“Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia per come la conosciamo. Se le nostre città perdono i centri storici, non restano che enormi sobborghi residenziali. Se noi perdiamo le nostre relazioni di vicinato, non restiamo che individui consumatori. Per fortuna un ruolo da giocare ci resta, e può essere quello di protagonisti. Non per arrestare un processo che è storico e probabilmente ineluttabile, ma per dirigerlo e ripensarlo affinché sia positivo e promettente per tutti”
Carlo Pedrini

L’agricoltura sostenibile è un concetto ampio che si riferisce a un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali, che non utilizza sostanze inquinanti per non alterare l’equilibrio ambientale e nel rispetto delle generazioni future. Secondo la definizione dell’Agricultural Sustainability Institute, ha lo scopo di soddisfare il fabbisogno attuale di alimenti e tessuti senza compromettere la capacità da parte delle generazioni future di soddisfare a loro volta il proprio fabbisogno. L’agricoltura ha un’enorme impronta ambientale e gioca un ruolo significativo nel causare cambiamenti climatici, scarsità d’acqua, degrado del suolo, deforestazione e altri processi. Lo sviluppo dei sistemi alimentari sostenibili contribuisce alla sostenibilità della popolazione umana. Si parla di agricoltura sostenibile, quindi, anche dal punto vista sociale e dal punto di vista economico. L’agricoltura sostenibile dal punto di vista sociale è la capacità della produzione agroalimentare mondiale di soddisfare la domanda globale. L’agricoltura sostenibile ha l’obiettivo di garantire la salute delle persone, migliorare la qualità della vita dei produttori, salvaguardare i diritti umani e favorire l’equità sociale. L’agricoltura sostenibile dal punto di vista economico è un un’agricoltura in grado di favorire il commercio equo-solidale.

“Il grande medico Ippocrate diceva di fare del proprio cibo la propria medicina e della propria medicina il proprio cibo.”  
 Gino Girolomoni

Il turismo responsabile (o turismo sostenibile) è un approccio al turismo nato alla fine degli anni ottanta, caratterizzato da una duplice preoccupazione per il luogo in cui ci si reca. Sebbene turismo sostenibile e turismo responsabile richiamino intuitivamente lo stesso orizzonte di pensiero e condividano gli stessi obiettivi pratici, può essere utile in prima analisi delineare una differenza interna di significato: si ha turismo sostenibile quando le condizioni ambientali del territorio ospitante non vengono deteriorate dall’attività turistica e quando la medesima offerta turistica può essere riproposta in modo costante negli anni senza subire e accumulare danni. Il turismo responsabile invece è quello messo in atto da turisti dall’atteggiamento consapevole che mantengono un comportamento adeguato nel rispetto dell’ambiente e delle culture ospitanti seguendo i principi della giustizia sociale ed economica. L’accento sulla responsabilità individuale nasce dalla constatazione che il tema della sostenibilità non riesce il più delle volte a chiamare direttamente in causa le persone, così da indurle ad adottare in prima persona uno stile di vita sostenibile, per questo oggi si preferisce parlare maggiormente di turismo responsabile – anziché sostenibile – per richiamare la pratica in questione. La prima preoccupazione riguarda l’ambiente, il turista responsabile infatti deve evitare di danneggiarlo, mentre l’altro fattore di attenzione riguarda le popolazioni che abitano nella località visitata; il turista responsabile in questo caso deve avere un atteggiamento rispettoso della cultura locale e deve garantire anche il benessere della popolazione, capita infatti spesso che i ricavi dell’industria turistica rimangano in mano all’imprenditore o al gestore, senza vero vantaggio per la gente locale.

Turismo & Sport | Itinerari Toscana

Golf Ugolino

La costruzione della “casa della palla-mazza” fu commissionata a Gherardo Bosio nel 1933 dall’azienda di Turismo, in un lotto situato in posizione baricentrica rispetto al terreno da gioco, progettato dagli specialisti inglesi Blandford e Gannon. I lavori, eseguiti dall’impresa Nervi e Bartoli, furono realizzati in breve tempo e l’edificio era già perfettamente funzionante nella primavera del 1935. Nella seconda metà degli anni cinquanta esso è stato ampliato nella porzione nord-ovest (realizzando al piano terra locali di servizio e tecnici, al piano primo le cucine ed al secondo una saletta) ed è stata prolungata la copertura in cemento armato della loggia sul fronte principale. Nel 1974 sono stati effettuati lavori di ristrutturazione al piano terra (realizzazione di un punto vendita negli ex locali di servizio) ed al piano secondo (controsoffittatura e climatizzazione). Il complesso è situato alle pendici delle prime colline chiantigiane, a circa 15 chilometri dal centro di Firenze.

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