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residenza del Presidente della Repubblica Italiana VILLA DEL GOMBO © ALESSIO GUARINO

ITINERARI STORICI & NATURALISTICI

VILLA PRESIDENZIALE DEL GOMBO

Sorta come residenza del Presidente della Repubblica Italiana, oggi è gestita dalla Regione Toscana e ospita convegni ed eventi culturali all’interno del Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Verso la fine degli anni cinquanta del Novecento la tenuta di San Rossore fu annessa ai beni del Capo dello Stato; nell’occasione, il presidente Giovanni Gronchi decretò la realizzazione di una villa presidenziale all’interno del parco. La villa, che avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di rinascita per il territorio dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, sostituiva un preesistente casino di caccia, ridotto ormai alla fatiscente condizione di rudere.

Il nuovo edificio fu progettato dagli architetti romani Amedeo Luccichenti e Vincenzo Monaco: l’area prescelta, nella tenuta del Gombo, fu interessata da un più ampio progetto di risanamento ambientale e paesaggistico, che portò all’impianto di 350.000 piante e alla realizzazione di un prato artificiale di circa 2 ettari. Negli anni sessanta furono realizzate, nel tratto costiero adiacente, 5 scogliere parallele alla costa per difendere il tratto di spiaggia su cui si affaccia la villa. Queste determinarono una leggera espansione della spiaggia ma incentivarono l’erosione dei tratti posti sottoflutto ovvero quelli limitrofi il tratto protetto. Quando alla metà degli anni ottante le 4 scogliere meridionali furono potenziate, l’accumulo a tergo fu fortissimo con la formazione di 4 tomboli, ma si aggravò notevolmente lo stato delle spiagge poste sottoflutto.

La villa, che si estende su circa 640 m², è sollevata da terra mediante quattro supporti d’acciaio: la compatta volumetria è alleggerita da ampie superfici vetrate che delimitano, al centro della pianta, una cortile di forma quadrata. Negli ambienti esposti a nord e a est sono situate le camere e gli ambienti privati, mentre a sud e a ovest, raggiungibili mediante un’ampia rampa, si trovano gli ambienti di rappresentanza. Particolarmente curata risulta l’impiantistica, anticipatrice di certi principi della bioarchitettura (come ad esempio la regolazione termica basata sull’esposizione solare).

ITINERARI NATURALISTICI IN TOSCANA

PARCO DI SAN ROSSORE

Il parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli è un’area naturale protetta istituita con LR Toscana n. 61 del 13 dicembre 1979. Il territorio del parco si estende sulla fascia costiera delle province di Pisa e Lucca comprendendo i comuni di Pisa, Viareggio, San Giuliano Terme, Vecchiano, Massarosa e tutela oltre 23.000 ettari complessivi.

Comprende inoltre il Lago di Massaciuccoli, le foci dei fiumi Serchio, Arno e Fiume Morto, la ex tenuta presidenziale di San Rossore, le foreste di Tombolo, di Migliarino e della Macchia Lucchese, e gestisce l’area marina protetta Secche della Meloria. Nel 2005 è stato insignito del diploma europeo delle aree protette. Nel 2014, all’interno del parco, è stata ospitata la terza Route Nazionale dell’AGESCI che ha ospitato oltre 30.000 scout. Sempre all’interno del parco si trova la Base Addestramento Incursori (BAI) dell’Esercito Italiano.

ITINERARI NATURALISTICI IN TOSCANA

OASI LIPU MASSACIUCCOLI

La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale). Tutto il lago e parte della zona palustre sono inclusi nel Parco Naturale di Migliarino – San Rossore, che non è stato in grado di arrestare alcune forme di pesante degrado ambientale.

Il lago è provvisto di un emissario funzionale, il Canale Burlamacca che si getta entro il porto di Viareggio, e di un altro, il fosso della Bufalina, dal quale le acque vengono spinte al mare tramite un impianto idrovoro; gli immissari consistono nel modesto Rio di Quiesa, il canale Barra e soprattutto nei canali di drenaggio delle bonifiche retrostanti la sponda pisana, che apportano acque di cattiva qualità.