VILLA POZZOLINI A BIVIGLIANO

Giardini Storici

22may9:00 am9:00 pmCortili e Giardini aperti | XXVII edizioneADSI | GIORNATA NAZIONALE 120 DIMORE STORICHE APRONO IL 22 MAGGIO

Preceduta da un grande prato circondato da filari di secolari cipressi che si diramano in un lunghissimo viale sulla cresta della collina, la facciata principale della villa imponente, con il monumentale portale balconato che rimanda all’architettura seicentesca, si staglia sul pianoro che domina l’ambiente mugellano di grande rigore e suggestione paesaggistica. Posta nel lato ad oriente l’elegante cappella dedicata alla Madonna della Neve si rapporta allo spazio prativo all’inglese cui fanno filari di cipressi.

Un tempo “…una casa da signore con le sue residenze ed appartenenze al sito di Santo Romolo a Bivigliano detto la ‘Torre’ …” toponimo che avvalora l’ipotesi che sorgesse sulle fondamenta del “castello” dell’XI secolo dei Cattanei di Cercina di Bivigliano.

Verso la fine del Cinquecento su queste preesistenze sorse la nuova dimora signorile, forse su progetto di Bernardo Buontalenti che proprio in quell’epoca stava realizzando la villa medicea di Pratolino. Grande lustro venne dato al complesso dalla famiglia Ginori che acquistò nel 1664 la “casa consistente in più stanze con un chiuso di staiora quattro di terreno fruttifero e vitato…” e che poi impresse importanti trasformazioni sia sull’edificio, abbellito di un giardino formale quadripartito con aiuole, una fontana e un frutteto, sia nel parco in cui all’impianto naturalistico rinvigorito si affiancarono elementi architettonici come la famosa grotta alla base della quale si legge: “Filippo Ginori fecit anno 1690”.

La tenuta cadde in decadenza fino a quando nel 1858 fu acquistata dalla famiglia Pozzolini che apportò importanti migliorie per l’organizzazione della grande tenuta che ancora oggi determina l’assetto del territorio, come testimonia la memoria dell’agronomo Tito Pestellini letta all’Accademia dei Georgofili nel Luglio 1914.

Il grande parco, con annose sequoie, abeti bianchi, cipressi e pini, querce e cedri, si estende attorno al viale centrale che scende dal cancello in ferro con pilastri in pietra fino alla piccola radura, dove l’ampia siepe circolare delimita e nasconde i resti dell’antica fontana. La villa ci accoglie ancora oggi con la sobria ed elegante facciata a nord-est sul grande prato all’inglese, mentre rivolge il lato a mezzogiorno sull’antico giardino, ad un livello sottostante il pomario che prosegue nel belvedere, dove la vista domina l’ambiente collinare di grande suggestione.

Ines Romitti

FIESOLE

Fiesole è un immenso giardino con vista su Firenze e sulle colline d’intorno, un panorama che si disegna in un susseguirsi di linee ondulate protette dalla cornice dell’Appennino. Come tutti i giardini merita cura e attenzioni continue e minute e, in effetti, gli strumenti urbanistici degli ultimi quarant’anni, nei loro principi informativi e prescrittivi, hanno assunto la protezione di questa specifica particolarità del territorio, che si esplicita e si materializza in ogni frammento di paesaggio. Ogni elemento in un simile contesto diventa prezioso per la sua forma, le sue proporzioni, i suoi colori, la sua storia: pietre, vegetazione e manufatti diventano parti fondative di un tutto, di un insieme unitario e armonioso in cui gli interventi, anche minimi, se non sincronici, possono produrre gravi alterazioni nel paesaggio del Colle Lunato (esiste un nome più evocativo per un luogo?).

In simili contesti, soprattutto in relazione alle pressioni edilizie che inevitabilmente vi sì scatenano, non è facile mantenere un equilibrio fra la conservazione dei luoghi e lo sviluppo delle attività. Per questo e per meglio comprendere la “misura” di Pietro Portinai è opportuna una breve puntualizzazione sugli strumenti urbanistici fiesolani. È verso la metà degli anni Settanta, che Fiesole si dota di un piano regolatore che ha come obiettivo prevalente la tutela del suo territorio, ma è nel 1983 che viene adottata la variante per le zone agricole, redatta da Gianfranco Di Pietro e Calogero Narese, e che l’amministrazione comunale assume la consapevolezza della unicità e della delicatezza del suo paesaggio.

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PONTASSIEVE

I prodotti tipici per eccellenza di Pontassieve sono quelli agricoli. Pontassieve è prima di tutto terra di vigne. Sulle sue colline l’origine delle viticoltura è antichissimo e i vini della zona di Pontassieve erano molto rinomati già prima dell’epoca granducale. Il territorio di Pontassieve è prevalentemente zona di produzione di Chianti Rufina, la più piccola specificazione geografica del Chianti.

Il grande sviluppo vinicolo di Pontassieve comincia agli inizi di questo secolo, ma è con la ristrutturazione delle cantine e la specializzazione degli impianti che si è ottenuto il miglioramento della produzione e, dopo l’entrata in vigore della DOCG, la diminuzione delle quantità prodotta in favore della qualità. Un viaggio virtuale tra i prodotti del territorio di Pontassieve non può non far menzione dell’olivo da cui si ottiene l’olio extravergine toscano a indicazione geografica protetta (IGP). Olio toscano dall’inizio alla fine, dalla singola oliva prodotta sulle dolci colline al risultato finale, l’estrazione in frantoio.

Contatti:

Giardino privato visitabile su prenotazione
Proprietà Famiglia Pozzolini
Indirizzo: Via del Viliani, 84
Comune di Vaglia, Firenze
Telefono: 335 1368989
Mail: info@villadibivigliano.it
Sito web: www.villadibivigliano.it

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