ITINERARI STORICI | PUGLIA ALBEROBELLO © ALESSIO GUARINO

ITINERARI STRAORDINARI DELLA PUGLIA

ALBEROBELLO

La storia dei trulli di Alberobello è strettamente legata alla Prammatica de Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo che imponeva un tributo su ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, gli Acquaviva d’Aragona, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, con la loro domus estiva denominata Difesa de le Noci, al confine con il ducato di Martina Franca, imposero ai contadini inviati a bonificare e coltivare le nuove terre di costruire le loro abitazioni “a secco”, senza malta. In questo modo, le costruzioni potevano apparire precarie e non formalmente parte di un insediamento urbano, esentandole dal tributo.

Per risolvere il problema dell’edificazione esclusivamente con pietre, i contadini optarono per forme rotonde o quadrate con tetti a falsa cupola, costruiti con cerchi di pietre sovrapposti. I tetti sono decorati con pinnacoli, che secondo molti rappresentano la firma del maestro trullaro e si ispirano a simboli mistici, religiosi o profani. La posa del pinnacolo era un vero e proprio momento di festa comunitaria, celebrando il completamento della casa.

Il Trullo Sovrano – Corte di Papa Cataldo

Tra i trulli più imponenti del centro urbano, il Trullo Sovrano si trova in Piazza Sacramento ed è alto quattordici metri. Originariamente era un semplice trullo di campagna, appartenente alla famiglia Perta. Nel corso della seconda metà del XVIII secolo, venne ampliato fino a diventare una vera e propria corte, completata con atto notarile il 15 aprile 1797, attestando l’impiego di malta, in violazione della Prammatica de Baronibus.

Fu sede della Confraternita del Santissimo Sacramento (1826-1837), che decorò l’ingresso con un dipinto del Calvario di autore ignoto, e successivamente ospitò la prima farmacia di Alberobello, gestita dal sig. Stefano Chiarelli. Nel 1861 passò agli attuali proprietari, la famiglia Sumerano. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1923, il Trullo Sovrano divenne casa museo nel 1994. Durante l’estate ospita spettacoli teatrali, concerti e altri eventi culturali, rendendo la visita un’esperienza viva e coinvolgente.

Alberobello è solo uno dei gioielli del Parco Naturale Regionale delle Murge, dove si alternano dolci colline, masserie storiche e uliveti secolari. Per chi visita Alberobello, è consigliabile abbinare il tour dei trulli ad altre meraviglie della Valle d’Itria:

  • Locorotondo: borgo bianco adagiato su una collina, con vicoli concentrici e panorami spettacolari.

  • Martina Franca: elegante centro barocco famoso per le festività musicali e le terrazze panoramiche.

  • Cisternino: borgo caratteristico con ristoranti tipici e scorci pittoreschi.

  • Castellana Grotte: spettacolari grotte sotterranee di origine carsica, con visite guidate.

Per gli amanti della natura, lungo la Strada dei Trulli si possono percorrere sentieri tra ulivi secolari, muretti a secco e vigneti, fino alle Grotte di Putignano e alle scogliere della costa adriatica.

  • Come arrivare: Alberobello è raggiungibile in treno dalle principali città pugliesi (Bari, Lecce) oppure in auto tramite la SS172 dei Trulli.

  • Visite guidate: consigliate per comprendere la storia dei trulli e le tecniche di costruzione.

  • Alloggio: molte strutture offrono trulli ristrutturati per il pernottamento, offrendo un’esperienza autentica.

  • Eventi: oltre agli spettacoli estivi al Trullo Sovrano, nel periodo natalizio si svolge il suggestivo Presepe Vivente dei Trulli.

  • Gastronomia: non perdere i piatti tipici della Valle d’Itria, come orecchiette con cime di rapa, bombette pugliesi e dolci locali come le cartellate.

Itinerari Naturalistici | Patrimonio Unesco

VAL D'ORCIA

La Val d’Orcia è un’ampia campagna situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Il tipo ambientale prevalente sul Cono vulcanico del monte Amiata è dato dalla presenza di tipi fitocenotici molto rappresentativi (selve e cedui castanili), e peculiari (faggete mesotrofiche ipsofile) per l’isolamento orografico ed ecologico dell’edificio vulcanico. Discreto, a tratti ottimo, lo stato di conservazione. Altri tipi ambientali rilevanti sono le praterie secondarie.

