengono dai campi, dalla terra, dagli alberi da frutta, dalle siepi.

L’udito ci avvicina ai canti popolari ma anche al canto degli uccelli, alle acque in caduta di una cascata o di un ruscello, al rumore delle onde del mare, al suono del vento;

Il tatto ci fa sentire la maestosità di un tronco di quercia o di ulivo ma anche la pietra di un’antica costruzione immersa nel verde;

Il gusto ci fa assaporare i frutti che nascono nel paesaggio e quei prodotti tipici che hanno evidenziato per secoli le usanze e i costumi di un popolo.

L’olfatto ci fa sentire i tanti odori degli alberi e tantissimi profumi dell’erba dei campi, delle erbe aromatiche, dei frutti e dei fiori.

L’immagine del paesaggio italiano intesa come “quadro naturale” fu una intuizione bellissima di Benedetto Croce, che si fece promotore della prima importane legge “per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 1922. Secondo Croce, era l’osservatore colui che riconosceva un valore qualitativo nel “godimento” del paesaggio, valore che doveva essere tutelato e conservato nel tempo.

Ecco cosa scrive Croce:

“Certo il sentimento, tutto moderno, che si impadronisce di noi allo spettacolo di acque precipitanti nell’abisso, di cime nevose, di foreste secolari, di riviere sonanti, di orizzonti infiniti deriva della stessa sorgente, da cui fluisce la gioia che ci pervade alla contemplazione di un quadro dagli armonici colori, all’audizione di una melodia ispirata, alla lettura di un libro fiorito d’immagini e di pensieri. E se dalla civiltà moderna si sentì il bisogno di difendere, per il bene di tutti, il quadro, la musica, il libro, non si comprende, perché sia si tardato tanto a impedire che siano distrutte o, manomesse le bellezze della natura, che danno all’uomo entusiasmi spirituali così puri e sono in realtà ispiratrici di opere eccelse. Non è da ora, del resto, che si rilevò essere le concezioni dell’uomo il prodotto, oltre che delle condizioni sociali del momento storico, in cui egli è nato, del mondo stesso che lo circonda, della natura lieta o triste in cui vive, del clima, del cielo, dell’atmosfera in cui si muove e respira.”

Per Croce il paesaggio era l’identità spirituale di una comunità, e distruggerlo o degradarlo significava disruggere lo stesso spirito di quella comunità, portando i membri stessi a perdere totalmente il rapporto con i propri luoghi, sradicandone le radici storiche e culturali.

Il paesaggio culturale italiano come luogo di ispirazione e di arte

Quando si parla di paesaggio culturale italiano si deve guardare a un brand Made in Italy di altissimo livello che custodisce siti UNESCO e luoghi di inestimabile valore storico-culturale unici al mondo. Il paesaggio culturale italiano è sempre stato luogo di ispirazione, ha generato emozioni nei viaggiatori e negli artisti, è stato studiato e contemplato da botanici e da naturalisti. E’ un tesoro in grado di produrre reddito e creare posti di lavoro. Il paesaggio culturale italiano è un insieme di meraviglie che vanno dalle opere d’arte, alle chiese, ai castelli, alle rovine di età classica, fino alle vedute mediterranee e nelle tradizioni… tutto questo crea una incredibile sentimento di ammirazione e di fascino. L’emozione è la grande protagonista del nostro paesaggio italiano.
Il paesaggio e i suoi molteplici significati

Villa Medici GIARDINI FIESOLANI Villa le Balze GIARDINI FIESOLANI Villa Schifanoia GIARDINI FIESOLANI Villa I Tatti GIARDINI FIESOLANI Villa Sparta GIARDINI FIESOLANI Nieuwenkamp GIARDINI FIESOLANI Villa il Salviatino GIARDINI FIESOLANI Villa Salviati GIARDINI FIESOLANI THE GARDENS AND VILLAS OF FIESOLE

LABIRINTO BORGES FONDAZIONE CINI VENEZIA READ MORE

CINI FOUNDATION | VENICE Behind the Palladian Cloister and the Cloister of the Cypresses lies the Borges Labyrinth, a reconstruction of the garden-labyrinth designed by Randoll Coate in honor of Jorge Luis Borges. The labyrinth was created by the Giorgio Cini Foundation in collaboration with the International Jorge Luis Borges Foundation and was inaugurated on June 14, 2011, marking the 25th anniversary of the Argentine writer's death. The Labyrinth draws inspiration from Borges' story titled "The Garden of Forking Paths." Coate described the genesis of his project with these words: "I met Borges thanks to Susana (Bombal, ed.). Naturally, she brought me to the meeting. It was the first time I saw him, and suddenly I realized, in a truly surprising way, that he was blind. The idea of ​​speaking with a blind man struck me a lot: I could see, while he could not. Five years before Borges' death, I had a terrible dream in which I heard that Borges had just died. So I thought, 'We must ensure that Borges is not remembered with one of those terrible statues – you know, with angels and such. It must be something truly Borgesian, in other words, a labyrinth.' So I started drawing and imagining it, thinking about what form it could have in the mind of an extraordinary man, an extraordinary labyrinth. The labyrinth is an open book; this is the first Borgesian symbol. 'Ts'ui Pen must have said once: "I retire to write a book." And another time: "I retire to build a labyrinth." No one ever thought that a book and a labyrinth were the same thing." How is time described in a labyrinth? I noticed that the two "O"s in 'Jorge' and 'Borges' form a perfect hourglass. María Kodama: the last of the symbols is formed by an 'M' and a 'K'." BORGES LABYRINTH

