ITINERARI D’ARTE
PAESAGGIO & ARTE
L’Italia, patria di una straordinaria diversità paesaggistica e custode di un patrimonio artistico millenario, si rivela come un palcoscenico affascinante in cui l’arte si fonde armoniosamente con la bellezza naturale. In questo itinerario attraverso la penisola, ci immergeremo in un viaggio che va al di là delle classiche cornici museali, esplorando la sinergia tra espressione creativa e la maestosità degli ambienti naturali.
L’intreccio tra arte e natura diventa qui un filo conduttore, unisce le opere degli artisti contemporanei e le meraviglie naturali che caratterizzano ogni regione italiana. Dai suggestivi panorami delle Alpi alle coste bagnate dal Mar Mediterraneo, ogni itinerario artistico si dipana come una storia d’amore tra il talento umano e la grandezza della natura.
Accanto ai luoghi più celebrati, esiste un’Italia più segreta, fatta di percorsi che pochi conoscono ma che custodiscono forse la testimonianza più autentica di questo dialogo. In Trentino, tra i boschi della Val di Sella, Arte Sella ha trasformato un intero paesaggio boschivo in un museo a cielo aperto, dove le installazioni degli artisti nascono dalla materia viva del bosco stesso — rami, tronchi, radici — e con essa si trasformano, invecchiano, tornano infine alla terra.
Non lontano, in Toscana, il Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano racconta un’altra forma di questa alleanza: un bosco collinare del Monte Amiata popolato da decine di sculture disseminate tra i sentieri, dove ogni opera dialoga con la vegetazione che la circonda. Poco distante, il Parco Sculture del Chianti, a Pievasciata, nasconde tra i lecci e i cipressi installazioni site-specific pensate appositamente per quel terreno, quella luce, quel silenzio.
Sempre in Toscana, ma sulla costa maremmana, il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio trasforma ventidue arcani maggiori in enormi sculture rivestite di specchi e ceramiche colorate, immerse nella macchia mediterranea. E ancora, alle porte di Pistoia, la Fattoria di Celle della collezione Gori custodisce oltre settant’anni di land art e arte ambientale in un parco storico ottocentesco, dove ogni opera è stata concepita in relazione diretta con l’albero, il pendio o lo specchio d’acqua che la ospita.
In Sicilia, la Fiumara d’Arte lungo la valle del fiume Tusa dissemina grandi sculture monumentali nel paesaggio rurale tra le Madonie e il mare, mentre poco lontano il Grande Cretto di Burri a Gibellina — una colata di cemento bianco che ricalca le vie del paese distrutto dal terremoto del 1968 — è forse l’esempio più struggente di come l’arte possa farsi essa stessa memoria del territorio.
Sono luoghi che chiedono tempo, cammino, una certa disponibilità a perdersi: non gallerie da attraversare in un’ora, ma paesaggi che l’arte ha scelto come propria casa, e che restituiscono a chi li visita la sensazione di un incontro autentico, mai scontato, tra il gesto dell’uomo e la voce del territorio.
IDA HARM
NATURA IN OPERA
La ricerca di Ida Harm nasce dall’osservazione del mondo naturale e da ciò che, in quel mondo, resta ai margini dello sguardo: semi, radici, microrganismi, insetti, pietre, acqua, processi di decomposizione e trasformazione. Per Harm la natura non è un soggetto da rappresentare, ma la materia stessa del lavoro: attraverso pittura, fotografia, installazione e land art, l’artista dà forma visibile a relazioni che restano di solito invisibili — eppure sono proprio queste relazioni a sostenere la vita. Nella Trilogia della Purezza, tre semi raccolti dall’artista condensano milioni di anni di evoluzione: organismi capaci di quiescenza e di paziente resistenza, che l’uomo ha imparato a stoccare e coltivare, ponendo le basi delle società moderne — e capaci oggi di depurare acqua, terreno e aria. È lo stesso seme come deposito di tempo che, con accenti più politici, ha reso celebre il lavoro di Agnes Denes (il campo di grano piantato nel cuore di Manhattan in Wheatfield) e che Maria Thereza Alves ha seguito nei porti di mezzo mondo per ricostruirne le rotte nascoste.
NUMERO 20
ITINERARI D’ARTE | FIRENZE
Numeroventi è una residenza interdisciplinare, un insieme di appartamenti boutique e una piattaforma di ricerca che accende il dialogo creativo tra artisti, istituzioni culturali e comunità locali. Nata a Firenze nel 2016 come organizzazione non profit, è pensata come uno spazio in cui artisti e designer possono indagare, sviluppare e dare forma alla propria pratica grazie a un programma di residenze internazionali e a una rete che promuove iniziative culturali oltre i confini. Numeroventi ha sede nello storico Palazzo Galli Tassi, edificio del 1510 che nel tempo è stato casa nobiliare, sede del Ministero dell’Agricoltura e fabbrica di sciroppi. Nel cuore di Firenze, la residenza si intreccia con il patrimonio artigianale della città, creando sinergie tra gli artisti ospiti e gli artigiani locali. Sapere del presente e del passato dialogano, permettendo ai giovani creativi di attingere ad alcune delle migliori pratiche manifatturiere al mondo e, al tempo stesso, di spingere più in là una tradizione artigianale secolare, portandovi tecniche e visioni contemporanee.
DOLOMITI CONTEMPORANEE
ITINERARI ARTE & PAESAGGIO | BELLUNO
Dolomiti contemporanee è nato ad agosto 2011. Le Dolomiti erano da poco divenute bene unesco, patrimonio dell’umanità. Dolomiti contemporanee è un riconfiguratore spaziale, e concettuale, che opera attraverso l’arte e la cultura contemporanea. Le dolomiti sono lo spazio, fisico e concettuale, a cui si è deciso di applicare uno sguardo critico, riattivatore (l’approccio critico è riattivatore). per spazio, intendiamo un luogo del quale sia stato sviluppato il potenziale, il senso. Le dolomiti non si determinano affatto come un luogo (atrofico) del turismo, in cui coltivare ameni stereotipi alpini. costituiscono piuttosto uno spazio d’azione culturale, e un grande cantiere di stimoli. si è deciso dunque di non coltivarne di esse una dimensione/visione contemplativa, ma di utilizzarne in modo sperimentare e innovativo il potenziale, diciamo, di verticalità. abbiamo individuato, misurato, selezionato, una serie di siti e spazi dal forte potenziale, trascurati, depressi, inutilizzati. siti industriali, fabbriche abbandonate, complessi d’archeologia industriale dismessi, ai piedi delle guglie dolomitiche, piantate tra le pareti rocciose. questi siti, risorse frustrate, vengono riattivati, attraverso processi incentrati su arte e cultura. un programma strategico d’azione consente di sviluppare, implementare, sistemi articolati di reti che fungono da ossatura di sostegno al progetto, che è supportato da oltre un centinaio di soggetti pubblici e privati (oltre 400 i soggetti che hanno collaborato con dc dal 2011 ad oggi)..