GIARDINI CONTEMPORANEI | FIRENZE EDV A GARDEN WITH A VIEW © ALESSIO GUARINO

GIARDINI CONTEMPORANEI | FIRENZE

EDV A GARDEN WITH A VIEW

EdV Garden è un piccolo concentrato di ricerca artistica e sensibilità botanica che si estende per circa 3.300 m² sulle colline a nord di Firenze, in una posizione privilegiata dalla quale lo sguardo abbraccia la città e il suo profilo inconfondibile. Oltre lo skyline di tetti e mattoni rossi emerge, maestosa, la cupola del Brunelleschi, presenza costante e silenziosa nel dialogo tra paesaggio e creazione contemporanea.

Il giardino è coltivato secondo principi di sostenibilità e cura consapevole del suolo: compostaggio, pacciamatura, recupero delle acque piovane e tecniche agronomiche tradizionali convivono in un equilibrio attento alla biodiversità. Non si tratta soltanto di pratiche virtuose, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti: il giardino è organismo vivente, laboratorio permanente dove natura e immaginazione si intrecciano.

EdV Garden è volutamente lontano dall’idea di giardino monumentale o botanico. Non ambisce alla collezione sistematica né alla monumentalità scenografica. È piuttosto un’opera creativa in continua evoluzione, frutto della visione del suo autore, dove installazioni, percorsi e presenze sorprendenti costruiscono un racconto fatto di rimandi, suggestioni e ironia.

A una prima impressione potrebbe sembrare un giardino “per bambini”. E in parte lo è, nella misura in cui invita allo stupore e al gioco. Ma è soprattutto uno spazio per chi è disposto a sospendere per un momento il ritmo ordinario delle cose. Varcata la Torre dei Susini – soglia simbolica tra realtà e immaginazione – si entra in un microcosmo dove aiuole e sentieri custodiscono storie, e tra piante, fiori e profumi possono apparire figure amichevoli o inattese, come in un racconto che prende forma nello spazio.

È un luogo da attraversare con lentezza, lasciandosi guidare dai dettagli: una seduta nascosta, un punto panoramico, un’ombra accogliente dove sostare. Non è raro che la visita si trasformi in un momento di pausa più lungo, magari per un semplice picnic immersi nel verde, con Firenze sullo sfondo.

Per aggiornamenti su orari, eventi e modalità di prenotazione si consiglia di consultare il sito ufficiale del giardino o i canali informativi dedicati.

ITINERARI BOTANICI | FIRENZE

IL GIARDINO DELL'IRIS

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”. Nell’araldica civica, durante il dominio dei Ghibellini, comparve il giglio “sbocciato e bottonato” bianco in campo rosso, e lo stemma fu rosso con il giglio fiorentino d’argento, poi, dal 1267 predominando i Guelfi, ne furono invertiti i colori e il giglio divenne rosso in campo bianco, cosi come sottolinea Dante Alighieri nel Paradiso. 

La preziosa ghirlanda degli insegnamenti degli uccelli

(Bya chos rin-chen ’phreng-ba)

A cura di Erberto Lo Bue
 
In Tibet l’arrivo del cuculo, il re degli uccelli, annuncia il risveglio della natura. In questo testo il cuculo, sotto le cui penne si cela per l’occasione il Bodhisattva Avalokitesvara, che personifica la compassione, annuncia al popolo alato la possibilità del risveglio alla reale natura della mente, sepolta sotto il coinvolgimento nell’esistenza fenomenica, contratta nel gelo delle bufere emotive e offuscata dalle brume dell’ignoranza. Meditate le sue istruzioni, a turno gli uccelli riuniti in assemblea dichiarano ciò che hanno compreso e fanno udire i loro versi: versi che, se paiono a un primo ascolto inintelligibili, suonano in tibetano come perentorie esortazioni a ricordare gli insegnamenti del Buddha e come ammonimenti di carattere gnomico. L’anno successivo gli uccelli indiani, cui la dottrina è stata inizialmente esposta, migrano a nord e si ritrovano nel Paese delle Nevi, quasi a simboleggiare la successiva diffusione del buddhismo dall’India in Tibet. Tradotta per la prima volta in Occidente nel 1953, questa operetta anonima e di epoca incerta fu subito percepita come una gemma della sapienza buddhista tibetana.

Piccola Biblioteca Adelphi, 403
1998, 3ª ediz., pp. 108
isbn: 9788845913082

IL GIARDINO CHE CRESCE DA SÉ: BIODIVERSITÀ ED ESTETICA DEL DISORDINE

QUANDO IL DISORDINE DIVENTA BELLEZZA

Dal punto di vista botanico, la distinzione tra giardini ordinati e giardini “disordinati” è fondamentale. Un prato costantemente tagliato, con un’unica specie erbacea mantenuta a pochi centimetri d’altezza, offre poco spazio alla diversità: mancano i fiori, quindi mancano gli insetti impollinatori, e di conseguenza si riduce anche la presenza di uccelli e piccoli mammiferi. È un sistema monotono, ecologicamente povero.
Nei giardini lasciati crescere in modo più libero, al contrario, si sviluppa una trama vegetale varia: graminacee spontanee, composite dai fiori gialli e azzurri, leguminose che arricchiscono il suolo. Questo mosaico crea microhabitat in cui si insediano farfalle, api selvatiche, coleotteri, lucertole. Si genera così una rete trofica complessa, capace di sostenere una biodiversità sorprendente anche in ambito urbano.
Gli esempi di questo fenomeno non mancano su scala mondiale. In Amazzonia, dove la diversità vegetale è al massimo grado, le specie convivono in stretta prossimità e danno origine a ibridazioni spontanee, contribuendo a un flusso genetico che arricchisce continuamente la foresta. Certo, un giardino urbano non potrà mai replicare la potenza ecologica del bacino amazzonico, ma può rifletterne i principi: varietà, compresenza di specie, spazio lasciato all’evoluzione naturale.

The Plant Messiah

Adventures in Search of the World’s Rarest Species
By Carlos Magdalena

Carlos Magdalena è un uomo in missione: salvare le piante più a rischio di estinzione del mondo. In The Plant Messiah, Magdalena accompagna i lettori dalle foreste del Perù fino all’interno dell’outback australiano alla ricerca delle specie rare e vulnerabili. Tornato in laboratorio—ai Royal Botanic Gardens di Kew, sede della più grande collezione botanica del mondo—assistiamo allo sviluppo di tecniche innovative e inaspettate per salvare le specie dall’estinzione, favorendone la propagazione e la rinascita. Appassionante e coinvolgente, The Plant Messiah è un tributo alla diversità della vita sul nostro pianeta e all’importanza di preservarla.

ISBN9780525436669

Published onMar 19, 2019 | Published byAnchor | Pages 288 | Dimensions5-3/16 x 8

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