NUOVO ORTO BOTANICO DI PADOVA IL GIARDINO DELLE BIODIVERSITÀ © ALESSIO GUARINO

ORTO BOTANICO DI PADOVA | ITINERARI BOTANICI

IL GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ

Inaugurato nell’ottobre 2014, il Giardino della Biodiversità rappresenta l’ampliamento più recente dell’Orto Botanico di Padova – il più antico orto botanico universitario al mondo ancora nella sua sede originaria (1545) – ed è oggi considerato uno dei complessi di serre più avanzati a livello internazionale per ricerca, conservazione e divulgazione botanica.

Negli ultimi anni la struttura è stata oggetto di interventi di manutenzione evolutiva e aggiornamento tecnologico, finalizzati a migliorare l’efficienza energetica degli impianti, l’affidabilità dei sistemi di controllo climatico e la fruizione da parte del pubblico. Sono stati inoltre aggiornati i percorsi di visita, le pannellistiche didattiche e i sistemi di monitoraggio ambientale, rafforzando il ruolo del Giardino come infrastruttura scientifica attiva e non come semplice spazio espositivo.

All’interno della serra sono coltivate oltre 1.300 specie vegetali, provenienti da differenti aree climatiche del pianeta. La disposizione delle piante segue un criterio fitogeografico, consentendo al visitatore di comprendere visivamente la distribuzione della biodiversità terrestre e le profonde differenze tra ecosistemi ricchi e fragili.

Architettura e sostenibilità ambientale

L’edificio, a bassissimo impatto ambientale, è costituito da una grande teca vetrata lunga circa 100 metri e alta 18 metri, progettata per ottimizzare l’apporto solare e ridurre i consumi energetici. La forma e l’organizzazione spaziale permettono di sfruttare al massimo l’irraggiamento naturale, riducendo il ricorso a fonti energetiche esterne.

Le acque meteoriche vengono raccolte in una vasca di accumulo da circa 450 m³; le cascate integrate nella facciata principale assicurano la movimentazione e l’ossigenazione della riserva idrica. A integrazione del sistema, l’acqua necessaria al funzionamento della serra viene prelevata da un pozzo artesiano profondo 284 metri, che fornisce acqua a temperatura costante (circa 24 °C), indispensabile per il mantenimento delle condizioni tropicali durante tutto l’anno e come riserva in periodi di siccità.

L’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici alimenta pompe, sensori e sistemi di regolazione, mentre una speciale pellicola fotocatalitica applicata alle superfici vetrate consente, grazie all’azione dei raggi UV, una riduzione dell’inquinamento atmosferico circostante (fino a circa 150 m³ d’aria trattata al giorno).

Un sistema completamente computerizzato controlla in tempo reale temperatura, umidità, ventilazione e irrigazione. Le grandi vetrate della facciata principale possono aprirsi e chiudersi automaticamente, adattandosi alle condizioni esterne per ottimizzare lo scambio termico e igrometrico.

Gli ambienti climatici

L’interno del Giardino della Biodiversità è suddiviso in quattro macro-ambienti, ciascuno rappresentativo di un grande sistema climatico terrestre.

Foresta tropicale pluviale

Ambiente caratterizzato da elevata umidità e temperature costanti. La temperatura media si attesta intorno ai 25 °C, con oscillazioni annuali contenute (2–4 °C). Le condizioni climatiche riproducono fedelmente quelle delle foreste equatoriali comprese tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, consentendo la coltivazione di specie tipiche delle foreste pluviali sudamericane, africane e asiatiche.

Foresta tropicale subumida e savana

In questo settore le precipitazioni sono sensibilmente inferiori rispetto alla fascia pluviale. La temperatura media è di circa 20 °C, con oscillazioni stagionali più marcate (fino a 10 °C). L’ambiente rappresenta le zone di transizione tra foresta tropicale e savana, ecosistemi particolarmente sensibili alle variazioni climatiche.

Clima temperato e mediterraneo

Quest’area ospita una biodiversità elevata, tipica dei climi temperati e, in particolare, del clima mediterraneo, che pur occupando meno del 2% della superficie terrestre, conserva circa il 20% della biodiversità mondiale. La serra permette di osservare specie provenienti da bacini biogeografici differenti, evidenziando analogie e differenze adattative.

Clima arido

La serra arida riproduce sia i climi aridi caldi (Africa settentrionale, Penisola Arabica) sia quelli aridi freddi (area del Mar Caspio, deserto del Gobi). Le “precipitazioni” simulate sono inferiori ai 250 mm annui. Le escursioni termiche sono estreme: temperature prossime agli 0 °C nelle ore notturne e fino a 40 °C durante il giorno, mettendo in evidenza le straordinarie strategie di adattamento della flora desertica.

