Itinerari Naturalistici | I Luoghi dell'Anima

MONASTERO DI SILOE

Il progetto architettonico per la Comunità di Siloe si ispira alle suggestioni dell’architettura cistercense. È attraverso la geometria che l’architettura medievale esprime la propria arte. Le sue forme furono imitazioni di archetipi che richiamano al principio dell’universo. L’arte medievale ha il compito di insegnare, di scuotere, di comunicare, e quindi le emozioni che suscita sono profonde e primordiali.

Legno, pietra, rame, vetro, ferro si comporranno in geometrie semplici, proporzioni bilanciate e linee precise per un complesso edilizio più vicino per tipologia a un rifugio modellato dal vento e scolpito nella collina. I materiali più antichi esprimono una modernità al servizio di un cerimoniale antico e uno stile di vita sobrio, che rispetta il luogo. I materiali che resteranno a vista saranno soprattutto legno grezzo, pietra e intonaco in calce.

A eccezione dei piani interrati, realizzati in calcestruzzo armato, tutto il complesso è costruito con materiali e tecniche scelte per garantire la massima permeabilità con il minimo spreco energetico. Così le murature sono in termolaterizio di grosso spessore con parete esterna ventilata, solai in legno, manto di copertura anch’esso ventilato in lastra di zinco-titanio. L’impiantistica è ridotta al minimo necessario per limitare i campi elettromagnetici. L’acqua proviene da un pozzo perforato a pochi metri dal monastero, è accumulata in una cisterna sotterranea e interamente restituita al luogo mediante un impianto di fitodepurazione.

La progettazione ha puntato a un inserimento il più discreto possibile nel contesto naturale.  Per questo motivo l’intervento si presenta unitario occupando la parte più pianeggiante del terreno. Le murature perimetrali esterne sono per lo più in pietra locale a vista. Le parti in legno sia degli infissi sia dei rivestimenti di facciata sono stati lasciati al naturale. La pianta quadrata, originata dal grande cavedio centrale che ha il forte significato previsto dalla regola benedettina, è funzionale a una distribuzione degli spazi organizzata sulla vita della comunità. La compattezza e la linearità del monastero è bilanciata da una voluta discontinuità delle linee, dettata anche dai dislivelli del terreno.

Agricoltura biologica

Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).

Biodiversità

La diversità biologica, meglio conosciuta come biodiversità, è sinonimo di ricchezza, di varietà, della coesistenza di svariate forme di vita sia animale che vegetale. Il fenomeno della globalizzazione e delle tecniche di coltivazione intensiva ha portato danni irreparabili alla biodiversità animale e vegetale dei nostri luoghi.

Un’agricoltura volta al recupero di varietà vegetali antiche ed autoctone

Il grano duro triticum Turanicum, un grano antichissimo originario delle regioni dell’antica Mesopotamia; il farro, cereale antichissimo già alla base dell’alimentazione degli antichi romani, “messo ai margini” dall’agricoltura moderna che predilige la “quantità” piuttosto che la “qualità” delle coltivazioni; l’olivo nelle varietà frantoiano, leccino e moraiolo, cultivar tipici della Maremma Toscana; il vitigno Ciliegiolo, antico vitigno autoctono della Maremma Toscana, un tempo il più comune di questi luoghi, ma poi gradualmente sostituito da vitigni più conosciuti; il cece nero, un legume antico ormai quasi in via di estinzione, ma un tempo molto conosciuto dalle famiglie più povere che lo usavano come sostituto della carne; lo zafferano, anch’esso una varietà tipica di alcune zone della Maremma; i peperoncini di quattordici diverse varietà, alcune autoctone, altre originarie delle varie parti del mondo ma recuperate e coltivate da noi…

Politica del risparmio delle risorse naturali

Nella coltivazione delle nostre terre ci impegniamo a sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria utilizzando invece tali risorse nel rispetto delle caratteristiche naturali dei luoghi.

Rotazione delle coltivazioni

L’ avvicendamento colturale è una tecnica di coltivazione che consiste, con il susseguirsi del tempo, nel variare la specie coltivata su quello stesso appezzamento di terreno. Ciò contribuisce a garantire la biodiversità animale e vegetale e allo stesso tempo contribuisce a migliorare la fertilità del terreno perchè soddisfa il fabbisogno di rigenerazione del territorio. Ciò può accadere perchè colture diverse rilasciano nel terreno sostanze diverse che a loro volta vanno ad arricchire il terreno a continuo beneficio della specie che verrà coltivata successivamente.

Concimazione naturale e sovescio

Concimiamo i nostri campi esclusivamente con materiale organico o attraverso spandimento in campo di letame animale oppure attraverso la tecnica agraria del sovescio (o interramento) che consistente nel seminare erbe mediche, trifoglio o leguminose durante l’ autunno, per poi interrarle in primavera. Queste erbe o leguminose, una volta interrate o rovesciate nella terra servono sia a mantenere la presenza di microrganismi nel terreno sia ad arricchire il terreno di azoto, importante fonte di nutrimento per la coltura che verrà coltivata successivamente.

Contatti:

Monastero di Siloe | Comunità Monastica di Siloe
Indirizzo: Str. S. Benedetto, 1,
Comune: 58044 Poggi del Sasso GR
Sito web: www.monasterodisiloe.it/

Itinerari Naturalistici | Patrimonio Unesco

VAL D'ORCIA

La Val d’Orcia è un’ampia campagna situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Il tipo ambientale prevalente sul Cono vulcanico del monte Amiata è dato dalla presenza di tipi fitocenotici molto rappresentativi (selve e cedui castanili), e peculiari (faggete mesotrofiche ipsofile) per l’isolamento orografico ed ecologico dell’edificio vulcanico. Discreto, a tratti ottimo, lo stato di conservazione. Altri tipi ambientali rilevanti sono le praterie secondarie.

PARCO REGIONALE MIGLIARINO MASSACIUCCOLI

PARCO DI SAN ROSSORE

Il parco è suddiviso in alcune aree principali. La Macchia Lucchese è la fascia boscosa a nord, racchiusa tra Viareggio, Torre del Lago Puccini e la costa. L’area del Massaciuccoli comprende il lago e l’area palustre che lo circonda. La Fattoria di Vecchiano e la Fattoria di Massaciuccoli sono invece le vaste aree di bonifica sottratte al lago, rispettivamente nel Comune di Vecchiano e nel Comune di Massarosa. Le due aree si differenziano dalle pompe idrovore che le gestiscono. Continuando lungo la costa vi sono le importanti tenute di Migliarino, di San Rossore, di Tombolo e di Coltano, in parte adibite ad agricoltura e in parte a bosco.

Completano le aree di gestione del parco le secche della Meloria, un importante sistema di secche, con due scogli affioranti, dotati di fondali dall’importante valore naturalistico. Presenta varie tipologie di ambienti naturali. È prevalente l’area boschiva, infatti un terzo della superficie del Parco è ricoperta da boschi e presenta alberi di pioppo, ontano, frassino, leccio e pino (pino domestico e pino marittimo). Inoltre sono presenti anche dune ed aree palustri. In questi ambienti è presente una flora rara (drosere, periploche, osmunda, ibisco rosa).

 

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