HIGASHI HONGAN-JI GARDEN

HIGASHI HONGAN-JI GARDEN | KYOTO

Giardini Giapponesi

Hongan-ji (本願寺, Tempio del Voto Primordiale), anche arcaicamente romanizzato come Hongwanji, è il nome collettivo della più grande scuola del Buddismo Jōdo Shinshū (che si suddivide ulteriormente nei rami Nishi e Higashi). ‘Hongan-ji’ può anche riferirsi a uno qualsiasi dei numerosi edifici del tempio effettivi associati alla setta.

L’Hongan-ji fu fondato come tempio nel 1321, sul sito del Mausoleo di Otani, dove fu sepolto Shinran, il fondatore del Jōdo Shinshū (“True Pure Land”). Il mausoleo era frequentato dal nipote di Shinran (attraverso la figlia Kakushinni), Kakue. Il figlio di Kakue, Kakunyo, divenne il primo sommo sacerdote dell’Hongan-ji e il terzo monshu (capo spirituale), e lo dedicò al culto di Amitābha (Amida). L’Hongan-ji acquisì potere e importanza per la prima volta nel XV secolo, quando Rennyo divenne il suo ottavo monshu. Tuttavia, i Tendai basati sul Monte Hiei videro questa espansione come una minaccia e attaccarono gli Hongan-ji tre volte con il loro esercito di sōhei. Rennyo fuggì a Yoshizaki-gobō, dove fondò un nuovo complesso del tempio.

Durante il periodo Sengoku, temendo il potere dei monaci dell’Hongan-ji, Oda Nobunaga cercò di distruggerlo. Per dieci anni assediò l’Ishiyama Hongan-ji di Osaka, una delle due principali fortezze del tempio della setta. Nel 1580, l’abate dell’Ishiyama Hongan-ji, Kennyo, si arrese, mentre suo figlio Kyōnyo si rifiutò di arrendersi, per cui fu pubblicamente ripudiato.

Dopo la morte di Nobunaga nel 1582 e l’ascesa di Toyotomi Hideyoshi, Kennyo fu ricompensato per la sua opposizione a Nobunaga ricevendo la terra a Kyoto, nel sito dell’odierna Nishi Hongan-ji (西本願寺, “Western Hongan-ji” ; talvolta chiamato Honpa Hongan-ji 本派本願寺). Gli successe il figlio legittimo, Junnyo, come abate nel 1592. Mentre suo fratello Kyōnyo ristabilì l’Osaka Hongan-ji nel 1596 con il sostegno locale, a causa del suo rifiuto di arrendersi a Nobunaga in precedenza. Dopo la morte di Hideyoshi nel 1598, Kyōnyo sostenne apertamente Tokugawa Ieyasu, che divenne shōgun nel 1602. In ricompensa per la sua lealtà, Kyōnyo fu ricompensato con la terra per un tempio a Kyoto a est di Nishi Honganji, che poi divenne noto nel 1603 come Higashi Honganji (東本願寺 “Hongan-ji orientale”). Nel 1619 il governo riconobbe le due entità come congregazioni separate. Si crede comunemente, anche se erroneamente, che l’istituzione sia stata divisa in due per mantenere il controllo dell’ordine.

Testo di Pietro Porcinai e Attilio Mordini

Giardini d'occidente e d'oriente

Secondo il mito la storia del Giappone ebbe inizio quando il ponte che univa il Cielo alla Terra fu distrutto e Gimmu Tennò divenne il primo degli imperatori terreni, dopo che per tanto tempo le divinità stesse del Cielo avevano governato, non senza guerra, il paese. Dovette da allora rimanere agli uomini un’insopprimibile nostalgia di quell’aereo ponte che era via al cielo, di quel cielo diventato isola inaccessibile. Forse l’anima del Giappone si chiuse in se stessa come il Giappone entro il suo mare, per essere poi capace di ritrovare nella vita della natura la presenza del paradiso. E da quella mitica nostalgia nacquero i giardini. Quando nel VI secolo d.C. il Buddhismo Zen, importato dalla Cina, si diffonde, non senza ostacoli, nel clima fortemente poetico dello Shintoismo, abbiamo già in atto gli elementi religiosi e psicologici essenziali alla fioritura dei giardini.

La religione shintoista, considerata la religione originaria e nazionale del Giappone, insegna a guardare alla natura come veicolo o espressione della divinità o, meglio, delle diverse divinità, siano esse quelle dei monti, delle sorgenti o quelle del vento o del fuoco. Lo Zen era, più che una teoria, un metodo di vita, era meditazione ed esercizio insieme, era il vivere la vita del Tutto entro e al di sopra della propria personalità che in Giappone si traduce e si realizza in termini quasi guerreschi di lotta, di eroico controllo, di rinuncia.

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