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TOSCANA
2025.

Viaggiare in Toscana tra Residenze d’Epoca, Castelli e Giardini storici L’Associazione Dimore Storiche Italiane, nasce a Roma il 4 marzo del 1977 sull’esempio di analoghe associazioni già operanti in altri Paesi europei. Questo importante sodalizio, che da oltre 40 anni si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, è sorto grazie all’impegno e alla passione di alcuni proprietari fedeli custodi di quello che si può senza alcun dubbio definire il più importante patrimonio storico-artistico mondiale. I fondatori di A.D.S.I. furono Gian Giacomo di Thiene, Niccolò Pasolini dall’Onda, Oretta Massimo Lancellotti, Aimone di Seyssel d’Aix, Ippolito Calvi di Bergolo, Augusta Desideria Pozzi Serafini, Rinaldo Chidichimo, Bona Midana Battaglia, Bonaldo Stringher e Bianca Leopardi. Il 22 aprile dello stesso anno si riunì a Palazzo Pasolini dall’Onda il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione che elesse all’unanimità Presidente Nazionale Gian Giacomo di Thiene, il quale mantenne questo importante incarico fino al 1986. Nello stesso giorno furono costituite le prime Sezioni regionali: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, che rappresentano una componente importante del nostro patrimonio culturale. Le dimore storiche sono beni culturali di rilevante interesse storico-artistico, “soggetti a vincolo”, e quindi tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione, e sono affidati alla responsabilità dei proprietari. Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Sono distribuiti in tutto il Paese e, per quasi l’80% per cento, situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa: per la sua storia, per il suo valore culturale e per lo stretto legame con il territorio di riferimento. Unici sono però anche i gravi problemi che la manutenzione di questi beni comporta, a cui devono far fronte quotidianamente i proprietari che ne sono custodi. Sono però beni che, se ben mantenuti e gestiti, possono dare un contributo importante alla vita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui sono inseriti. Per raggiungere questo risultato l’Associazione Dimore Storiche Italiane, con i suoi 4500 soci, è costantemente impegnata, insieme all’European Historic Houses Association (EHH), nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle dimore storiche.
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Villa dal Borgo Kinsky Villa Dal Borgo Kinsky è un’antica dimora storica che si nasconde tra le dolci colline del comune di San Giuliano Terme in provincia di Pisa, nel cuore della Toscana. La sua presenza racconta le vicende di residenze aristocratiche immerse nel paesaggio agrario toscano, dove il rapporto tra architettura e natura crea un senso di quiete... READ MORE PARCO PUCCINI BONACCHI Nel cuore delle colline pistoiesi, il Parco Puccini Bonacchi si svela come un angolo di Toscana dove la natura e l'arte si fondono in un abbraccio senza tempo. Questo giardino romantico, progettato da Niccolò Puccini nel XIX secolo, è un luogo dove ogni sentiero racconta una storia e ogni angolo invita alla riflessione. READ MORE VILLA COSONA A PIENZA Tra le colline che uniscono Pienza a San Quirico, Cosona si apre come un respiro antico, sospeso tra la quiete della terra e la luce che la modella. Il paesaggio intorno è un mosaico di campi, oliveti e sentieri, pettinato da secoli di mani contadine. È la Val d’Orcia più autentica, quella che vive di... READ MORE Villa Corsi Salviati Entrare nel giardino della Villa Guicciardini Corsi Salviati a Sesto Fiorentino è come passare in rassegna cinque secoli di gusto toscano: dal rigore degli “spartimenti” rinascimentali alle meraviglie scenografiche del Settecento, fino alle passioni botaniche ottocentesche e alla regia colta del Novecento. Non è solo un bel giardino: è un manuale vivente di paesaggio, costruito... READ MORE TORRE DEL CASTELLANO La Torre del Castellano si erge solitaria su un’altura nei pressi di Reggello, dominando con la sua mole severa e antica la vallata dell’Arno, a breve distanza da quella che fu la vitale arteria medievale del Casentino. La sua posizione strategica, a controllo di vie di transito e comunicazione, ne ha determinato l'importanza nel corso... READ MORE PALAZZO PFANNER Il palazzo risale alla seconda metà del XVII secolo, quando la famiglia Moriconi, una delle più influenti di Lucca, lo fece costruire come residenza privata. Tuttavia, a causa di problemi finanziari, fu venduto nel 1686 ai Controni, mercanti lucchesi di successo. READ MORE CASTELLO MEDICEO DI CAFAGGIOLO La Villa Medicea di Cafaggiolo, situata nel cuore del Mugello, a nord di Firenze, rappresenta una delle testimonianze più affascinanti dell'influenza e del potere della famiglia Medici durante il Rinascimento. La storia della villa è ricca di eventi significativi e di trasformazioni che riflettono l'evoluzione culturale e politica dell'Italia tra il XIV e il XVI... READ MORE PALAZZO SPINELLI Palazzo Spinelli, located in the heart of Florence, represents a prominent example of the city's architectural and cultural heritage. Built in the 15th century by the noble Spinelli family, the palace is a jewel of the Italian Renaissance, characterized by elegant facades, spacious frescoed halls, and a rich inner courtyard. Over the centuries, the palace... READ MORE VILLA CORSINI A MEZZOMONTE Lorenzo il Magnifico la acquistò nel 1480, ma la tenne solo due anni: Messer Bernardo del Nero la acquistò infatti nel 1482. Passata in seguito in eredità alla famiglia Ridolfi, essi la vendettero ai Panciatichi, che per primi iniziarono una vasta opera di trasformazione della villa in senso rinascimentale, verso il 1580. La villa da allora... READ MORE PALAZZO GONDI Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale, ed è citato nel vincolo UNESCO del centro storico. Su questa porzione della città si estendeva nell'antichità una porzione del teatro romano, di cui restano tracce dei setti murari delle antiche burelle... READ MORE CASTELLO DI CELSA Inizialmente sorto come castello, baluardo difensivo della repubblica di Siena sulla Montagnola Senese, fu trasformato nel Cinquecento in residenza per iniziativa del proprietario Mino Celsi. Da questa famiglia senese, estintasi precocemente, è probabile che derivi quindi il suo nome. Il restauro cinquecentesco è sicuramente attribuibile all'architetto Baldassarre Peruzzi, per l'esistenza di un disegno, che descrive... READ MORE TERRAZZA GONDI Su questa porzione della città si estendeva nell'antichità una porzione del teatro romano, di cui restano tracce dei setti murari delle antiche burelle e dell'inclinazione del calpestio tra piazza della Signoria e piazza San Firenze. Il primo Gondi a risiedere in questa zona fu Giuliano, marito di Maddalena Strozzi, che qui acquistò una casa nel... READ MORE TANUTA BOSSI Le preesistenze dell'attuale villa risalgono al medioevo, e dipendevano originariamente dai Da Quona, vassalli dei conti Guidi, il cui castello fu distrutto nel 1143 dai Fiorentini. Nel Quattrocento dovette essere costruita una casa "da signore" al centro di ampi poderi, che nel catasto fiorentino del 1427 apparteneva a Bartolomeo di Andrea di Domenico «forzerinaio». Nel... READ MORE VILLA DI BIVIGLIANO La villa, tipico esempio di architettura cinquecentesca, fu costruita, probabilmente su progetto di Bernardo Buontalenti, sulle antiche rovine di un castello dalla famiglia dei Ginori. Utilizzata dai Ginori come residenza estiva, la villa è immersa in un meraviglioso bosco di 12 ettari, voluto da Filippo Ginori che lo utilizzava come riserva di caccia. Nel 1690,... READ MORE
GIARDINI STORICI DELLA LUCCHESIA

