Mangiare & Dormire a Montepulciano FATTORIA SAN MARTINO © ALESSIO GUARINO

IL LUOGO DEL POSSIBILE DI PAOLA MOLTENI

FATTORIA SAN MARTINO

“Una vita attenta alle cose di tutti i giorni”, questo è stato il desiderio che ha portato Karin Lijftogte Antonio Giorgini a trasferirsi in Toscana, a Montepulciano e a comprare una villa settecentesca a 800 metri dal paese, per trasformarla nella Fattoria San Martino. Qui è possibile incontrare persone, vedere un fiore che sboccia, capire che la terra è viva e che la qualità del nutrimento cambia il nostro stato d’animo. I piatti serviti nel piccolo ristorante della Fattoria San Martino sono 100% vegetariani e/o vegani, biologici con prodotti freschissimi, a km 0 e cucinati al momento dallo chef Marco Vitale. I prodotti della Fattoria sono i frutti dell’agricoltura biodinamica e i piatti proposti dal ristorante sono fortemente legati al ritmo delle stagioni. Cremino di ceci con panna all’Aglione della Val di Chiana, Rosa di zucchine con grano fermentato, Tartelletta con verdure sono solo alcune delle sue specialità che nascono da anni di preparazione, partendo dallo studio della cucina classica, passando dalle varie influenze estere, dalla passione e dall’attenzione al territorio. Una dieta vegana, capace di bilanciare i sapori nel piatto, nasce dallo studio delle materie prime e delle tecnologie alimentari per offrire al cliente un piatto capace di migliorare anche l’umore oltre alla sua salute.

La bio-piscina alla Fattoria San Martino.

L’acqua della piscina naturale alla Fattoria San Martino è pulita attraverso un filtro naturale e con l’aiuto della piante, e senza nessun prodotto chimico. In perfetta armonia con l’ambiente circostante, l’acqua limpida e piena di vita della nostra piscina permette di stare immersi delle lunghe ore senza problemi per la pelle o gli occhi.

Per chi non lo sapesse le biopiscine sono particolari strutture biologiche ed ecologiche, caratterizzate da un sistema di depurazione completamente naturale, senza l’utilizzo di agenti chimici. In Italia tali strutture rappresentano a tutti gli effetti una novità e cominciano ad attirare l’attenzione dei più curiosi.  Nelle biopiscina la depurazione avviene con efficacia anche senza il supporto di agenti chimici. Dunque, il processo si verifica grazie a particolari piante e ghiaia che, garantendo un perfetto equilibrio dell’ecosistema, svolgono il loro compito di pulizia. Al contrario di quanto si pensa, spesso le biopiscine vengono definite più facili da gestire rispetto alle altre tipologie. Infatti, non è necessario acquistare attrezzature come il robot e non sono presenti filtri da cambiare o sostituire.

Un gesto antico e universale che unisce mito, morte e memoria attraverso i riti delle civiltà del mondo.

DIRLO ALLE API

In tempi lontanissimi, ben prima che le parole venissero scritte su pergamena, l’uomo guardava le api con timore e meraviglia. In ogni angolo del mondo, dal bacino del Mediterraneo fino alle foreste amazzoniche, le api erano viste come creature sacre, messaggere degli dèi, spiriti dell’aria e della terra. Le loro danze, i loro canti, la geometria perfetta dei favi erano interpretati come segni del divino. Nella mitologia etrusca, che ci è giunta solo in frammenti e simboli, le api appaiono associate ai riti funerari e alla sopravvivenza dell’anima dopo la morte. Alcuni studiosi hanno letto nelle raffigurazioni delle tombe etrusche la presenza di esseri alati simili ad api, accompagnatori del defunto verso l’oltretomba, una sorta di guida sottile tra i mondi. Anche nel mondo greco le api erano collegate al mistero della morte e della rinascita. La sacerdotessa di Demetra era detta “Melissa”, cioè ape, e secondo il mito fu un’ape a nutrire il neonato Zeus con miele, nascosto in una grotta per sfuggire a Crono. Le api erano le nutrici degli dèi.

Nel culto orfico, che prometteva un aldilà di luce e consapevolezza, l’anima era spesso paragonata a un’ape: laboriosa, silenziosa, capace di raccogliere nettare dai fiori dell’esperienza. Morire, per questi iniziati, era come tornare all’alveare, al centro del cosmo. In questo contesto di credenze antiche, l’usanza di “dirlo alle api” dopo la morte di qualcuno appare come una naturale prosecuzione del pensiero simbolico: se le api erano anime, o almeno loro interlocutrici, bisognava renderle partecipi degli eventi umani. Dall’altra parte del mondo, presso i popoli aborigeni australiani, le api (in particolare quelle senza pungiglione) sono parte delle storie del Dreamtime, il tempo del sogno originario. In queste narrazioni sacre, le api non sono solo produttrici di miele, ma anche custodi di conoscenze ancestrali, segni viventi del legame tra la terra e i suoi abitanti. L’atto di raccogliere miele era spesso accompagnato da canti e rituali, per non disturbare l’equilibrio spirituale.

VIVERE LA NATURA NEL CUORE DELL’OASI DYNAMO

All’interno dei mille ettari dell’Oasi Dynamo, nel comune di San Marcello Piteglio (PT), si trova Oasyhotel, un rifugio immerso nella natura dell’Appennino toscano dove l’ospitalità assume la forma del rispetto e dell’armonia con l’ambiente. Realizzato secondo principi di sostenibilità, l’hotel sorge in un’area un tempo dedicata alla produzione forestale e oggi restituita alla biodiversità, in un equilibrio tra comfort e silenzio.

Le lodge in legno, perfettamente integrate nel paesaggio, si affacciano sui prati e sui boschi che circondano l’altopiano. Ogni unità offre ampie vetrate, terrazze e interni essenziali, con materiali naturali e arredi realizzati da artigiani locali. Tutto invita a rallentare: il ritmo è quello del bosco, dei suoni del vento e del canto degli uccelli.

Oasyhotel non è solo un luogo dove soggiornare, ma un modo di vivere la montagna in chiave contemporanea. Gli ospiti possono partecipare a escursioni naturalistiche, percorsi in e-bike, attività di birdwatching e sessioni di yoga all’aperto. Nei dintorni, l’Oasi custodisce laghetti, sentieri e ampi prati fioriti che mutano con le stagioni. In estate, l’aria profuma di Achillea, trifogli e timo selvatico; in autunno, il sottobosco si accende di funghi e felci dorate.

Il ristorante Oasy Orto, parte integrante dell’hotel, propone una cucina ispirata al territorio e ai prodotti biologici dell’orto dell’Oasi: verdure di stagione, formaggi locali, carni provenienti da allevamenti sostenibili e miele della riserva. Una terrazza panoramica affacciata sulla valle offre un luogo ideale per cene al tramonto, tra quiete e luce dorata.

ITINERARI BOTANICI | FIRENZE

IL GIARDINO DELL'IRIS

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”. Nell’araldica civica, durante il dominio dei Ghibellini, comparve il giglio “sbocciato e bottonato” bianco in campo rosso, e lo stemma fu rosso con il giglio fiorentino d’argento, poi, dal 1267 predominando i Guelfi, ne furono invertiti i colori e il giglio divenne rosso in campo bianco, cosi come sottolinea Dante Alighieri nel Paradiso. 

    With the patronage and collaboration of: