VAL D'ORCIA | PATRIMONIO UNESCO

Itinerari Naturalistici

La Val d’Orcia è un’ampia campagna situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Il tipo ambientale prevalente sul Cono vulcanico del monte Amiata è dato dalla presenza di tipi fitocenotici molto rappresentativi (selve e cedui castanili), e peculiari (faggete mesotrofiche ipsofile) per l’isolamento orografico ed ecologico dell’edificio vulcanico. Discreto, a tratti ottimo, lo stato di conservazione. Altri tipi ambientali rilevanti sono le praterie secondarie.

I comuni che costituiscono il Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia sono i cinque comuni senesi di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia. Altri centri importanti sono frazioni dei sei comuni: Contignano, Monticchiello, Bagno Vignoni, Rocca d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Bagni San Filippo, Vivo d’Orcia. Hanno parte del loro territorio nella Val d’Orcia, anche se non fanno parte del parco, Sarteano, con la frazione di Castiglioncello del Trinoro, e Castel del Piano in provincia di Grosseto con le frazioni di Montenero d’Orcia e Montegiovi. Moltissime aziende agrituristiche, case rurali e rocche con impervie torri si disperdono nell’isolato e tranquillo paesaggio. Ai confini della valle si trovano Montepulciano, Chianciano e Trequanda.

Alla protezione dell’UNESCO si somma la protezione italiana come Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) “Val d’Orcia” dal 1999, su una superficie di 18.500 ettari. In parte compreso nell’ANPIL si trova anche il sito di interesse regionale, proposto come sito di importanza comunitaria (pSIC), “Cono vulcanico del Monte Amiata” (cod. IT51A0017). All’interno dell’area naturale sono da segnalare anche i celebri cipressi di San Quirico d’Orcia.

ITINERARI STORICI TOSCANA

VILLA DI BIVIGLIANO

Preceduta da un grande prato circondato da filari di secolari cipressi che si diramano in un lunghissimo viale sulla cresta della collina, la facciata principale della villa imponente, con il monumentale portale balconato che rimanda all’architettura seicentesca, si staglia sul pianoro che domina l’ambiente mugellano di grande rigore e suggestione paesaggistica. Posta nel lato ad oriente l’elegante cappella dedicata alla Madonna della Neve si rapporta allo spazio prativo all’inglese cui fanno filari di cipressi.

Un tempo “…una casa da signore con le sue residenze ed appartenenze al sito di Santo Romolo a Bivigliano detto la ‘Torre’ …” toponimo che avvalora l’ipotesi che sorgesse sulle fondamenta del “castello” dell’XI secolo dei Cattanei di Cercina di Bivigliano.

Verso la fine del Cinquecento su queste preesistenze sorse la nuova dimora signorile, forse su progetto di Bernardo Buontalenti che proprio in quell’epoca stava realizzando la villa medicea di Pratolino. Grande lustro venne dato al complesso dalla famiglia Ginori che acquistò nel 1664 la “casa consistente in più stanze con un chiuso di staiora quattro di terreno fruttifero e vitato…” e che poi impresse importanti trasformazioni sia sull’edificio, abbellito di un giardino formale quadripartito con aiuole, una fontana e un frutteto, sia nel parco in cui all’impianto naturalistico rinvigorito si affiancarono elementi architettonici come la famosa grotta alla base della quale si legge: “Filippo Ginori fecit anno 1690”.

LAGO DI MASSACIUCCOLI LUCCA

OASI LIPU MASSACIUCCOLI

La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale). Tutto il lago e parte della zona palustre sono inclusi nel Parco Naturale di Migliarino – San Rossore, che non è stato in grado di arrestare alcune forme di pesante degrado ambientale.

Il lago è provvisto di un emissario funzionale, il Canale Burlamacca che si getta entro il porto di Viareggio, e di un altro, il fosso della Bufalina, dal quale le acque vengono spinte al mare tramite un impianto idrovoro; gli immissari consistono nel modesto Rio di Quiesa, il canale Barra e soprattutto nei canali di drenaggio delle bonifiche retrostanti la sponda pisana, che apportano acque di cattiva qualità. Il bacino era conosciuto già in epoca romana, come si rileva dalla Tabula Peutingeriana, come lago delle Fosse Papiriane.

ITINERARI STORICI

CASTELLO DI ROMENA

Le prime testimonianze sull’esistenza del fortilizio risalgono al 1088 quando era la residenza del conte Guido Alberto dei Marchesi di Spoleto, il quale partendo da questa rocca riuscì nel corso dell’XI secolo ad estendere i suoi domini sul Casentino. Nel XII secolo il maniero divenne proprietà dei nuovi signori della valle: i conti Guidi. Alla morte del conte Guido Guerra III (1213), i beni dei Guidi furono suddivisi tra i figli e il castello di Romena passò ad Aghinolfo, e da lui discendono i cosiddetti “conti Guidi di Romena”, un ramo minore della famiglia. L’episodio forse più celebre nella lunga storia del castello avvenne nel 1281. In quel tempo presso il castello viveva Mastro Adamo da Brescia che per conto dei Guidi di Romena, falsificava i fiorini d’oro della Repubblica di Firenze.

Catturato e condannato a morte venne giustiziato nei pressi del castello nella località in seguito chiamata Omomorto; l’episodio di Mastro Adamo è riportato anche da Dante Alighieri nel canto XXX dell’Inferno. Lo stesso Dante Alighieri è vissuto per qualche tempo nel castello al tempo del suo esilio durato dal 1301 alla morte nel 1321. Dante era in buoni rapporti con i conti Guidi che accettarono di ospitarlo e proteggerlo: va detto per amor di verità che il sommo poeta risiedette però quasi sempre nel vicino Castello di Porciano. I Guidi rimasero padroni di Romena fino al 1357 quando il castello venne acquistato dal comune di Firenze.

Itinerari Naturalistici | Gaiole in Chianti

L'EROICA

L’Eroica è una manifestazione cicloturistica, nata da un’idea di Giancarlo Brocci ed altre persone, che si svolge dal 1997 in provincia di Siena. Ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche con biciclette e abbigliamento d’epoca. Si tiene sempre la prima domenica di ottobre.
La manifestazione è aperta a tutti coloro che partecipano con bici da corsa d’epoca che rispettano precisi criteri:

.telaio in acciaio;
.leve del cambio sul tubo obliquo del telaio;
.fili dei freni che escono dalle leve e transitano esternamente al manubrio;
.pedali con gabbietta;
.ruote con minimo 32 raggi e cerchi a profilo basso.

L’Eroica non è una gara o una competizione, ma una manifestazione cicloturistica, pur di un certo impegno nel suo percorso lungo. La partenza è nella forma detta alla francese, cioè libera entro una certa fascia oraria (solitamente all’alba). I controlli dei passaggi avvengono con l’apposizione di un timbro sul roadbook fornito dall’organizzazione. Non è prevista una classifica finale ma viene pubblicato solo un elenco degli arrivati in ordine alfabetico con il percorso effettuato da ogni concorrente.

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