ITINERARI D'ARTE L'Italia, patria di una straordinaria diversità paesaggistica e custode di un patrimonio artistico millenario, si rivela come un palcoscenico affascinante in cui l'arte si fonde armoniosamente con la bellezza naturale. In questo itinerario attraverso la penisola, ci immergeremo in un viaggio che va al di là delle classiche cornici museali, esplorando la sinergia tra espressione creativa e la maestosità degli ambienti naturali.

L'intreccio tra arte e natura diventa qui un filo conduttore, unisce le opere degli artisti contemporanei e le meraviglie naturali che caratterizzano ogni regione italiana. Dai suggestivi panorami delle Alpi alle coste bagnate dal Mar Mediterraneo, ogni itinerario artistico si dipana come una storia d'amore tra il talento umano e la grandezza della natura.
PAESAGGIO & ARTE

Residences and Gardens of Lucchesia The historic residences of Lucchesia bear witness to the illustrious past of the region, with many dating back to the Renaissance and Baroque periods. These aristocratic abodes not only serve as custodians of local history but also as repositories of art, precious furnishings, and sumptuous architecture, transporting visitors back in time.

Equally extraordinary are the gardens of Lucchesia, characterized by geometric layouts, elegant fountains, and a rich variety of plants and flowers. Many of these green spaces are masterfully designed, creating unique atmospheres and offering picturesque views of the surrounding hills. From the Garzoni Garden in Collodi, known for its fairy-tale atmosphere, to the gardens of Villa Reale di Marlia, with their classical inspirations, each green space is a living work of art.

Exploring the heritage of the residences and gardens of Lucchesia means immersing oneself in a world of elegance, beauty, and historical charm. Every corner tells the story of noble families, creative landscape geniuses, and cultural influences that have shaped the region over the centuries. A journey through these treasures not only provides an overview of the past but also an unforgettable experience of timeless beauty.

The proximity to the Historic City Center was a preferential element for the settlement of villas and second residences by numerous noble families of Lucca in past centuries. According to an initial census, there are 74 historic-monumental villas in the territory of the Circoscrizione, often accompanied by extensive and highly valuable gardens that significantly characterize the hilly landscape. This territory, together with the hilly area overlooking the entire plain of Lucca, saw the proliferation of country villas from the 16th century onwards, connecting to the city palace for many noble families of that time. Among cultural and environmental assets, these villas play a particularly significant role due to their high historical, architectural, and artistic value, which must be appropriately safeguarded and enhanced in an overall integrated territorial system. The "Monumental Villas of Lucca" were the rich and elegant country residences of Lucca merchants. Dating from the 15th to the 19th century, there are about 300, mostly located in the Lucca hills on the edges of the so-called "Piana di Lucca," on the Pistoia side, practically adjacent to the Pizzorne plateau.

In the construction of these works of urban bourgeoisie immersed in olive groves and vineyards, the people of Lucca have altered their landscape, considering beauty as the primary consideration. Visitors come into contact with a multitude of values ranging from architecture and landscape to agriculture and traditional activities, creating a contemplative and intimate atmosphere. It is recommended to organize the visit to Lucchese villas along specific routes to delve into the tranquility and elegance of these charming abodes. Only 6 of them are "Visitable," and of these, only a few can be explored inside, such as Villa Bernardini in Vicopelago di Lucca. They showcase the best of Lucca's artistic and cultural heritage with frescoes, statues, ponds, parks, etc., unique in their elegance and richness of meaning. Every detail in these noble residences has been carefully thought out and tastefully designed by the ancient owners and architects of the time. Some villas have undergone adaptations to various historical periods, preserving, however, an artistic style of great refinement. Most of the villas feature ponds and caves with water features, lemon groves, and plants of rare and particular beauty in their splendid gardens.
The Gardens of Lucca

VILLA TORRIGIANI A CAMIGLIANO

IL GIARDINO SEGRETO DI FLORA

Un lungo e maestoso viale di cipressi introduce alla villa dalla scenografica facciata barocca. L’edificio, d’impianto cinquecentesco, venne ampliato e ridisegnato nella prima metà del Seicento da Niccolò Santini …

VILLA MANSI

NINFEO BAGNO DI DIANA

Esiste una documentazione molto ricca della storia della villa: costruita dalla famiglia Benedetti fu venduta ai Cenami nel 1599. L’antica villa era un edificio a pianta rettangolare molto semplice, con un salone centrale …

VILLA REALE DI MARLIA

UN ESCLUSIVO TEATRO DI VERZURA

La villa d’impianto cinquecentesco, ridisegnata alla metà del XVII secolo dagli Orsetti, venne acquistata nel 1811 da Elisa Baciocchi bonaparte, principessa di Lucca e di Piombino. La “Semiramide del Nord” …

