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GIARDINI SEGRETI

VIRGINIO BRIATORE

In occasione di questa meritoria iniziativa oggi abbiamo scelto di visitare un paio di giardini fuori città, nel Paese di San Pancrazio a una decina di km da Ravenna. Sono due giardini limitrofi, che si rafforzano a vicenda, pur nella loro diversità. Entrambi hanno un aspetto in comune: sono portati avanti dai figli, con l’aiuto dei padri pensionati. Entrambi oltre alla cura dei fiori e dei maestosi alberi lasciano intravedere anche orti così ben tenuti che danno voglia di ‘brucarli’! Entrambi hanno la passione per oggetti e attrezzi d’epoca. Nel primo, all’ingresso, una stupenda Bianchina color crema, nel secondo, in fondo una Fiat 500 blu notte!

Il primo, Cà ad Matrèn prende il nome da come veniva chiamato il vecchio proprietario della casa del 1700, ora di proprietà di una giovane coppia che ha trasformato l’ettaro e poco più di terreno agricolo in un parco dai molti volti: sul bordo i grandi secolari alberi, tra cui un pioppo e una quercia monumentali, al centro tanti nuovi piccoli alberi di frutti dimenticati, attorno a casa e ovunque fiori di varia natura con una predilezione per i papaveri che qui sono veramente di tutti i colori. Essendo il papavero il mio fiore preferito non credevo ai miei occhi: non solo il campo incolto del vicino ne regalava un mare, ma la passione dei giovani giardinieri ne ha seminati di vario tipo e di tanti colori: bianchi, rosa, gialli della California, bluastri… grandi, normali, piccoli. Da far girare la testa, così come il profumo delle roselline, di cui una ‘sentiva’ di chiodi di garofano. Un viaggio nel tempo, dove a ogni passo si intrecciano i fili dei ricordi, alberi che altri piantarono, attrezzi usati da chi ci ha preceduto su questa terra.

Il secondo giardino, da cui si accede dal primo è un poco più piccolo, ma in compenso ha una zona umida, che scende per diversi metri a intercettare la falda che qui è a – 8.  Si chiama Parco Orto De Faentin, come veniva chiamato il nonno, proveniente da Faenza. Qui oltre al canto impareggiabile dei pioppi altissimi, si rivela anche la passione della famiglia per gli animali e per oggetti  vintage restaurati, tra i quali spicca i trattore Landini, tirato a nuovo col suo perfetto sedile ‘mezzadro’! Indimenticabile la cavallina Lucia, che partorirà a fine mese. Cavallina di razza Shetland, con un bellissimo ciuffo sulla testa e tanta voglia d’erba! E poi i due galli in un pollaio, per fortuna con tante galline. E altri volatili e tre bassotti e la tartaruga acquatica di cui ci hanno raccontato le gesta. Orto che rasenta la perfezione. Cucina e forno esterni. Divano di fieno.

Rassicurante vedere la continuità fra le generazioni e la passione di queste due coppie giovani per far ‘fiorire’ questa piccola preziosa eredità di vita e respiro. Il giovane De Faentin ci ha raccontato che loro non tengono mai un animale solo, cercano sempre di fare le coppie, di generare anche per gli animali un poco di compagnia; anni fa una cavallina partorì e ad assisterla accorse il cane dalmata, che l’aiutò a ripulire e leccare ben bene il nascituro. Quando il dalmata arrivò in casa col muso insanguinato si spaventarono, ma poi capirono che era… un lieto evento! Non so dire in quale dei due giardini fossero, ma negli occhiali si affollano gigli bianchi, rose roselline, iris blu, bianche calle dal pestifero pistillo giallo, fiorellini viola, arcate di rose gialle sulla testa e papaveri a perdita d’occhio! Frequentare di più fiori, piante, ortaggi ed animali non può che farci del bene.

W Maggio.

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