GAIOLE IN CHIANTI

ITINERARI STRAORDINARI DELLA TOSCANA/h3>

ph.Alessio Guarino

 

 

*La documentazione fotografica integrale del progetto è consultabile su richiesta.

ITINERARI STRAORDINARI DELLA TOSCANA

GAIOLE IN CHIANTI

La storia di Gaiole in Chianti è intimamente intrecciata con il suo paesaggio e la sua posizione strategica, nodo viario tra il Chianti e il Valdarno superiore. Questa condizione favorevole ne fece, fin dal Medioevo, un punto d’incontro e di scambio tra le comunità di collina e di fondovalle. Già in una carta della Badia a Coltibuono del 1086 si menziona Gaiole come sede del mercato dei castelli vicini. Gli abitanti di Vertine, Montegrossi e San Donato in Perano si ritrovavano lungo il torrente Massellone, dove l’acqua fresca scorre ancora tra salici e ontani, per commerciare olio, vino, grano e lino. In origine il mercato si teneva ai piedi del castello di Barbischio, poi divenne un punto di riferimento stabile, tanto che è citato in atti notarili fin dal 1215.

Nel XIV secolo Gaiole entrò nella Lega del Chianti, alleanza militare e politica tra i borghi chiantigiani sotto il dominio fiorentino. E anche nei secoli successivi, la vitalità del borgo rimase costante: il granduca Pietro Leopoldo, visitandolo nel luglio 1773, annotò la vivacità del suo mercato, luogo di incontri e di contrattazioni che animavano le vallate.

Il territorio di Gaiole, passato nel tempo dalla provincia di Firenze a quella di Siena, conserva tracce di ogni epoca: castelli medievali, pievi romaniche, poderi e filari che raccontano la storia di una civiltà rurale rimasta viva nei segni del paesaggio. Qui la vigna e l’olivo si alternano a boschi di lecci, roverelle e ginepri, mentre lungo i crinali spuntano in primavera i fiori spontanei del cisto, della salvia selvatica e del biancospino. In autunno il sottobosco si anima di funghi e bacche, offrendo un mosaico di profumi che testimonia la ricchezza ecologica del Chianti.

Dopo la Seconda guerra mondiale il territorio conobbe un periodo di spopolamento, ma a partire dagli anni Settanta molte case coloniche furono restaurate: nacquero così gli agriturismi e le cantine che oggi accolgono viaggiatori da tutto il mondo. Il turismo enogastronomico, insieme alla riscoperta dei cammini e delle tradizioni rurali, è divenuto la principale fonte di vita e di rinascita per il territorio.

Per chi viaggia

Gaiole è oggi una tappa ideale per chi desidera esplorare il paesaggio chiantigiano a passo lento. Da qui si diramano numerosi itinerari escursionistici:

  • Il Cammino del Chianti, che unisce Firenze a Siena attraversando colline e borghi storici;

  • Il Sentiero delle Pievi, che conduce alla Badia a Coltibuono tra vigne, castagneti e oliveti secolari;

  • Il Percorso dei Castelli di Gaiole, un anello che tocca Vertine, Brolio e Meleto, con ampie vedute sulla valle dell’Arbia e del Massellone.

Per gli amanti della bicicletta, la Eroica, celebre ciclostorica su strade bianche, parte proprio da Gaiole, offrendo un contatto diretto con la bellezza autentica del Chianti.

Itinerari Naturalistici | Gaiole in Chianti

L'EROICA

L’Eroica è una manifestazione cicloturistica, nata da un’idea di Giancarlo Brocci ed altre persone, che si svolge dal 1997 in provincia di Siena. Ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche con biciclette e abbigliamento d’epoca. Si tiene sempre la prima domenica di ottobre.
La manifestazione è aperta a tutti coloro che partecipano con bici da corsa d’epoca che rispettano precisi criteri:

.telaio in acciaio;
.leve del cambio sul tubo obliquo del telaio;
.fili dei freni che escono dalle leve e transitano esternamente al manubrio;
.pedali con gabbietta;
.ruote con minimo 32 raggi e cerchi a profilo basso.

L’Eroica non è una gara o una competizione, ma una manifestazione cicloturistica, pur di un certo impegno nel suo percorso lungo. La partenza è nella forma detta alla francese, cioè libera entro una certa fascia oraria (solitamente all’alba). I controlli dei passaggi avvengono con l’apposizione di un timbro sul roadbook fornito dall’organizzazione. Non è prevista una classifica finale ma viene pubblicato solo un elenco degli arrivati in ordine alfabetico con il percorso effettuato da ogni concorrente.

Itinerari Naturalistici | Patrimonio Unesco

VAL D'ORCIA

La Val d’Orcia è un’ampia campagna situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Il tipo ambientale prevalente sul Cono vulcanico del monte Amiata è dato dalla presenza di tipi fitocenotici molto rappresentativi (selve e cedui castanili), e peculiari (faggete mesotrofiche ipsofile) per l’isolamento orografico ed ecologico dell’edificio vulcanico. Discreto, a tratti ottimo, lo stato di conservazione. Altri tipi ambientali rilevanti sono le praterie secondarie.

Itinerari Naturalistici & Storici

PIENZA

Pienza è un comune italiano di 2013 abitanti della provincia di Siena in Toscana. Situato in Val d’Orcia, non è molto distante dalla strada statale Cassia e dagli altri due importanti centri della valle, San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Il centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1996.

Nel 2003, nella riserva naturale di Lucciola Bella, sono riemersi i resti fossili di un Etruridelphis giulii (mammifero marino simile ad un delfino) vissuto nella zona oltre 4,5 milioni di anni fa, in un periodo in cui gli attuali calanchi erano il fondale del mare tirrenico. Il fossile è stato considerato dagli studiosi di grande valore scientifico, perché si tratta del reperto più completo della specie esistente al mondo.