VILLA OLIVA BUONVISI

LA BELLISSIMA DIANA SEDUTA

Il parco della Villa, interamente recintato, si estende per circa cinque ettari e risulta composto da vari tipi di giardini. In un interessante Terrilogio del XVII secolo troviamo riprodotta e descritta la proprietà. …

Art & Nature Itineraries | Trentino Aldo Adige

ARTE SELLA

Arte Sella is a contemporary art exhibition in nature that takes place in the Val di Sella, in the municipality of Borgo Valsugana. Arte Sella is an international event of contemporary art established in 1986, held outdoors in the meadows and forests of Val di Sella (municipality of Borgo Valsugana, province of Trento).

It was initiated in 1986 by Enrico Ferrari, Emanuele Montibeller, and Carlotta Strobele, and is managed by the association of the same name. Enrico Ferrari served as president until 2000, followed by Laura Tomaselli, and since March 2012, Giacomo Bianchi has taken over. In the initial period (1986-1996), the event was biennial and took place at “Casa Strobele” and its park. From 1996 onward, it expanded along a path on Monte Armentera, still within Val di Sella, called artenatura. Approximately 25 artworks are positioned along a 3 km trail.

DOCUMENTI Negli anni dopo la seconda guerra mondiale la maggior parte delle nazioni come gli Stati Uniti d'America, il Giappone, e alcune nazioni europee anche con l'ausilio di architetti e artisti incominciarono a delineare delle linee guida per la riqualificazione di aree destinate a parchi urbani e alla riqualificazione di aree sia devastate dalla guerra, sia dalle industrie. I nuovi piani regolatori prevedevano la presenza di aree a verde legate ai volumi edilizi, tutela dei giardini storici, protezione delle bellezze naturali. Il parco pubblico , come eredità del movimento moderno, divenne il “verde”, termine che indicando un generico “verde urbano o extraurbano”. Nel 1973 in Francia un gruppo di architetti paesaggisti tra cui Bernard Lassus, Jacques Simon e Alexandre Clementoff elaborarono un piano di studi che abbinava l'insegnamento accademico di teorie e tecniche, l'esperienza pratica. Le teorie di questa scuola si riassumevano in quattro principi fondamentali: L'anamnesi consisteva nell'analizzare i segni del tempo si erano stratificati sul sito e che avevano modellato un paesaggio specifico. Inoltre decifra le vocazioni del territorio che si volevano tutelare e trasmettere. La preparazione considerava il paesaggio come un processo in divenire. La lettura del sito come un processo del divenire. Valorizzare gli elementi naturali, quali il ciclo delle stagioni, dei climi, i processi dell'alternarsi del giorno e della notte e i mutamenti del tempo e della vita. La lettura approfondita si poneva come alternativa critica alla visione della pianta, inducendo al riconoscimento della percezione qualitativa dello spazio e dell'ambiente. Questa lettura estendeva l'intenzionalità del progetto alle componenti del paesaggio, analizzando il sito in tutti i suoi elementi e rendendo possibile l'integrazione tra forma e funzione che la visione in pianta e lo zooning tendevano a separare. Il pensiero relativo consisteva nell'esaminare il sito ed il paesaggio che si estendeva al di là dei sui confini. Si esaminava la relazione tra edifici e le aree periferiche quali i margini delle strade, le aree incolte e i non luoghi. In sintesi questi principi hanno delineato il progetto del verde urbano, tipico del XX secolo. In primo luogo gli architetti contemporanei, senza trascurare il fattore tempo, si ispirano all'arte e all'architettura contemporanea. I parchi non sono più organizzati secondo lo stile classico, seguendo geometrie o un singolo asse, ma si muovono in spazi multi-assiali, diagonali e asimmetrici; il progetto Parco, inteso come luogo destinato alle persone, considera i mutamenti nella struttura sociale ed ambientale. Entrano a far parte del progetto del parco o delle aree a verde l'uso di materiali nuovi dovuti allo sviluppo tecnologico quali plastiche, metalli, formazioni rocciose in lana di vetro, illuminazione a fibre ottiche, nebbia artificiale. Il parco pubblico contemporaneo si rivela ancora come rigeneratore ecologico di spazi interstiziali, cave dismesse, discariche, luoghi non luoghi, aree di sosta delle autostrade o come riqualificazione delle campagne paesaggistiche. Dal dopoguerra ad oggi si è passati dal concetto di "spazio verde" a quello di "paesaggio". Il paesaggista è spesso inteso come "costruttore" di un nuovo paesaggio, ma anche portatore di modernità che rifiuta il passato. É invece necessario comprendere e condividere la nozione che il passato è una potenzialità imprescindibile per il futuro, unitamente ad una profonda conoscenza del sito e della sua unicità, poiché traccia la sua storia e le sue potenzialità. Nella nuova visione della progettazione paesaggistica del dopoguerra emergono delle linee guida nella progettazione delle aree verdi e riqualificazione del paesaggio urbano: . la pianta allungata favorisce la ventilazione naturale dell'edificio e contestualmente stabilisce una connessione all'interno del sito. Diventa un percorso, un collegamento in continuità con il sito; . l'elemento costruttivo di interconnessione tra esterno ed interno: un portico aperto verso il paesaggio, una terrazza o una piattaforma esterna, raccordata all'edificio da una tettoia mobile o leggera. Nelle case urbane, diventa un patio, una corte interna o un atrio; . la raccolta delle acque con relativo immagazzinamento e smaltimento: serbatoi, doccioni, inclinazione dei tetti, per assicurarsi la presenza dell'acqua come elemento vitale, statico o dinamico; . la luce utilizzata come elemento compositivo di architettura: all'interno è articolata in modo da rendere l'ambiente fluido e luminoso, utilizzando pareti bianche che favoriscono il diffondersi dello spazio; . all'esterno invece la luce è naturale, libera sulla struttura dell'edificio; . l'involucro esterno diventa elemento di connessione tra il costruito e la natura, tra l'inorganico e l'organico, in una continua ricerca di dialogo tra l'architettura ed il paesaggio. 1) Funzione ecologico-ambientale: il verde, anche all’interno delle aree urbane, costituisce un fondamentale elemento di presenza ecologica ed ambientale, contribuisce in modo sostanziale a mitigare gli effetti di degrado e gli impatti prodotti dalla presenza delle edificazioni e dalle attività dell’uomo. La presenza del verde contribuisce a regolare gli effetti del microclima cittadino attraverso l’aumento dell’evapo-traspirazione, regimando così i picchi termici estivi con una sorta di effetto di “condizionamento” naturale dell’aria . 2) Funzione sanitaria: In certe aree urbane, in particolare vicino agli ospedali, la presenza del verde contribuisce alla creazione di un ambiente che può favorire la convalescenza dei degenti, sia per la presenza di essenze aromatiche e balsamiche, sia per l’effetto di mitigazione del microclima, sia anche per l’effetto psicologico prodotto dalla vista riposante di un’area verde ben curata. 3) Funzione protettiva: il verde può fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana,), e viceversa la sua rimozione può in certi casi produrre effetti sensibili di degrado e dissesto territoriale. 4) Funzione sociale e ricreativa: la presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque dotate di arredo verde consente di soddisfare un’importante esigenza ricreativa e sociale e di fornire un fondamentale servizio alla collettività, rendendo più vivibile e a dimensione degli uomini e delle famiglie una città. Inoltre la gestione del verde può consentire la formazione di professionalità specifiche e favorire la formazione di posti di lavoro. 5) Funzione culturale e didattica: la presenza del verde costituisce un elemento di grande importanza dal punto di vista culturale, può favorire la conoscenza della botanica e più in generale delle scienze naturali e dell’ambiente, sia anche per l’importante funzione didattica (in particolare del verde scolastico). Inoltre i parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela rientrano fra gli obiettivi culturali del nostro consesso sociale. 6) Funzione estetico-architettonica: anche la funzione estetico-architettonica è rilevante, considerato che la presenza del verde migliora decisamente il paesaggio urbano e rende più gradevole la permanenza in città, per cui diventa fondamentale favorire un’integrazione fra elementi architettonici e verde nell’ambito della progettazione dell’arredo urbano. Il Giardino Contemporaneo
CONTEMPORARY GARDENS