Il viaggio degli agrumi in Italia

Paola Fanucci & Alberto Tintori Percorsi e curiosità di cultivar regionali Con una parte sulla cura degli agrumi in vaso

Vi siete mai chiesti perché il profumo dei fiori d’arancio e il sapore delle scorze di limone vi facciano venire in mente un ricordo o il volto di una persona? Nella vita di ognuno gli agrumihanno impresso una traccia silenziosa ma indelebile: un gusto, un’esperienza tattile, una percezione affettiva. Potrete non accorgervene, ma in questi istanti si racchiude la memoria di una vita intera, poiché dietro un frutto si celano non solo pratiche e saperi tramandati da generazioni, ma anche il nostro passato. Questo è un viaggio fra gli agrumeti d’Italia, le loro storie e curiosità locali: una mappa per capire quanto la presenza degli agrumi sia multiforme e radicata nella nostra cultura, dalle grandi piantagioni ai vasi sulle nostre terrazze.

 

Giardini e paesaggio, 60
2025, cm 19 x 24, viii-332 pp. con 338 figg. n.t. Rilegato.
ISBN: 9788822269850

€ 29,00  € 27,55Novità   LINK

GIARDINI VIVAI D'ITALIA

IL LAVANDETO DI ASSISI

Il Lavandeto Di Assisi è un vivaio specializzato in piante insolite, vendita piante perenni vivaci, vendita piante di lavanda di molti tipi, vendita salvie ornamentali, vendita graminacee ornamentali, vendita ninfee e piante acquatiche. Produce ormai da 15 anni molte varietà di piante da giardino rustiche e a bassa manutenzione: piante resistenti al caldo, alla siccità al gelo e con lunghissime fioriture. Realizza progetti giardini online. Il Lavandeto di Assisi inoltre ha realizzato dei giardini naturali visitabili su appuntamento, che permettono agli appassionati di giardinaggio di vedere le piante nel proprio sviluppo. Il giardino naturale è un itinerario turistico e per scuole, privati e agenzie di viaggio che desiderano visitare l’ Umbria e Assisi. Presso i campi di lavanda ai piedi di Assisi viene organizzata ogni anno per quattro fine settimana dal 2008 la Festa della Lavanda. Il giardino del Lavandeto è una location ideale, un area eventi per organizzare compleanni all’ aperto, feste ed eventi. Vendita piante da giardino, vendita piante online e in vivaio.

 

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Peter Crane | Ginkgo

L’albero dimenticato dal tempo Traduzione di Gianni Bedini, revisione di Fabio Garbari

Questo libro racconta la storia più lunga mai dedicata a un albero. L’ha scritta Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo. La profonda conoscenza scientifica, l’appassionata attenzione alle vicende evolutive testimoniate dai reperti fossili e dalla singolare biologia riproduttiva di Ginkgo biloba, hanno ispirato la realizzazione di quest’opera che si legge come un romanzo, dedicato alla biografia di una specie la cui conservazione è oggi affidata all’uomo.

Giardini e paesaggio, vol. 54
2020, cm 17 × 24, x-256 pp. con 24 tavv. f.t. a colori e 8 figg. n.t.
[isbn 978 88 222 6681 1] € 25,00

http://www.olschki.it/libro/9788822266811

ITINERARI BOTANICI | FIRENZE

IL GIARDINO DELL'IRIS

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”. Nell’araldica civica, durante il dominio dei Ghibellini, comparve il giglio “sbocciato e bottonato” bianco in campo rosso, e lo stemma fu rosso con il giglio fiorentino d’argento, poi, dal 1267 predominando i Guelfi, ne furono invertiti i colori e il giglio divenne rosso in campo bianco, cosi come sottolinea Dante Alighieri nel Paradiso. 

Attraverso gli studi della botanica A. Ciarallo, sui giardini dell’antica Pompei, sappiamo che il giardino romano, in origine, è prevalentemente uno spazio utilitario, denominato hortus, generalmente racchiuso e adiacente alla casa, dove le piante sono coltivate per il solo uso di cucina e, per estrarne olii e profumi per la cura del corpo. Anche lo studio della Jashemski, archeologa americana, sui giardini pompeiani è stato specifico per ogni giardino, al fine di comprendere il loro ruolo nella città e la determinazione della proprietà a cui era annesso. Tale studio ha richiesto l’esame di ogni edificio, di ogni pezzo di terreno aperto, in altre parole, dell’uso del suolo della città di Pompei.

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