Derek Jarman’s Prospect Cottage

Derek Jarman's Garden

Giardini Contemporanei

Derek Jarman (1942-1994) è stato un regista inglese che ha realizzato un famoso giardino sulla spiaggia di ciottoli vicino alla centrale nucleare di Dungeness. Jarman credeva che il Pilot Inn, nelle vicinanze, offrisse “Semplicemente il miglior fish and chips di tutta l’Inghilterra”. Lo stile del design del giardino è postmoderno e altamente sensibile al contesto, un completo rifiuto della teoria del design modernista. Non gli piaceva la sterilità del modernismo; disprezzava la sua mancanza di interesse per la poesia, l’allusione e le storie; deplorava la tecno-crudeltà esemplificata nella serie di libri sul giardino “Come essere un esperto” del dottor D. G. Hessayon.  I piccoli cerchi di selce di Jarman gli ricordavano pietre erette e dolmen. osservò che “il paradiso infesta i giardini e alcuni giardini sono paradisi. Il mio è uno di questi. Altri sono come bambini cattivi, viziati dai genitori, innaffiati troppo e ricoperti di sostanze chimiche nocive”. La poesia sul muro di legno nero del cottage di Derek Jarman è tratta dalla poesia di John Donne The Sun Rising e recita:

 

“Vecchio pazzo indaffarato, sole indisciplinato,
Perché così,
Attraverso le finestre e attraverso le tende, ci chiami?
Ai tuoi moti devono correre le stagioni degli amanti?
Impertinente pedante disgraziato, vai a rimproverare
Scolari in ritardo e apprendisti acerbi,
Vai a dire ai cacciatori di corte che il re cavalcherà,
Chiama le formiche di campagna agli uffici di raccolta;
Amore, tutti uguali, nessuna stagione conosce né clima,
Né ore, giorni, mesi, che sono gli stracci del tempo.
In quanto il mondo si è contratto così;
La tua età chiede agio, e poiché sono i tuoi doveri
Per riscaldare il mondo, questo è fatto riscaldandoci.
Risplendi qui per noi, e tu sei dappertutto;
Questo letto è il tuo centro, queste mura la tua sfera”

San Giovanni d'Asso, Siena

Nel cuore delle Crete Senesi, poco distante da San Giovanni d’Asso – oggi parte del comune di Montalcino – si trova il Bosco della Ragnaia, un giardino boschivo ideato e realizzato a partire dal 1996 dall’artista americano Sheppard Craige, che qui ha intrecciato arte, filosofia e natura in un’opera unica nel panorama paesaggistico contemporaneo. Nonostante l’atmosfera di antichità che permea i suoi muretti in pietra, le vasche, le fontane e i viali d’ombra, il Bosco è una creazione viva e in continua trasformazione, un dialogo costante tra il gesto umano e il linguaggio della terra.

Sotto le grandi querce – Quercus robur, pubescens e cerris – si stende un tappeto di felci, licheni e muschi che accolgono motti, epigrafi e sentenze scolpite nella pietra. Alcune citano pensatori antichi, altre giocano con l’ironia e il dubbio: parole che emergono dal verde come pensieri in attesa di un lettore. Qui ogni passo invita a fermarsi, a interrogare il luogo, a cercare un senso che forse non si lascia trovare.

Tra i luoghi simbolici disseminati nel parco si incontrano l’Altare dello Scetticismo, il Centro dell’Universo, e l’Oracolo di Te Stesso – spazi di riflessione dove l’artista invita a osservare più che a comprendere, a dubitare piuttosto che a credere. Il Bosco non offre un percorso prestabilito: è un labirinto mentale e sensoriale, aperto a infinite interpretazioni.

Il giardino si estende su più livelli, con una parte superiore dedicata alla Ragnaia vera e propria – il bosco ombroso dove un tempo si tendevano reti per catturare gli uccelli – e una parte inferiore, chiamata Giardino delle Forme, dove l’arte geometrica del giardino toscano incontra la spontaneità vegetale. L’acqua, la pietra e la luce diventano strumenti poetici che accompagnano il visitatore in un cammino interiore, fatto di domande più che di risposte.

L’ingresso al Bosco è libero e gratuito, aperto durante le ore diurne. Non vi sono biglietterie né indicazioni turistiche: la visita si svolge in autonomia, nel silenzio rispettoso di un luogo che chiede contemplazione. Il parcheggio si trova poco fuori dal borgo di San Giovanni d’Asso, raggiungibile a piedi in pochi minuti.

Il Bosco della Ragnaia è più di un giardino: è un invito a sostare, ad ascoltare la voce segreta della natura e la propria. Un luogo dove l’arte si fa meditazione e la terra diventa pensiero.

La terra degli ulivi

Paolo Di Mizio Testi in poesia e prosa per la Palestina

In questo libro, La terra degli ulivi. Testi in poesia e prosa per la Palestina, il lettore troverà poesie, e anche alcune brevi prose, che sono state scritte in buona parte sotto la spinta emotiva delle stragi attuate dagli israeliani contro i palestinesi di Gaza a partire dall’ottobre 2023 e nei mesi successivi. Troverà anche altre pagine scritte nel corso degli anni precedenti, man mano che l’autore, Paolo Di Mizio, acquistava coscienza degli infiniti orrori a cui il popolo palestinese è sottoposto a partire almeno dagli anni ’40 del secolo scorso. La ripulsa morale ha indotto i versi qui presentati ad assumere una veste decisamente contraria a quell’ideologia politica che si chiama sionismo e che è il fondamento dello Stato di Israele: un’ideologia etnico-religioso-nazionalista, basata sulla discriminazione etnico-religiosa e quindi consustanziale col colonialismo, col fanatismo, col terrorismo e col nazismo.

 

Edizioni Q
€ 13,00 | Buy 

ISBN: 9788897831549

IL GIARDINO CHE CRESCE DA SÉ: BIODIVERSITÀ ED ESTETICA DEL DISORDINE

QUANDO IL DISORDINE DIVENTA BELLEZZA

Dal punto di vista botanico, la distinzione tra giardini ordinati e giardini “disordinati” è fondamentale. Un prato costantemente tagliato, con un’unica specie erbacea mantenuta a pochi centimetri d’altezza, offre poco spazio alla diversità: mancano i fiori, quindi mancano gli insetti impollinatori, e di conseguenza si riduce anche la presenza di uccelli e piccoli mammiferi. È un sistema monotono, ecologicamente povero.
Nei giardini lasciati crescere in modo più libero, al contrario, si sviluppa una trama vegetale varia: graminacee spontanee, composite dai fiori gialli e azzurri, leguminose che arricchiscono il suolo. Questo mosaico crea microhabitat in cui si insediano farfalle, api selvatiche, coleotteri, lucertole. Si genera così una rete trofica complessa, capace di sostenere una biodiversità sorprendente anche in ambito urbano.
Gli esempi di questo fenomeno non mancano su scala mondiale. In Amazzonia, dove la diversità vegetale è al massimo grado, le specie convivono in stretta prossimità e danno origine a ibridazioni spontanee, contribuendo a un flusso genetico che arricchisce continuamente la foresta. Certo, un giardino urbano non potrà mai replicare la potenza ecologica del bacino amazzonico, ma può rifletterne i principi: varietà, compresenza di specie, spazio lasciato all’evoluzione naturale.

IL GIARDINO DELL'IRIS A FIRENZE

ITINERARI BOTANICI

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”.