VILLA PUCCI

Granaiolo, a lawn garden, a garden with cement lines, a Tuscan house, a forest. I visited it on a May morning, the sun fading and reappearing through the clouds. The green of the lawn and the darker hues of the forest were perfect, gleaming. The rainy spring had favored the chromatic richness of the place. While I was familiar with Granaiolo through publications, as Ippolito Pizzetti often emphasizes, to truly understand a garden, to feel its meaning, its poetics, one must see it, visit it, traverse it. Understanding unfolds gradually; the space moves internally and expands, triggering new perspectives from every vantage point. Parallel bands of converging lines lead toward the forest; right angles, sudden shifts, changes of direction continuously renew the vanishing points.

Around the structure, descending horizontal planes, emphasized by concrete borders (a stiffening of the contour lines turning linear) create an effect of expansion, even sonorous, which spreads from the house to the green backdrop of the forest. Conversely, when the view is perceived from the forest, the fragmentation of space into successive planes accompanies the ascent and connects the volumes. One finds oneself immersed in a metatemporal atmosphere, outside any chronological placement, in an infinite space despite being enclosed by tree lines.

GIARDINI CONTEMPORANEI

VILLA JUCKER A BAVENO

La villa Jucker presso Baveno, ai bordi del Lago Maggiore, è una delle residenze private che Porcinai progetta in collaborazione con Lodovico Barbiano di Belgiojoso, architetto del noto studio Milanese BBPR. Negli anni sessanta, Porcinai ha occasione di collaborare con molti importanti architetti, sviluppando ogni volta un’idea di giardino che fosse espressione di un nuovo stile di vita, interpretazione “moderna” dei paesaggi italiani nei quali si colloca. Il giardino progettato attorno alla villa si distribuisce lungo un ripido pendio, a stretto contatto con la vista del lago con le isole e, sullo sfondo, il profilo solenne delle Alpi.

