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Erasmus Darwin "La Vita Organica, nata sotto le onde senza riva, fu svezzata in oceaniche grotte di perla; in principio minuscole forme, non viste da lenti, si muovono sul fango o perforano la massa acquea; di generazione in generazione fiorendo, assumono poi nuovi poteri e arti più grandi; da esse sorgono innumerevoli gruppi di vegetali, e regni dotati di respiro e di pinne, di piedi e di ali."

Erasmus Darwin (Elston, 12 dicembre 1731 – Breadsall, 18 aprile 1802) è stato un medico, filosofo, poeta e naturalista britannico molto influente nel XVIII secolo. Fu nonno di Charles Darwin e uno dei primi a proporre idee sull'evoluzione della vita attraverso opere come il trattato Zoonomia e la poesia scientifica The Temple of Nature, in cui esprimeva una visione della natura in costante mutamento e sviluppo.

The Temple of Nature, 1803
LA FEDE RETTA È UNA MONTAGNA FELICE

MASANOBU FUKUOKA

“Normalmente, quando una persona invecchia, aumenta la sua base di valori, la sua saggezza, mentre per me è stato il contrario: invecchiando mi sono sentito sempre più come un vecchio contadino molto vicino alla terra. Di solito nel corso della vita si cammina verso la speranza, invece ho l’impressione di averla lasciata dietro di me; è un po’ come andare all’indietro. Fino a cinque anni fa pensavo che tutto quello che avevo sperimentato non sarebbe servito a nessuno. Poi vidi apparire degli articoli su riviste specializzate di agricoltura che studiavano il metodo naturale, ed erano scritti da scienziati che conoscevo.”

Masanobu Fukuoka (1913-2008) è stato un agronomo e filosofo giapponese, autore del celebre libro “La rivoluzione del filo di paglia”. È considerato uno dei fondatori dell’agricoltura naturale, un metodo che promuove il rispetto dei cicli naturali e la minima interferenza umana. Fukuoka ha dedicato la sua vita alla ricerca di pratiche agricole sostenibili, influenzando profondamente movimenti ecologisti e permaculturali in tutto il mondo.

Questa le principali pubblicazioni di Masanobu Fukuoka, delle opere hanno influenzato profondamente l’agricoltura sostenibile e il movimento della permacultura a livello internazionale.

La rivoluzione del filo di paglia (The One-Straw Revolution, 1975)
La fattoria biologica (The Natural Way of Farming, 1985)
La via naturale alla salute (The Road Back to Nature, 1987)
Sowing Seeds in the Desert (2012)

