VILLA LA TERRAZZA

I GIARDINI SEGRETI DI FIRENZE

ph.Alessio Guarino

 

 

*La documentazione fotografica integrale del progetto è consultabile su richiesta.

VILLA LA TERRAZZA

I GIARDINI DI PIETRO PORCINAI A FIRENZE

A Villa La Terrazza, Pietro Porcinai firma uno dei suoi interventi più raffinati sul rapporto tra spazio abitato e giardino, costruendo una piscina che dialoga strettamente con gli ambienti interni della villa, quasi a prolungarne visivamente la vita quotidiana verso l’esterno. La vasca natatoria viene inserita entro una vasca rettangolare più ampia, il cui perimetro rettilineo viene animato da 87 ruote di pietra di marmo rosso di diverse dimensioni, disposte lungo i bordi a spezzare la rigidità geometrica del disegno. La superficie dell’acqua è impreziosita da circa dieci varietà di ninfee, che introducono un elemento cromatico e naturalistico in contrasto con la pietra.

 

Intorno alla vasca, il grande prato che la circonda gioca per contrasto con le linee nette della piscina, ed è pensato anche per esaltare il portamento maestoso dei cedri secolari preesistenti, che Porcinai — fedele al suo metodo — conserva e integra nel nuovo disegno anziché sacrificare. Di sera, piccole lanterne segnano e illuminano i percorsi pedonali, mentre la piscina stessa è illuminata dall’interno grazie a fari incassati in una delle pareti della vasca, soluzione che nel dopoguerra rappresentava una novità tecnica ed estetica nel giardino privato italiano. Il progetto di Porcinai si estende anche alla terrazza antistante la villa, dove l’architetto del paesaggio inserisce con eleganza elementi tondi nel disegno del lastricato, creando un contrappunto geometrico al taglio rettilineo dell’impianto generale. Ai lati della terrazza si aprono piccole “stanze verdi”, ambienti a cielo aperto delimitati da siepi che frammentano lo spazio in una sequenza di episodi più intimi. Porcinai cura inoltre il lastricato del portico, disegna una pensilina all’ingresso della villa e occulta l’ingresso di servizio dietro un sistema di siepi, secondo quella attenzione al dettaglio funzionale-decorativo che caratterizza tutta la sua opera.

 

Un ulteriore intervento riguarda una serra preesistente, che Porcinai trasforma in un piccolo giardino d’inverno, riconvertendola in uno spazio insieme decorativo e utilitario: qui vengono infatti occultati il serbatoio del combustibile per il riscaldamento di villa e piscina e la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, in un esempio efficace di come Porcinai riuscisse a integrare le esigenze impiantistiche nel disegno paesaggistico senza comprometterne la qualità estetica. Il giardino d’inverno è arricchito da una fontana composta da 14 elementi in pietra, forniti dall’industria Marmi Vicentini, e da una roccera decorata con inserti di specchi, spugne e piante ricadenti. Alla base si trova una vasca destinata alla raccolta dell’acqua per piante acquatiche, accompagnata da una panca — un piccolo angolo di sosta e contemplazione all’interno dello spazio verde coperto.