ITINERARI D'ARTE Giardini
Fiesolani
ITINERARI BOTANICI Il Giardino
della Biodiversità
ITINERARI NATURALISTICI Arte &
Paesaggio
LA FALCONERIA Gherardo Brami CASTELLI D'ITALIA Castello di Celsa ITINERARI SPIRITUALI Monastero di Siloe
WHERE TO GO
GIARDINI VIVAI D'ITALIA

QUANDO FIORIRANNO LE ROSE DAVID AUSTIN'S ROSE GARDEN

Quando Fioriranno le Rose è un Roseto giardino sorge nella campagna ai piedi di Assisi e nasce grazie alla stretta collaborazione di Paola Bianchi con l’azienda inglese David Austin Roses.Ci occupiamo di vendita di rose inglesi, antiche e da collezione; progettazione di giardini, servizi post-vendita di manutenzione e allestimenti di matrimoni ed eventi con l’utilizzo anche di rose reciso. Dal 2010 ci impegniamo ad offrire ai nostri clienti un prodotto di alta qualità che sia modellato sulle loro esigenze. Scegliere una rosa non è mai stato così semplice: è possibile passeggiare all’interno del giardino espositivo nel quale è coltivata tutta la collezione che è in vendita insieme alle rose da collezione.

 

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JENNIFER GREENLIVES'S GARDEN"
THE THOUSAND SECRET GARDENS OF TUSCANY
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LAURA CORTI'S GARDEN
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SUSAN WISE'S GARDEN
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L’Exposition sur le jardin italien à Palazzo Vecchio (1931) The Exhibition on the “Italian Garden” in Palazzo Vecchio (1931)

The Garden Exhibition of 1931

The reconsideration of a Florentine exhibition from the 1930s provides an opportunity to assess, nearly a century later, the results and critical judgments of a cultural event strongly influenced by the particular nationalist context of the time.

The Italian Garden Exhibition was inaugurated on April 24, 1931, in the Salone dei Dugento of Palazzo Vecchio. A rich repertoire of 4000 works dedicated to historical iconography on the theme of gardens, spanning from the Middle Ages to the end of the eighteenth century, was gathered in fifty-two rooms of the Palace. The selection included paintings, drawings, prints, books, games, ancient and modern fake flowers made of fabric, bread crumbs, silver filigree, porcelain beads, and glass beads from Doccia and Murano. The goal of demonstrating on this occasion that the art of the Italian garden had remained at the center of European attention “for almost two thousand years” was the foundation of this important and heterogeneous collection of documents. In the opening lines of the catalog’s presentation, Ugo Ojetti — President of the Executive Commission — wrote:

With this Italian Garden Exhibition, Florence aims to return to the grand historical exhibitions that, in 1911 with the Italian Portrait Exhibition and in 1922 with the Italian Painting of the 17th and 18th Centuries Exhibition, were its pride. This exhibition, too, intends to honor a uniquely Italian art that, after conquering the world, seemed overshadowed by other trends or hidden under foreign names.

GIARDINI E PAESAGGI NELLA STORIA - UNA GUIDA RAGIONATA E BIBLIOGRAFICA - DI BRUNO FILIPPO LAPADULA

“Gli uomini che, in Cina, dal VI al IX secolo, forgiarono lo Zen, furono degli eccentrici, se non addirittura dei contestatori. L’arte è uno degli aspetti che rimisero in discussione, e alcuni di essi furono persino degli iconoclasti. Un atteggiamento analogo lo si ritrova in Giappone, dove lo Zen si radicò nel XIII secolo”.

Quindi il Zen-shu o Buddhismo Zen – dove il termine giapponese Zen, che equivale al cinese Chán, si può tradurre con meditazione – pur essendosi sviluppato nell’ambito della religione buddhista e avendo risentito della più antica scuola filosofica taoista, non era una religione né una filosofia. Esprimeva piuttosto un modo di pensare che determinava, per i suoi adepti, anche un modo essere:

“[lo Zen] mirando all’unione dell’individuo con la natura e ispirando il gusto per la semplicità e la serenità provoca una rivoluzione [anche] nel concetto di giardino”.

La vera conoscenza, secondo i monaci Zen, si raggiunge prendendo coscienza della natura del Buddha che è nascosta in ciascuno di noi, sconfiggendo quindi le preoccupazioni materiali e raggiungendo uno stato mentale di totale serenità, compostezza e distacco. Per raggiungere il risveglio vi sono tre vie: i dialoghi tra maestro e discepolo; la meditazione; le attività manuali. Questi tre percorsi vengono favoriti da luoghi, come i giardini, dove natura e arte possono far scoccare la scintilla della consapevolezza e quindi del satori (illuminazione).

Per gli antichi maestri Zen le pratiche religiose tradizionali e le arti (architettura, scultura, pittura e realizzazione di giardini), della quale erano sovraccarichi i templi cinesi, comportavano, per chi li frequentava, un eccessivo coinvolgimento con il mondo esterno e ostacolavano la ricerca dell’essenza profonda dell’uomo, preso nella sua interezza.