PIANTE E RIMEDI NELL'ANTICHITÀ Il primo studioso conosciuto del mondo vegetale fu Teofrasto (371 a.C. – 286 a.C.) che descrisse oltre cinquecento piante ed il loro uso medicinale. In seguito Dioscoride (De materia medica) e Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) scrissero opere fondamentali per la conoscenza del regno vegetale. In particolare il secondo nella sua Naturalis Historia, enciclopedia scientifica in 37 libri, ricostruiva una summa delle conoscenze dell’epoca, attraverso la rilettura di oltre 2000 opere. Una parte cospicua della sua ricerca (libri 12-19) era specificamente dedicata alle piante ed alle loro qualità officinali. La Naturalis Historia ha costituito il compendio di riferimento della botanica, e non solo, fino all’epoca rinascimentale. Nella seconda metà del XVI secolo la botanica si affrancò definitivamente dalle altre scienze, spesso occulte, con la nascita dei primi orti botanici e delle prime raccolte sistematiche di piante essiccate. In questo periodo si rivelarono importanti le ricerche di Otto Brunfels (1488-1534), Hieronymus Bock (1498-1554) e Conrad Gessner (1516-1565). Quest’ultimo comprese che i caratteri differenziali principali per la classificazione delle piante si rilevano nei frutti e nei fiori. Negli anni successivi, il francese Charles de l’Ecluse (1526-1609), noto anche come Carolus Clusius, delineò i principi generali necessari per stabilire il concetto di specie. Tra gli italiani, si misero in evidenza in questo periodo, Bartolomeo Maranta (1500-1571), dal suo cognome deriva la denominazione dell’omonima pianta, Luca Ghini (1500-1556) e Andrea Cesalpino (1519-1603), noto per essere stato uno dei fondatori della sistematica del mondo vegetale. Fra fine Seicento e prima metà dell’Ottocento diverse spedizioni esplorative videro la partecipazione di giovani scienziati che tornando nel vecchio continente pubblicarono libri che divennero dei veri best seller. Le osservazioni naturalistiche, l’alto numero di nuove specie schedate e portate in Europa, come ad esempio le palme del Cile, gli eucalipti e i ficus macrophylla d’Australia, le araucarie dal sud America, o le più celebri sequoie dalla California, fecero aumentare l’interesse per la botanica. Fra questi viaggiatori scienziati che poi diverranno anche parte attiva nella crescita e nella diffusione degli orti e dei parchi botanici, si annoverano personalità quali Jean Robin (1550-1629), Engelbert Kaempfer (1651-1716), Louis Antoine de Bougainville (1729-1811), Georg Forster (1754-1794), André Michaux (1746-1802), Alexander von Humboldt (1769-1859), Guglielmo Gasparrini (1803-1866) fino al celebre Charles Darwin (1809-1882) che segnalò diverse specie di piante e fiori nel suo Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Nel Settecento con la fondamentale figura del botanico svedese Carl von Linné (Råshult 1707 – Uppsala 1778), più comunemente conosciuto come Carlo Linneo, si venne sviluppando una vera e propria ricerca scientifica sul mondo vegetale, con particolare riguardo alla classificazione delle piante. Nel 1735 con l’opera Systema naturae, Linneo espone per la prima volta i suoi criteri di classificazione tassonomica binomiale dei regni animale, vegetale e minerale. Tuttavia, l’opera che influenzò maggiormente i botanici fu la Philosophia botanica, pubblicata nel 1751. In essa Linneo affermava che le specie vegetali, facendo parte del progetto divino del creato, erano classificabili secondo un sistema immutabile fondato sulle loro caratteristiche: era, quindi, possibile ricostruire le relazioni interne e le differenze fra varietà, specie, generi, ordini e classi. Partendo da questa regola tassonomica, Linneo introdusse il sistema di nomenclatura binomiale, secondo la quale ciascun essere vivente poteva essere identificato e descritto conoscendone soltanto il genere e la specie, mentre prima si doveva ricorrere a perifrasi impossibili da ricordare. Tale sistema classificatorio, riveduto ed aggiornato, costituisce ancora oggi il fondamento della classificazione del regno vegetale (e non solo). Successivamente altri studiosi introdussero nuovi generi e specie e dovendoli diversificare da quelli stabiliti da Linneo, si decise di aggiungere al binomio latino anche l’abbreviazione del cognome del naturalista coniatore; per Linneo la sola lettera elle maiuscola: L. Altro importante botanico del XVIII secolo è Georges-Louis Leclerc de Buffon che pubblicò dal 1746 al 1762 una poderosa Histoire naturelle. Buffon non condivideva la classificazione di Linneo perché la trovava troppo schematica e pensava che non desse ragione delle specie intermedie rispetto alle principali e più note. Ciò dipende dal fatto che egli aveva anticipato in qualche maniera idee evoluzioniste e alcuni studiosi vedono in lui un vero pre-evoluzionista. Nel 1785 Stephane Thibaud, un accademico di Montpellier, arguisce la similitudine tra le funzioni biologiche delle piante e quelle dell’uomo e congettura le loro capacità sensoriali nel suo trattato Disquisitio Utrum in Plantis existat principium vitale principio vitali in animalibus analogum. A diffondere in Italia il sistema di Linneo provvide il forlivese Cesare Majoli, che raccolse anche un’enorme mole di dati e disegni del mondo vegetale, ed è considerato uno dei più illustri botanici del XVIII secolo, tanto che si è parlato, a suo riguardo, di “prestigio raggiunto a livello mondiale”. NATURALIS HISTORIA
ITINERARI NATURALISTICI DELLA TOSCANA

