“Normalmente, quando una persona invecchia, aumenta la sua base di valori, la sua saggezza, mentre per me è stato il contrario: invecchiando mi sono sentito sempre più come un vecchio contadino molto vicino alla terra. Di solito nel corso della vita si cammina verso la speranza, invece ho l’impressione di averla lasciata dietro di me; è un po’ come andare all’indietro. Fino a cinque anni fa pensavo che tutto quello che avevo sperimentato non sarebbe servito a nessuno. Poi vidi apparire degli articoli su riviste specializzate di agricoltura che studiavano il metodo naturale, ed erano scritti da scienziati che conoscevo.”
Masanobu Fukuoka (1913-2008) è stato un agronomo e filosofo giapponese, autore del celebre libro “La rivoluzione del filo di paglia”. È considerato uno dei fondatori dell’agricoltura naturale, un metodo che promuove il rispetto dei cicli naturali e la minima interferenza umana. Fukuoka ha dedicato la sua vita alla ricerca di pratiche agricole sostenibili, influenzando profondamente movimenti ecologisti e permaculturali in tutto il mondo.
Questa le principali pubblicazioni di Masanobu Fukuoka, delle opere hanno influenzato profondamente l’agricoltura sostenibile e il movimento della permacultura a livello internazionale.
La rivoluzione del filo di paglia (The One-Straw Revolution, 1975)
La fattoria biologica (The Natural Way of Farming, 1985)
La via naturale alla salute (The Road Back to Nature, 1987)
Sowing Seeds in the Desert (2012)
Oasi Dynamo è una riserva naturale di oltre 1.000 ettari situata nel cuore dell’Appennino Pistoiese, in Toscana. Questa oasi, affiliata al WWF, rappresenta un esempio virtuoso di conservazione ambientale, dove la natura selvaggia si fonde con iniziative culturali e artistiche.
Il paesaggio dell’Oasi è caratterizzato da fitte foreste di latifoglie, faggi e conifere, che ospitano una ricca biodiversità. Tra le specie faunistiche presenti si annoverano il lupo appenninico, il cervo, il capriolo, il cinghiale e numerosi uccelli rapaci, tra cui l’aquila reale e il picchio nero. La vegetazione varia a seconda dell’altitudine e dell’esposizione, creando un mosaico ecologico che favorisce la presenza di numerose specie animali e vegetali. I prati che costeggiano i sentieri mostrano in primavera e in estate una sorprendente ricchezza botanica: ieri, ad esempio, erano fioriti splendidi gruppi di Achillea, accompagnati da altre specie spontanee che colorano di giallo, bianco e rosa le radure, offrendo un vero spettacolo per chi ama la botanica e l’osservazione naturalistica.
All’interno di questo contesto naturale sorge OCA – Oasy Contemporary Art & Architecture, un progetto che unisce arte contemporanea e natura. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso un sentiero immerso nel bosco, lungo circa 1,5 km, che conduce a una serie di installazioni artistiche site-specific realizzate da artisti e architetti di fama internazionale. Le opere dialogano con l’ambiente circostante, creando un’esperienza sensoriale unica che invita alla riflessione sul rapporto tra uomo, arte e natura.
OCA è curato da Emanuele Montibeller, fondatore e direttore artistico di Arte Sella, un celebre percorso di arte in natura situato in Trentino. Sotto la sua direzione, OCA ha ospitato opere di artisti come Alejandro Aravena, Kengo Kuma, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun, che hanno contribuito a definire l’identità di questo spazio come un punto di riferimento per l’arte contemporanea immersa nella natura.
Ernesto Pozzi ha iniziato la sua attività nel 1922. Oggi la Grandi Vivai Ernesto di Biella guidata dai figli ha un vivaio che si estende per più di 40 ettari in vari appezzamenti nei dintorni di Biella. La loro diversa esposizione ed il clima biellese consentono di coltivare sia piante delicate al freddo che altre resistenti ed adatte ai giardini di montagna. Dispone di un vasto assortimento di alberi ed arbusti di dimensioni commerciali ed anche esemplari di grande dimensione a pronto effetto il cui apparato radicale è stato preparato più volte.
Bellissimo il vivaio giardino iniziato dal fondatore nel 1950 per offrire ai clienti alcuni esempi di sistemazioni. Con il tempo è divenuto un vero parco botanico ove si possono ammirare molte varietà di alberi e cespugli accostati irregolarmente per favorire i contrasti di forme e colori.Molti visitatori, sia giardinieri e vivaisti, che architetti e progettisti o semplici appassionati del verde, hanno molto apprezzato la visita a questo vivaio e le sue caratteristiche.L’Architetto Paolo Pajrone, scrivendo su Gardenia un elogio del nostro fondatore (luglio 2014) ricordava l’Arch. Russel Page, rimasto entusiasta della visita al Chioso.
Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”.
La collana dei casi, 113
2016, pp. 309
isbn: 9788845930737
Il parco è suddiviso in alcune aree principali. La Macchia Lucchese è la fascia boscosa a nord, racchiusa tra Viareggio, Torre del Lago Puccini e la costa. L’area del Massaciuccoli comprende il lago e l’area palustre che lo circonda. La Fattoria di Vecchiano e la Fattoria di Massaciuccoli sono invece le vaste aree di bonifica sottratte al lago, rispettivamente nel Comune di Vecchiano e nel Comune di Massarosa. Le due aree si differenziano dalle pompe idrovore che le gestiscono. Continuando lungo la costa vi sono le importanti tenute di Migliarino, di San Rossore, di Tombolo e di Coltano, in parte adibite ad agricoltura e in parte a bosco.
Completano le aree di gestione del parco le secche della Meloria, un importante sistema di secche, con due scogli affioranti, dotati di fondali dall’importante valore naturalistico. Presenta varie tipologie di ambienti naturali. È prevalente l’area boschiva, infatti un terzo della superficie del Parco è ricoperta da boschi e presenta alberi di pioppo, ontano, frassino, leccio e pino (pino domestico e pino marittimo). Inoltre sono presenti anche dune ed aree palustri. In questi ambienti è presente una flora rara (drosere, periploche, osmunda, ibisco rosa).