I LUOGHI DEL CUORE

CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO

Il parco, tra i più vasti della Toscana, venne fatto costruire a metà dell’Ottocento da Ferdinando Panciatichi, sfruttando terreni agricoli attorno alla sua proprietà e una ragnaia di lecci. Vi fece piantare una grande quantità di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane, mentre l’arredamento architettonico fu realizzato con elementi in stile moresco quali un ponte, una grotta artificiale (con statua di Venere), vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto.

Il castello ed il suo parco storico costituiscono un “unicum” di notevole valore storico-architettonico e ambientale. Il parco vi contribuisce considerevolmente con un patrimonio botanico inestimabile formato non solo dalle specie arboree introdotte ma anche da quelle indigene. Solo una piccola parte delle piante ottocentesche è giunta ai giorni nostri: già nel 1890 delle 134 specie botaniche diverse piantate alcuni decenni prima, ne erano sopravvissute solo 37.

Arte & Natura | San Giovanni d'Asso, Siena

BOSCO DELLA RAGNAIA

Il Bosco della Ragnaia è un parco boschivo e giardino creato dall’artista americano Sheppard Craige a San Giovanni d’Asso, un piccolo paese in Toscana, vicino a Siena. Anche se alcune parti sembrano antiche, il Bosco è un’opera contemporanea che ha avuto inizio nel 1996 e continua ancora oggi.

   Sotto alte querce si possono trovare molte inscrizioni che accumulano muschio in attesa di essere notate da un visitatore. Alcune saranno familiari, altre enigmatiche, mentre altre ancora esprimono un senso capriccioso di Sheppard. Tra le costruzioni degne di nota vi sono: L’Altare dello Scetticismo, il Centro dell’Universo, e di un Oracolo di Te Stesso. Il Bosco non offre un senso, ma è, al contrario, aperto a tutte le interpretazioni.

Itinerari Naturalistici | Patrimonio Unesco

VAL D'ORCIA

La Val d’Orcia è un’ampia campagna situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Il tipo ambientale prevalente sul Cono vulcanico del monte Amiata è dato dalla presenza di tipi fitocenotici molto rappresentativi (selve e cedui castanili), e peculiari (faggete mesotrofiche ipsofile) per l’isolamento orografico ed ecologico dell’edificio vulcanico. Discreto, a tratti ottimo, lo stato di conservazione. Altri tipi ambientali rilevanti sono le praterie secondarie.

IL BUSHIDO & IL GIARDINO ZEN C'è una connessione culturale e filosofica tra il giardino giapponese Zen e il Bushido, anche se non direttamente correlata. Entrambi riflettono gli aspetti più ampi della cultura giapponese, in particolare quelli legati al buddhismo Zen e alla filosofia che ha influenzato la società giapponese nel corso dei secoli. Il giardino giapponese Zen è spesso associato alla meditazione e al contemplare la natura. I giardini Zen sono progettati con cura per creare un'atmosfera di calma, armonia e semplicità. Elementi come rocce, sabbia, acqua e piante vengono utilizzati in modo strategico per stimolare la riflessione e la contemplazione. La ricerca di equilibrio, armonia e bellezza nella natura è un principio fondamentale sia nel giardino Zen che nel Bushido. Il Bushido, d'altra parte, è il codice etico dei samurai, e tra i suoi principi ci sono l'onore, la lealtà, la giustizia e la compassione. Questi principi, influenzati dalle tradizioni spirituali giapponesi, includono anche un profondo rispetto per la natura e la vita. I samurai erano spesso influenzati dalla filosofia Zen, che insegnava la meditazione e la consapevolezza nel momento presente. Entrambi, il giardino giapponese Zen e il Bushido, condividono un'apprezzamento per la natura, la bellezza, la semplicità e la ricerca di un equilibrio armonioso nella vita. Anche se non esiste una connessione diretta, entrambi sono espressioni della cultura giapponese che riflettono valori simili e la profonda connessione tra l'uomo e la natura. I luoghi della meditazione

Kōraku-en Garden

I Giardini di Okayama

È noto soprattutto per i suoi vasti prati, del tutto inusuali in un giardino giapponese, per sfruttare al meglio le tecniche paesaggistiche giapponesi dette kaiyū e shakkei, e per la presenza delle gru della Manciuria portatrici …

Arashiyama Bamboo Grove

La foresta di bambù di Arashiyama e Sagano

La foresta di bambù di Arashiyama e Sagano si trova in una riserva naturale dell’ampiezza di circa 160.000 metri quadrati, nell’area di Arashiyama. I bambù della foresta vengono usati come materie prime anche nell’artigianato  …

Tenryu-ji Garden

Un Giardino per il Gautama Buddha

Nel 1994, fu registrato tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO come parte dei monumenti storici dell’antica Kyoto, ed è classificato al primo posto tra i cosiddetti “Cinque Monti” di Kyoto. Nel IX secolo, durante il primo …

