ITINERARI NATURALISTICI | TOSCANA

PARCO REGIONALE MIGLIARINO | SAN ROSSORE MASSACIUCCOLI

ph.Alessio Guarino

 

 

*La documentazione fotografica integrale del progetto è consultabile su richiesta.

ITINERARI NATURALISTICI | TOSCANA

PARCO REGIONALE MIGLIARINO | SAN ROSSORE MASSACIUCCOLI

Un territorio che oggi rappresenta una perfetta miscela fra azione dell’uomo e natura incontaminata. Testimonianze storiche hanno permesso la ricostruzione dell’evolversi di quest’area da sempre caratterizzata da ampie lagune intervallate da boschi e macchia mediterranea, tipici delle zone deltizie.

 

Un territorio che oggi rappresenta una perfetta sintesi tra l’azione dell’uomo e la natura incontaminata. Le testimonianze storiche hanno permesso di ricostruire l’evolversi di quest’area, da sempre caratterizzata da ampie lagune intervallate da boschi e macchia mediterranea, tipici delle zone deltizie.

 

Dalle cartine antiche emerge chiaramente come, in passato, la linea di costa fosse sensibilmente spostata più a est: l’azione delle correnti marine e l’instabilità del corso dei fiumi determinavano la formazione di lunghi cordoni sabbiosi, che bloccavano lo sbocco delle acque creando così un ambiente straordinario di boschi e paludi, sopravvissuto fino ai giorni nostri senza interventi eccessivi.

 

Qui, nel XV secolo, si insediarono le grandi Tenute granducali della famiglia Medici e le fattorie a conduzione mezzadrile. Gli interventi di bonifica realizzati nel corso dei secoli — avviati dai Medici e conclusi intorno al 1940 — hanno poi definito l’attuale geografia del territorio.

Spiagge & Dune

Buca del Mare

Il percorso attraversa il bosco ed aree a prevalente vegetazione erbacea, adatto all’avvistamento di fauna e al riconoscimento delle specie dendrologiche e arbustive tipiche di zone umide e dunali. Il visitatore potrà avere una visione su parte della Lama degli Ontani da uno degli osservatori utilizzati per i censimenti degli …

Architettura & Paesaggio

Sorta come residenza del Presidente della Repubblica Italiana, oggi è gestita dalla Regione Toscana e ospita convegni ed eventi culturali all’interno del Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Verso la fine degli anni cinquanta del Novecento la tenuta di San Rossore fu annessa ai beni del Capo dello Stato …

Riserva Naturale al Lago Massacuiccoli

La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale)…

Passeggiate infinite

Viale del Gombo

La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale)…

Storia & finalità

L’Ente Parco ha accumulato, nei trent’anni trascorsi dalla sua istituzione, un vasto patrimonio di conoscenze e di pratiche relative all’Educazione Ambientale ed alla Didattica Naturalistica. Le attività che il Parco propone ogni anno alle scuole attraverso i soggetti che gestiscono …

Itinerari botanici

Percorso Duna Calambrone

Il percorso è il cuore del sistema degli ambientali dunali di Calambrone, nella zona antistante la fascia delle storiche colonie marine, compresa tra le ex colonie Regina Elena e Rosa Maltoni Nord, oggi riutilizzate ad usi turistico-residenziali. All’area interessata, di rilevante valore naturalistico, si arriva dal Viale del Tirreno …

OASI LIPU MASSACIUCCOLI

LAGO DI MASSACIUCCOLI LUCCA

La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale). Tutto il lago e parte della zona palustre sono inclusi nel Parco Naturale di Migliarino – San Rossore, che non è stato in grado di arrestare alcune forme di pesante degrado ambientale. Il lago è provvisto di un emissario funzionale, il Canale Burlamacca che si getta entro il porto di Viareggio, e di un altro, il fosso della Bufalina, dal quale le acque vengono spinte al mare tramite un impianto idrovoro; gli immissari consistono nel modesto Rio di Quiesa, il canale Barra e soprattutto nei canali di drenaggio delle bonifiche retrostanti la sponda pisana, che apportano acque di cattiva qualità. Il bacino era conosciuto già in epoca romana, come si rileva dalla Tabula Peutingeriana, come lago delle Fosse Papiriane.

 

 

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Alberi gli ultimi baluardi prima del deserto

Come le nostre scorciatoie amministrative stanno costruendo il deserto – e perché continuiamo a tagliare ciò che ci salva la vita

Ogni volta che passa una perturbazione, le città italiane si riempiono di storie identiche: un albero cade, qualcuno potrebbe farsi male, partono le ordinanze di abbattimento “urgente”, gli assessori all’ambiente chiudono i ranghi con perizie catastrofiste, i cittadini sensibili protestano, e tutto finisce con un taglio che avrebbe potuto essere una potatura, una riduzione della chioma, un piano di monitoraggio. Poi un anno dopo piantano un albero nuovo, piccolissimo, con il supporto municipale e la foto di rito con il sindaco. Ventanni dopo, se tutto va bene, quel piccolo albero potrebbe diventare quello che abbiamo appena tagliato. Non è un ciclo di gestione naturale. È un circolo vizioso. E per capirlo, basta cambiare il nostro orizzonte temporale.
Il tempo degli amministratori contro il tempo della natura
Le scadenze amministrative hanno una logica ben precisa. Nel breve termine, da zero a quattro anni, conta una sola cosa: evitare rischi legali. Tagliare l’albero è il modo più semplice e veloce per farlo. Nel medio termine, dai quattro agli otto anni, la priorità cambia: vincere le elezioni. Piantare nuovi alberi fa bella figura nei comunicati stampa, attira i voti dei cittadini attenti al verde. Nel lungo termine, dai venti ai cento anni, nessuno ne parla. Nessuno se ne responsabilizza. Un albero maturo – che sia un pino, una quercia o un platano – è un’infrastruttura vivente che ha impiegato 60, 80, 100 anni per diventare ciò che è. Non è replicabile in una stagione elettorale. Non risponde ai tempi della politica, ma ai tempi della biologia. E qui arriviamo al vero problema: non stiamo valutando il costo-beneficio, ma solo il costo di una potenziale causa legale. È una riduzione del problema che abbiamo pagato molto caro.

 

 

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