Oasi Dynamo è una riserva naturale di oltre 1.000 ettari situata nel cuore dell’Appennino Pistoiese, in Toscana. Questa oasi, affiliata al WWF, rappresenta un esempio virtuoso di conservazione ambientale, dove la natura selvaggia si fonde con iniziative culturali e artistiche.
Il paesaggio dell’Oasi è caratterizzato da fitte foreste di latifoglie, faggi e conifere, che ospitano una ricca biodiversità. Tra le specie faunistiche presenti si annoverano il lupo appenninico, il cervo, il capriolo, il cinghiale e numerosi uccelli rapaci, tra cui l’aquila reale e il picchio nero. La vegetazione varia a seconda dell’altitudine e dell’esposizione, creando un mosaico ecologico che favorisce la presenza di numerose specie animali e vegetali. I prati che costeggiano i sentieri mostrano in primavera e in estate una sorprendente ricchezza botanica: ieri, ad esempio, erano fioriti splendidi gruppi di Achillea, accompagnati da altre specie spontanee che colorano di giallo, bianco e rosa le radure, offrendo un vero spettacolo per chi ama la botanica e l’osservazione naturalistica.
All’interno di questo contesto naturale sorge OCA – Oasy Contemporary Art & Architecture, un progetto che unisce arte contemporanea e natura. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso un sentiero immerso nel bosco, lungo circa 1,5 km, che conduce a una serie di installazioni artistiche site-specific realizzate da artisti e architetti di fama internazionale. Le opere dialogano con l’ambiente circostante, creando un’esperienza sensoriale unica che invita alla riflessione sul rapporto tra uomo, arte e natura.
OCA è curato da Emanuele Montibeller, fondatore e direttore artistico di Arte Sella, un celebre percorso di arte in natura situato in Trentino. Sotto la sua direzione, OCA ha ospitato opere di artisti come Alejandro Aravena, Kengo Kuma, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun, che hanno contribuito a definire l’identità di questo spazio come un punto di riferimento per l’arte contemporanea immersa nella natura.

I Miti e i Simboli delle Piante presso i Greci ed i Romani

di Reivas dell’Ibis
 
Una gran parte delle cognizioni fisiche e filosofiche degli antichi, per non dire la maggiore, pervenne fino a noi alterata dalle tradizioni ed ottenebrata o velata dai simboli e dai miti. L’incertezza e la moltiplicità di questi e di quelli, la costoro trasformazione e ‘l susseguente polimorfismo presso le diverse nazioni, hanno tolto alle sopravvegnenti razze, di conoscere ed apprezzare debitamente quel grado di coltura e dottrina, al quale attinsero alcuni dei popoli più famigerati della storia antica.
Molti uomini profondi per vasta dottrina, hanno in diversi tempi procacciato, consacrandovi ogni loro studio, di decifrare e chiarire quei germi di sapienza, che sotto il velame dei miti e dei simboli, ci aveano i nostri maggiori tramandato. Queste indagini e questi studj continuati da molti, coi progressi delle scienze, giunsero a tale [punto] da poterci finalmente alla meglio specificare molti fatti astrusi e difficili della mitologia e simbolistica: e con istupore videro l’età moderne non poche delle loro glorie essere offuscate, e prevenute da altre età di dozzine di secoli! Si conobbero le stesse dottrine, gli stessi trovati, le stesse speculazioni, gli stessi errori, le stesse millanterie ed utopie, comechè sotto forme ed aspetti differenti, essere mai sempre state retaggio dei figli di Eva, in tutte le epoche, in tutti i tempi!
 