Fukushūen Garden Naha

I giardini di Okinawa

Fukushūen è un giardino cinese tradizionale nella zona di Kume a Naha, Okinawa. Il giardino è stato costruito nel 1992, in occasione del decimo anniversario dell’istituzione della relazione di città gemella tra Naha …

PAESAGGIO NATURALE & PAESAGGIO ANTROPICO Un percorso di golf gestito secondo criteri di sostenibilità ambientale svolge numerose funzioni: rappresenta un’oasi per l’incremento e la tutela della biodiversità e della funzionalità della rete ecologica, ha un ruolo di fascia tampone e fascia filtro nei confronti delle acque superficiali e sotterranee, consente la conservazione del patrimonio paesaggistico, fornisce preziosi spazi verdi ricreativi in contesti urbanizzati, consente il risparmio di risorse naturali ed economiche, crea occupazione nelle comunità locali. Un percorso di golf mal gestito può portare a risultati opposti.

I campi da golf hanno spesso alterato il paesaggio, la loro manutenzione consuma molte risorse idriche ed è stata spesso ridotta la biodiversità del luoghi, soprattutto a causa della deforestazione. La Federazione Italiana Golf ha siglato nel 2012 un accordo con Legambiente, Wwf, Federparchi, Fai e MareVivo in linea col programma internazionale della Golf environment organization (Geo) per la salvaguardia dell’ambiente.

GEO Foundation for Sustainable Golf è un’organizzazione no profit internazionale, fondata sedici anni fa per aiutare a ispirare, sostenere e premiare azioni di sostenibilità credibili e per rafforzare e promuovere il valore sociale e ambientale del golf. L’organizzazione rimane l’unica al mondo interamente dedicata a questa missione, lavorando in collaborazione con gruppi e persone dentro e intorno al golf per fornire strategie, programmi e riconoscimenti credibili.
CAMPI DA GOLF IN TOSCANA

POGGIO DEI MEDICI GOLF

SCARPERIA & SAN PIERO

Poggio dei Medici Golf Club si trova sulle colline del Mugello circondato da verdi vallate ricche di flora e fauna autoctona. L’ecosostenibilità dell’ambiente in cui è inserito il campo da golf, permette una vasta biodiversità.

GOLF UGOLINO

IMPRUNETA

La costruzione della “casa della palla-mazza” fu commissionata a Gherardo Bosio nel 1933 dall’azienda di Turismo, in un lotto situato in posizione baricentrica rispetto al terreno da gioco …

GOLF CLUB

CASTELFALFI

La storia di Castelfalfi affonda le sue radici nella civiltà etrusca, 2500 anni fa. Testimonianza della presenza etrusca sono i ritrovamenti di urne funerarie del 135 a.C. presso il Casale I Bianchi; la ricchezza …

CASENTINO GOLF CLUB

POPPI

L’Associazione Sportiva Dilettantistica CASENTINO GOLF CLUB AREZZO fu fondata nel 1985 da un gruppo di amici (soci fondatori promotori ) che coinvolsero gli enti pubblici locali Comunità Montana …

I GRANDI PAESAGGISTI DEL 900

PIETRO PORCINAI

Un’importante capacità di Pietro Porcinai era quella di individuare i reali problemi e comprendere le procedure idonee, precorrendo sempre i tempi grazie ad una pre-veggenza fondata su basi tecniche sperimentate. Oltre al suo precoce ed innato talento naturale e alla sua intelligenza professionale, Porcinai aveva inoltre maturato una specifica formazione all’estero, in notevole anticipo rispetto ad altri, senza dubbio rimanendo influenzato dalla cultura paesaggistica di quei paesi, in particolare Germania e Belgio, dove aveva fatto pratica di tecniche colturali presso alcuni vivai specializzati. In Italia il percorso della sua formazione si intrecciò con un periodo cruciale dell’arte dei giardini: infatti, proprio nel 1924 Luigi Dami pubblicò II giardino italiano, dimostrando il primato italiano nell’arte dei giardini.

La natura autoctona e caratteristica del giardino italiano, nel riappropriarsi del suo primato in un campo diventato oggetto di studi di stranieri, soprattutto anglosassoni, culminò nella famosa Mostra del Giardino Italiano del 19311 a Firenze, dove si tese alla valorizzazione di un grande passato, senza tuttavia tentare di aprire la strada alla ricerca di nuove forme moderne nell’arte dei giardini. Presidente della Commissione esecutiva’ della mostra fu Ugo Ojetti, sostenitore di un’architettura monumentale e in stile. Nell’ambito della manifestazione furono riproposti dieci modelli ideali di giardini, in una sorta di percorso storico dell’arte dei giardini italiani, concepiti come piccole creazioni scenografiche in cui era presente anche il giardino paesaggistico all’inglese, anche se giudicato estraneo alla tradizione classica nazionale.

