BUILDING A SUSTAINABLE FUTURE
MILLENNIUM CITY | CHIBA
Una serra è generalmente considerata una casa per le piante. Ma per l’architetto di Tokyo Hiroshi Iguchi, una serra può essere anche una dimora molto piacevole per le persone, e ha realizzato diversi progetti per dimostrarlo. L’ultimo sviluppo in vetro di Iguchi è un esperimento utopico chiamato Millennium City. Su un appezzamento di terreno agricolo aperto a Chiba, a due ore di auto da Tokyo, quattro giganteschi serre formano una comune rispettosa dell’ambiente. Questo villaggio di vetro ecologico è il frutto di diversi workshop organizzati da Iguchi per trovare una soluzione innovativa alla situazione abitativa del Giappone, altamente inquinante e socialmente isolante. «Millennium City permette alle persone di vivere a stretto contatto, ma nella propria privacy, e di godere di uno stile di vita in armonia con la natura», spiega Iguchi. Piccoli padiglioni in legno, in ciascuna delle quattro serre, fungono da zone abitative. Ognuno comprende una stanza chiusa sopraelevata su palafitte, non diversa da una casa sull’albero, con una scala che porta all’ingresso. Sotto, la piattaforma aperta sembra fluttuare appena sopra il pavimento in terra battuta. Non esistono destinazioni d’uso formali per questi spazi: spetta all’utente decidere come usarli, dal dormire nella capanna sopraelevata al leggere, rilassarsi, fare giardinaggio o intrattenere ospiti al piano inferiore. Una cucina comune è ricavata in una delle serre, mentre un padiglione separato ospita i servizi igienici e le docce condivisi. L’impegno di Iguchi per la tutela dell’ambiente e per uno stile di vita attento alla Terra è ulteriormente evidente nella fonte di energia della comune: a integrazione della fornitura elettrica, le serre utilizzano l’energia solare per l’illuminazione e il riscaldamento. Gli alberi aiutano a monitorare le temperature interne delle zone abitative (vedi riquadro), e i pannelli solari realizzati con bottiglie di plastica riscaldano l’acqua, evitando ai residenti di dover fare docce fredde. Per portare a termine questa comunità un po’ stravagante, Iguchi ha fondato un’organizzazione senza scopo di lucro per coinvolgere altre persone nello sviluppo di Millennium City. Questo non solo ha creato una comunità di persone affini, ma ha anche contribuito a contenere i costi. Il terreno per il progetto è stato ottenuto con un contratto di affitto ventennale tramite un volontario che era anche presidente dell’Associazione Agricola Giapponese. Altri aspetti degli edifici sono stati risolti in modo simile: «Grazie ai contatti personali dei nostri membri», spiega Iguchi, «molti materiali sono stati donati o forniti a basso costo. Gli alberi sono stati un regalo, così come tutti i mobili della cucina, i sanitari e molti altri comfort». Sebbene le serre siano state costruite da un produttore specializzato, i padiglioni in legno sono stati realizzati da volontari, riducendo in modo significativo i costi complessivi di costruzione. Di conseguenza, l’intero complesso è stato completato per circa 470.000 dollari. Millennium City è strutturata partendo dal presupposto che i padiglioni vengano affittati per soggiorni temporanei o a lungo termine. Con affitti di circa 50 dollari al mese, i padiglioni offrono una soluzione economica per una vacanza stagionale o un alloggio ragionevole tutto l’anno nel gonfiato mercato immobiliare giapponese. «Posso immaginare una famiglia con bambini che si trasferisce a Millennium City. Il padre può fare il pendolare verso Tokyo per lavoro e avere qualcosa di tranquillo da aspettare quando torna a casa la sera», dice Iguchi. Ma il villaggio di vetro svolge anche una funzione comunitaria. C’è, per esempio, una scuola d’arte dove si tengono corsi di cerimonia del tè, composizione floreale e pittura. Sono inoltre previsti diversi corsi di agricoltura ecologica e scambi con studenti di agraria. Il villaggio di vetro offre anche altri vantaggi per l’ambiente, come spiega Iguchi: «Il fatto che questo unico luogo favorisca così tante funzioni diverse è di per sé già ecologico. Le capanne possono sempre essere riciclate o riutilizzate, smontandole e rimontandole in un nuovo luogo, oppure semplicemente spostandole intere». Iguchi sottolinea che, per risparmiare energia, ha evitato per quanto possibile l’uso di strumenti ad alta tecnologia. È più economico fare le cose alla vecchia maniera, sia riducendo al minimo lo spazio che richiede riscaldamento, sia adattando la propria routine quotidiana alla luce e alla temperatura esterne. Come dice Iguchi ridendo: «I nostri antenati vivevano in realtà una vita molto rispettosa dell’ambiente».
Femke Bijlsma