Collana Symbola | Autore: Reivas dell’Ibis | Anno di edizione 2022 (Edizione originale del 1857) | ISBN 978-88-31966-37-5 

 

VIVAISTI DEL PIEMONTE

GRANDI VIVAI ERNESTO POZZI | BIELLA

Ernesto Pozzi ha iniziato la sua attività nel 1922. Oggi la Grandi Vivai Ernesto di Biella guidata dai figli ha un vivaio che si estende per più di 40 ettari in vari appezzamenti nei dintorni di Biella. La loro diversa esposizione ed il clima biellese consentono di coltivare sia piante delicate al freddo che altre resistenti ed adatte ai giardini di montagna.  Dispone di un vasto assortimento di alberi ed arbusti di dimensioni commerciali ed anche esemplari di grande dimensione a pronto effetto il cui apparato radicale è stato preparato più volte.

Bellissimo il vivaio giardino iniziato dal fondatore nel 1950 per offrire ai clienti alcuni esempi di sistemazioni. Con il tempo è divenuto un vero parco botanico ove si possono ammirare molte varietà di alberi e cespugli accostati irregolarmente per favorire i contrasti di forme e colori.Molti visitatori, sia giardinieri e vivaisti, che architetti e progettisti o semplici appassionati del verde, hanno molto apprezzato la visita a questo vivaio e le sue caratteristiche.L’Architetto Paolo Pajrone, scrivendo su Gardenia un elogio del nostro fondatore (luglio 2014) ricordava l’Arch. Russel Page, rimasto entusiasta della visita al Chioso.