GIARDINO GARZONI A COLLODI

La villa, in uno stile tipico delle ville lucchesi, ha una storia pluricentenaria: si inerpica su una collina sotto le case rustiche in pietra del paese, con il quale essa ha mantenuto uno stretto rapporto di interdipendenza sin dalle origini: per esempio due stradine lastricate che passavano attraverso l’entrata principale del palazzo erano gli unici accessi al paese. Il complesso architettonico di Collodi e della villa si è fortunatamente mantenuto inalterato da secoli e permette ancora oggi di assaporare un’atmosfera di altri tempi. Giardiniere del complesso fu anche il padre di Carlo Lorenzini, autore de Le avventure di Pinocchio (mentre la madre svolgeva funzioni di cameriera). Lo scrittore trascorse gran parte della sua infanzia presso il Castello, come gli abitanti del luogo chiamano la villa. Quando volle scegliere uno pseudonimo per il suo capolavoro, decise di chiamarsi proprio Collodi.

Nel 1366 la famiglia pesciatina dei Garzoni, che sarebbe poi entrata a far parte del patriziato lucchese, acquistava in questo luogo un fortilizio, usandolo come residenza familiare. La prima menzione della villa risale al 1633 quando Romano Garzoni firmò un progetto per un palazzo molto vicino nelle dimensioni a quello odierno, mentre il giardino era molto più ridotto. Fu nel 1652 che il giardino venne ingrandito e dotato di terrazzamenti (visto il forte pendio) in stile all’italiana, con scalinate, statue e fontane. Celebrato da poeti come Francesco Sbarra, il giardino e la villa videro aumentare la sua fama ed ebbero ospiti illustri gli arciduchi Ferdinando d’Austria e Anna de’ Medici (come ricorda una lapide vicina all’ingresso) o, più tardi, pare Napoleone Bonaparte. All’inizio del Settecento vi lavorò Filippo Juvarra.

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VILLA I TATTI

In antichità la costruzione fu posseduta dagli Zati, che la vendettero nel 1563 a Giulio d’Alessandro del Caccia dai cui figli, nel 1603, l’acquistò Porzia di Tommaso de’ Bardi vedova di Niccolò di Francesco degli Alessandri. Restò agli Alessandri fino al 1854, quando il conte Carlo di Gaetano la vendette a John Temple-Leader, che la inglobò nei suoi vasti possedimenti sulle colline di Maiano e di Vincigliata. Alla sua morte fu ereditata da Lord Westbury. Nel 1907 Bernard Berenson (1865-1959) e la moglie Mary Pearsol Smith, che abitano la villa già dal 1900, decidono di acquistare la proprietà.

Al momento dell’acquisto la villa lascia molto a desiderare, il giardino si limita a gruppi sparsi di vecchi cipressi e ad una limonaia. Berenson in quel periodo comincia però a ricevere una retribuzione regolare dal grande mercante americano Joseph Duveen e pertanto può acquistare anche il terreno circostante. Questa e il giardino sono trasformati a partire dal 1909 da Cecil Pinsent e Geoffrey Scott, che furono introdotti dagli stessi Berenson nella ricca comunità angloamericana, all’epoca molto numerosa sui colli fiorentini.

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