EXTRAORDINARY ITINERARIES OF TUSCANY The earliest Medici villas are those of Trebbio and Cafaggiolo, displaying a stern, fortified fourteenth-century aspect and primarily tied to the control of agricultural lands in the Mugello region, the ancestral home of the Medici. In the fifteenth century, Cosimo the Elder commissioned Michelozzo to build the villas of Careggi and Fiesole, structures still austere in form but beginning to incorporate elements of leisure: courtyards, loggias, gardens. Lorenzo de' Medici often resided for extended periods in Careggi, where he convened the Neoplatonic Academy and the Cenacle of Marsilio Ficino; it was also where he met his demise in 1492. Gradually, the Medici "encircled" Florence with their villas, while during the grand ducal period, concurrent with their expanding interests throughout Tuscany, a constellation of these architectural marvels emerged even in regions distant from the Grand Duchy's capital.

The system of Medici villas constitutes a veritable microcosm around which the rituals of the Medici court unfolded. Often arising in place of ancient castles, these villas epitomize the pinnacle of Renaissance and Baroque architecture in Tuscany, facilitating comparisons of stylistic evolution. This starkly sets the Medici villas apart from the more "simple" Tuscan rural homes. The villas could be inherited, purchased, seized, or specially commissioned by the Medici. By the late sixteenth century, the territorial system of villas, with its robust economic and strategic significance, comprised at least 17 principal estates, delineating a historical-artistic profile. Additional secondary villas, primarily of agricultural interest or held by the Medici for brief periods, must be considered, bringing the total to approximately thirty true villas. Far more numerous were the Medici farms and countless hunting lodges scattered throughout Tuscany.

The era of the Medici villas concluded with Ferdinando I's acquisition of Montevettolini and Artimino, alongside expansions of Ambrogiana, Petraia, and Castello. The Medici villas are immortalized in a renowned series of lunettes painted around 1599 by Giusto Utens at the Petraia villa, serving as invaluable documentation of these residences' appearance in centuries past, particularly valuable for those later altered or lost over time, such as the Villa di Pratolino. Each member of the Medici family possessed their own estate for leisure and representation, while the Grand Duke moved between villas: for hunting, he frequented Pratolino, Trebbio, and Cafaggiolo; in spring, he stayed at Ambrogiana, while Artimino, situated on a hill, provided respite during July's heat.

The gardens, for which the villas are renowned, find their earliest example in the Castello villa, where Cosimo I commissioned Niccolò Tribolo to create what is the prototype of the Italian garden, later echoed in the Boboli Gardens. Today, the villas serve various purposes: some are genuine museums (La Petraia, Poggio a Caiano, Cerreto Guidi), others house institutions (as in Castello, where the garden serves as a museum, while the villa hosts the Accademia della Crusca), and still others have been sold or entrusted to private individuals, who either maintain them for personal use or utilize them as venues for events.

Only 14 villas have been inscribed on the UNESCO list.
VILLE E GIARDINI MEDICEI

VILLA MEDICI

FIESOLE

Villa Medici a Fiesole è una delle più antiche ville appartenute ai Medici, la quarta, dopo le due ville nel Mugello (Cafaggiolo e Il Trebbio) e la villa di Careggi. Chiamata anche Belcanto o il Palagio di Fiesole, è tra le ville medicee meglio conservate ma al tempo stesso è anche tra le meno note. 

GIARDINO MEDICEO

DI PRATOLINO

Villa Demidoff è la denominazione moderna di quello che resta della Villa Medicea di Pratolino e si trova nella località di Pratolino, a Vaglia, in Provincia di Firenze, in via Fiorentina 276. La villa medicea vera e propria fu demolita nel 1822, ma in seguito venne acquistata dalla famiglia Demidoff.

VILLA MEDICI LA PETRAIA

FIRENZE

La Villa Medicea La Petraia è ritenuta una delle più belle e celebrate ville medicee, collocata in una posizione panoramica che domina la città di Firenze. Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale della Toscana, nel dicembre 2019.

GIARDINO DI BOBOLI

FIRENZE

Il Giardino di Boboli è un parco storico della città di Firenze. Nato come giardino granducale di Palazzo Pitti, è connesso anche al Forte di Belvedere, avamposto militare per la sicurezza del sovrano e la sua famiglia. Il giardino, che accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori.

VILLA MEDICEA

DI CASTELLO

La villa medicea di Castello si trova nella zona collinare di Castello a Firenze, molto vicina all’altra celebre villa medicea de La Petraia, ed è famosa soprattutto per i magnifici giardini, secondi solo a quelli di Boboli. Oggi la villa, chiamata anche Villa Reale, L’Olmo o Il Vivaio.

VILLA LA MAGIA

QUARRATA

Villa La Magia è stata un’importante villa medicea. Il nome deriva probabilmente da maia, femminile di maius, “maggiore”, da intendersi come appellativo per la villa principale della zona. Il nucleo originario della villa fu costruito nel Trecento dalla famiglia pistoiese dei Panciatichi.

CAPPELLA VILLA MEDICEA

POGGIO IMPERIALE

Nel 1820, dunque in pieno clima Restaurazione con Ferdinando III di Toscana, l’architetto Giuseppe Cacialli conclude i lavori per la cappella che pochi anni prima aveva commissionato Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. Sulla facciata esterna, entro un loggiato che ospita due nicchie.