CENNI STORICI La botanica (dal greco: βοτάνη [botane] = pianta), anche detta biologia vegetale o fitologia, è la branca della biologia che studia le forme di vita del mondo vegetale (la flora), specie in rapporto alla loro citologia, istologia, anatomia, fisiologia, classificazione, utilità ed ecologia. Gli organismi più complessi studiati dalla botanica costituiscono il regno delle Piante (o Plantæ). In passato tutto ciò che non si considerava animale veniva considerato "pianta", "vegetale". Attualmente, solo gli organismi pluricellulari autotrofi vengono considerati parte del regno Plantae: gli altri sono assegnati ai regni Monere, Protisti o Funghi. Il primo studioso conosciuto del mondo vegetale fu Teofrasto (371 a.C. – 286 a.C.) che descrisse oltre cinquecento piante ed il loro uso medicinale. In seguito Dioscoride (De materia medica) e Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) scrissero opere fondamentali per la conoscenza del regno vegetale. In particolare il secondo nella sua Naturalis Historia, enciclopedia scientifica in 37 libri, ricostruiva una summa delle conoscenze dell'epoca, attraverso la rilettura di oltre 2000 opere. Una parte cospicua della sua ricerca (libri 12-19) era specificamente dedicata alle piante ed alle loro qualità officinali. La Naturalis Historia ha costituito il compendio di riferimento della botanica, e non solo, fino all'epoca rinascimentale. Nella seconda metà del XVI secolo la botanica si affrancò definitivamente dalle altre scienze, spesso occulte, con la nascita dei primi orti botanici e delle prime raccolte sistematiche di piante essiccate. In questo periodo si rivelarono importanti le ricerche di Otto Brunfels (1488-1534), Hieronymus Bock (1498-1554) e Conrad Gessner (1516-1565). Quest'ultimo comprese che i caratteri differenziali principali per la classificazione delle piante si rilevano nei frutti e nei fiori. Negli anni successivi, il francese Charles de l'Ecluse (1526-1609), noto anche come Carolus Clusius, delineò i principi generali necessari per stabilire il concetto di specie.[1] Tra gli italiani, si misero in evidenza in questo periodo, Bartolomeo Maranta (1500-1571), dal suo cognome deriva la denominazione dell'omonima pianta, Luca Ghini (1500-1556) e Andrea Cesalpino (1519-1603), noto per essere stato uno dei fondatori della sistematica del mondo vegetale. Fra fine Seicento e prima metà dell'Ottocento diverse spedizioni esplorative videro la partecipazione di giovani scienziati che tornando nel vecchio continente pubblicarono libri che divennero dei veri best seller. Le osservazioni naturalistiche, l'alto numero di nuove specie schedate e portate in Europa, come ad esempio le palme del Cile, gli eucalipti e i ficus macrophylla d'Australia, le araucarie dal sud America, o le più celebri sequoie dalla California, fecero aumentare l'interesse per la botanica. Fra questi viaggiatori scienziati che poi diverranno anche parte attiva nella crescita e nella diffusione degli orti e dei parchi botanici, si annoverano personalità quali Jean Robin (1550-1629), Engelbert Kaempfer (1651-1716), Louis Antoine de Bougainville (1729-1811), Georg Forster (1754-1794), André Michaux (1746-1802), Alexander von Humboldt (1769-1859), Guglielmo Gasparrini (1803-1866) fino al celebre Charles Darwin (1809-1882) che segnalò diverse specie di piante e fiori nel suo Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Nel Settecento con la fondamentale figura del botanico svedese Carl von Linné (Råshult 1707 – Uppsala 1778), più comunemente conosciuto come Carlo Linneo, si venne sviluppando una vera e propria ricerca scientifica sul mondo vegetale, con particolare riguardo alla classificazione delle piante. Nel 1735 con l'opera Systema naturae, Linneo espone per la prima volta i suoi criteri di classificazione tassonomica binomiale dei regni animale, vegetale e minerale. Tuttavia, l'opera che influenzò maggiormente i botanici fu la Philosophia botanica, pubblicata nel 1751. In essa Linneo affermava che le specie vegetali, facendo parte del progetto divino del creato, erano classificabili secondo un sistema immutabile fondato sulle loro caratteristiche: era, quindi, possibile ricostruire le relazioni interne e le differenze fra varietà, specie, generi, ordini e classi. Partendo da questa regola tassonomica, Linneo introdusse il sistema di nomenclatura binomiale, secondo la quale ciascun essere vivente poteva essere identificato e descritto conoscendone soltanto il genere e la specie, mentre prima si doveva ricorrere a perifrasi impossibili da ricordare. Tale sistema classificatorio, riveduto ed aggiornato, costituisce ancora oggi il fondamento della classificazione del regno vegetale (e non solo). Successivamente altri studiosi introdussero nuovi generi e specie e dovendoli diversificare da quelli stabiliti da Linneo, si decise di aggiungere al binomio latino anche l'abbreviazione del cognome del naturalista coniatore; per Linneo la sola lettera elle maiuscola: L. Altro importante botanico del XVIII secolo è Georges-Louis Leclerc de Buffon che pubblicò dal 1746 al 1762 una poderosa Histoire naturelle. Buffon non condivideva la classificazione di Linneo perché la trovava troppo schematica e pensava che non desse ragione delle specie intermedie rispetto alle principali e più note. Ciò dipende dal fatto che egli aveva anticipato in qualche maniera idee evoluzioniste e alcuni studiosi vedono in lui un vero pre-evoluzionista. Nel 1785 Stephane Thibaud, un accademico di Montpellier, arguisce la similitudine tra le funzioni biologiche delle piante e quelle dell'uomo e congettura le loro capacità sensoriali nel suo trattato Disquisitio Utrum in Plantis existat principium vitale principio vitali in animalibus analogum. A diffondere in Italia il sistema di Linneo provvide il forlivese Cesare Majoli, che raccolse anche un'enorme mole di dati e disegni del mondo vegetale, ed è considerato uno dei più illustri botanici del XVIII secolo, tanto che si è parlato, a suo riguardo, di "prestigio raggiunto a livello mondiale". LA BOTANICA
IL GIARDINO DELL'IRIS A FIRENZE

ITINERARI BOTANICI

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”.