Informazioni utili per la visita

  • Luogo: Orto Botanico di Padova, via Orto Botanico 15, Padova

  • Accesso: il Giardino della Biodiversità è incluso nel biglietto dell’Orto Botanico

  • Percorso: visita libera su passerelle sopraelevate e camminamenti interni

  • Durata consigliata: 45–60 minuti

  • Accessibilità: percorso interamente accessibile

  • Periodo di visita: aperto tutto l’anno; particolarmente interessante nei mesi invernali per il contrasto climatico tra interno ed esterno

  • Approfondimenti: pannelli didattici, installazioni multimediali e attività divulgative curate dall’Università di Padova

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

ORTO BOTANICO DI PADOVA

L’Orto Botanico di Padova, istituito nel 1545, rappresenta uno dei più antichi giardini scientifici del mondo e un vero laboratorio a cielo aperto per lo studio della botanica e dell’ecologia vegetale. Il sito si estende su una superficie di circa 22.000 m² nel cuore del centro storico, organizzato secondo precisi criteri sistematici, ecologici e geografici. Il nucleo originario, la “vasca centrale”, ospita un’impostazione geometrica rinascimentale utile allo studio e alla conservazione di specie medicinali, officinali e rare.

La collezione vegetale, ricca di oltre 6.000 specie, è suddivisa in sezioni tematiche che includono ambienti mediterranei, tropicali e alpini, serre con piante carnivore ed esotiche, raccolte storiche come il “Palmeto” e il “Giardino dei Semplici”. L’Orto si configura come una banca genetica vivente, fondamentale per la conservazione, la ricerca e la didattica botanica: tra le specie di particolare rilievo figurano il Citrus medica, la Magnolia grandiflora e la “Palma di Goethe” (Chamaerops humilis), vivente in loco da più di due secoli.

Da un punto di vista scientifico, l’Orto svolge attività di catalogazione, scambio internazionale di semi (Index Seminum), conservazione di fitogenotipi minacciati e monitoraggio della biodiversità vegetale. Gli ambienti creati – stagni, roccere, dune, giardini tematici – simulano ecosistemi naturali e consentono analisi di adattamento, fenologia e interazione ecologica tra le piante.

L’Orto Botanico di Padova si afferma dunque come istituzione dinamica, ponte tra tradizione storica e innovazione scientifica, consentendo sia la catalogazione e lo studio sistematico delle piante sia la sensibilizzazione pubblica su temi di sostenibilità, biologia ed etica ambientale.

GIARDINI VIVAI D'ITALIA

QUANDO FIORIRANNO LE ROSE DAVID AUSTIN'S ROSE GARDEN

Quando Fioriranno le Rose è un Roseto giardino sorge nella campagna ai piedi di Assisi e nasce grazie alla stretta collaborazione di Paola Bianchi con l’azienda inglese David Austin Roses.Ci occupiamo di vendita di rose inglesi, antiche e da collezione; progettazione di giardini, servizi post-vendita di manutenzione e allestimenti di matrimoni ed eventi con l’utilizzo anche di rose reciso. Dal 2010 ci impegniamo ad offrire ai nostri clienti un prodotto di alta qualità che sia modellato sulle loro esigenze. Scegliere una rosa non è mai stato così semplice: è possibile passeggiare all’interno del giardino espositivo nel quale è coltivata tutta la collezione che è in vendita insieme alle rose da collezione.

 

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ITINERARIO D'ARTE

DOLOMITI CONTEMPORANE

Dolomiti Contemporanee è nato nell’agosto 2011 poco dopo che le Dolomiti erano state riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO Da allora il progetto si è evoluto in un laboratorio di arte e cultura contemporanea che agisce come riconfiguratore spaziale e concettuale applicando uno sguardo critico e riattivatore al paesaggio montano Le Dolomiti non sono intese come un luogo atrofizzato dal turismo o come un contenitore di stereotipi alpini ma come uno spazio d’azione culturale vivo un grande cantiere di stimoli Il progetto si concentra sulla rigenerazione di luoghi disabitati o sottoutilizzati come l’ex Villaggio ENI di Borca di Cadore trasformandoli in centri di ricerca residenza e produzione artistica (luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it)

Nel 2025 Dolomiti Contemporanee ha proseguito il suo impegno con numerose iniziative. Detriti Frammenti Schegge Brecce una mostra inaugurata il 2 agosto 2025 a Casso che proseguirà fino al 31 dicembre 2025 esplorando le relazioni tra geologia memoria e pratiche artistiche (dolomiticontemporanee.net) Xilogenesi una mostra che si terrà dal 27 settembre 2025 al 6 gennaio 2026 all’Orto Botanico di Padova presentando opere di artisti come Alessia Armeni Giorgia Accorsi e Marco Gobbi (dolomiticontemporanee.net) Gemmazione Cristalli Sparsi l’Openstudio di Progettoborca tenutosi dal 25 al 27 ottobre 2024 ha visto la partecipazione di Fondazione Malutta e ha coinvolto la Colonia dell’ex Villaggio ENI e l’ex Stazione Ferroviaria di Borca creando un ponte tra il villaggio e la montagna (progettoborca.net) Stazionalini una serie di iniziative che a partire da ottobre 2024 hanno interessato l’ex Stazione Ferroviaria e la Bagagliera introducendo l’Openstudio 2024 di Progettoborca (fondazionemalutta.com) Space Days Vol 3 un progetto che ha unito arte paesaggio e scienza con esposizioni dal 5 luglio al 30 settembre 2024 a Campo Imperatore dal Gran Sasso alle Dolomiti (oa-abruzzo.inaf.it)

Queste iniziative confermano l’impegno di Dolomiti Contemporanee nel trasformare le Dolomiti in un laboratorio aperto in cui l’arte e la cultura contemporanea dialogano con il paesaggio la memoria e le comunità locali

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