Il viaggio degli agrumi in Italia

Paola Fanucci & Alberto Tintori Percorsi e curiosità di cultivar regionali Con una parte sulla cura degli agrumi in vaso

Vi siete mai chiesti perché il profumo dei fiori d’arancio e il sapore delle scorze di limone vi facciano venire in mente un ricordo o il volto di una persona? Nella vita di ognuno gli agrumihanno impresso una traccia silenziosa ma indelebile: un gusto, un’esperienza tattile, una percezione affettiva. Potrete non accorgervene, ma in questi istanti si racchiude la memoria di una vita intera, poiché dietro un frutto si celano non solo pratiche e saperi tramandati da generazioni, ma anche il nostro passato. Questo è un viaggio fra gli agrumeti d’Italia, le loro storie e curiosità locali: una mappa per capire quanto la presenza degli agrumi sia multiforme e radicata nella nostra cultura, dalle grandi piantagioni ai vasi sulle nostre terrazze.

 

Giardini e paesaggio, 60
2025, cm 19 x 24, viii-332 pp. con 338 figg. n.t. Rilegato.
ISBN: 9788822269850

€ 29,00  € 27,55Novità   LINK

Leo Lionni, La botanica parallela, Gallucci Editore

Le germoglianti, più che piante, sono una combinazione di elementi eterogenei di cui la parte propriamente e sicuramente parallela non è che una parte minore. Manca a esse una vera Gestalt botanica, quella botanicità d’insieme che è una delle caratteristiche più appariscenti delle altre piante parallele.

Il nome “germoglianti” fu coniato da Jacques Inselheim, dell’Università di Strasburgo. Lo scienziato era talmente impressionato da alcune piante che aveva visto, durante un viaggio in Italia, all’Istituto Venturi a Cadriano, nei pressi di Bologna, che appena tornato in Francia raccontò in un articolo nella “Gazette de Strasbourg” il suo incontro con gli inconsueti vegetali. Le piante, di recentissima scoperta, non avevano ancora un nome e così, in un momento di debolezza romantica, certamente riprovevole da un punto di vista scientifico, egli le chiamò “germoglianti”. Inselheim, che molti anni prima aveva studiato biologia all’Università di Padova, ha una conoscenza perfetta della lingua italiana e avrebbe dovuto rendersi conto dell’equivoco che creava. Quando lo incontrammo l’anno scorso al Congresso di Baden Baden, ci facemmo coraggio e gliene parlammo francamente. Ma con gran candore lo studioso ci precisò che l’ambiguità del nome era stata una scelta assolutamente intenzionale e che egli era fiero di assumerne la completa responsabilità. Se è vero, disse, che “germogliante” indica chi genera germogli, è altrettanto vero che sono i germogli a germogliare. Inselheim fu colpito dalla coerenza fra l’assurdità di un verbo che può essere tanto transitivo che intransitivo e una pianta che sembra essere generata, come organo, da un’altra pianta, benché, in realtà, possegga una propria autonomia e completezza. «La germogliante» egli disse «è senza dubbio la più ambigua delle piante. Ed è giusto che abbia il più ambiguo dei nomi».

GIARDINI VIVAI D'ITALIA

IL LAVANDETO DI ASSISI

Il Lavandeto Di Assisi è un vivaio specializzato in piante insolite, vendita piante perenni vivaci, vendita piante di lavanda di molti tipi, vendita salvie ornamentali, vendita graminacee ornamentali, vendita ninfee e piante acquatiche. Produce ormai da 15 anni molte varietà di piante da giardino rustiche e a bassa manutenzione: piante resistenti al caldo, alla siccità al gelo e con lunghissime fioriture. Realizza progetti giardini online. Il Lavandeto di Assisi inoltre ha realizzato dei giardini naturali visitabili su appuntamento, che permettono agli appassionati di giardinaggio di vedere le piante nel proprio sviluppo. Il giardino naturale è un itinerario turistico e per scuole, privati e agenzie di viaggio che desiderano visitare l’ Umbria e Assisi. Presso i campi di lavanda ai piedi di Assisi viene organizzata ogni anno per quattro fine settimana dal 2008 la Festa della Lavanda. Il giardino del Lavandeto è una location ideale, un area eventi per organizzare compleanni all’ aperto, feste ed eventi. Vendita piante da giardino, vendita piante online e in vivaio.

 

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