Michael Pollan

Una seconda natura

Traduzione di Isabella C. Blum
Dacché Nabucodonosor elevò i giardini pensili di Babilonia pur di lenire la nostalgia della sua sposa per le colline dell’infanzia, il giardino è sempre stato una seconda natura, foggiata dall’uomo in base alla sua cultura ed esperienza. Ma di questi tempi il giardino è anche un campo di battaglia ideologico ed etico fra l’«utopia suburbana» del prato sempre perfettamente curato e la ribellione antinomiana dei cultori della wilderness, discepoli di Thoreau. Per fortuna esiste un terzo partito – quello che fu, ad esempio, di Alexander Pope, che agli architetti del paesaggio suoi contemporanei consigliava semplicemente: «Consulta sempre il Genio del luogo». Pollan – che di Pope condivide l’ironia e il buonsenso, oltre che il piglio eclettico da filosofo, umorista, narratore e polemista – sa da quale parte schierarsi, e lo fa nel modo che più gli è congeniale: con questo volume, che riesce a essere al tempo stesso esilarante autobiografia, racconto di un’odissea intellettuale e brioso trattato di giardinaggio empirico-teorico.

La collana dei casi, 113
2016, pp. 309
isbn: 9788845930737

PARCO REGIONALE MIGLIARINO MASSACIUCCOLI

PARCO DI SAN ROSSORE

Il parco è suddiviso in alcune aree principali. La Macchia Lucchese è la fascia boscosa a nord, racchiusa tra Viareggio, Torre del Lago Puccini e la costa. L’area del Massaciuccoli comprende il lago e l’area palustre che lo circonda. La Fattoria di Vecchiano e la Fattoria di Massaciuccoli sono invece le vaste aree di bonifica sottratte al lago, rispettivamente nel Comune di Vecchiano e nel Comune di Massarosa. Le due aree si differenziano dalle pompe idrovore che le gestiscono. Continuando lungo la costa vi sono le importanti tenute di Migliarino, di San Rossore, di Tombolo e di Coltano, in parte adibite ad agricoltura e in parte a bosco.

Completano le aree di gestione del parco le secche della Meloria, un importante sistema di secche, con due scogli affioranti, dotati di fondali dall’importante valore naturalistico. Presenta varie tipologie di ambienti naturali. È prevalente l’area boschiva, infatti un terzo della superficie del Parco è ricoperta da boschi e presenta alberi di pioppo, ontano, frassino, leccio e pino (pino domestico e pino marittimo). Inoltre sono presenti anche dune ed aree palustri. In questi ambienti è presente una flora rara (drosere, periploche, osmunda, ibisco rosa).

 

Oliver Sacks

L’isola dei senza colore e L’isola delle Cicadine

Traduzione di Isabella Blum
 
Due viaggi in Micronesia dischiudono a Sacks una prospettiva sconfinata di orrori, meraviglie e misteri: la cecità cromatica completa ed ereditaria che si manifesta a Pingelap e Pohnpei, in una terra che è un tripudio di colori; il devastante e inspiegato lytico-bodig, che colpisce con una sorta di paralisi progressiva solo certi abitanti dell’isola di Guam, e solo quelli nati in certi anni. Sacks ci racconta questi suoi viaggi passo per passo – o meglio salto per salto dei minuscoli aerei che lo trasportano come cavallette da un’isola all’altra. Ed è come se un Melville neuro-botanico ci riconducesse alle Encantadas per metterci di fronte, con partecipazione profonda e magistrale arte narrativa, all’indecifrato rapporto fra la mente e la natura che ci circonda e di cui siamo fatti.
 
 
gli Adelphi, 247
2004, 7ª ediz., pp. 334, 23 ill. b/n
isbn: 9788845918667

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