Sulle tranquille alture di Bacoli, affacciate sul meraviglioso Golfo di Napoli, si cela una delle più affascinanti e meno conosciute meraviglie dell’antichità romana: la Piscina Mirabilis. Un tempo parte integrante del sofisticato sistema idrico romano, oggi rappresenta una meta imperdibile per chi ama la storia, l’archeologia e le atmosfere fuori dal tempo. La Piscina Mirabilis fu costruita in età augustea, probabilmente tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., con la funzione di grande cisterna d’acqua potabile. Alimentata dall’Aqua Augusta, uno degli acquedotti più lunghi dell’Impero Romano, riforniva la flotta romana ancorata nel vicino Portus Julius, il porto militare principale della Classis Misenensis. L’opera è interamente scavata nel tufo e misura circa 70 metri di lunghezza per 25 di larghezza, con un’altezza di 15 metri: un’immensa navata sotterranea, sorretta da 48 pilastri cruciformi, che crea un’atmosfera quasi mistica, ricordando una cattedrale sommersa. Nel corso dei secoli, la Piscina ha ispirato viaggiatori, scrittori e pittori, tanto da essere visitata nel Grand Tour da artisti europei in cerca del fascino dell’antico. Il suo aspetto misterioso, con la luce che filtra dall’alto creando giochi d’ombra tra le colonne, la rende oggi uno scenario molto amato anche da fotografi e registi. La Piscina Mirabilis si trova nel comune di Bacoli (NA), a circa 25 km da Napoli. È facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici (treno della linea Cumana fino a Fusaro, poi autobus locale o breve camminata).
Indirizzo: Via Piscina Mirabile, 27, 80070 Bacoli (NA)
Orari di apertura: la visita è consentita solo con prenotazione, sia per visite guidate che per ingressi autonomi. Generalmente è aperta dal giovedì alla domenica, con più turni di visita tra la mattina e il pomeriggio. Gli orari possono variare in base alla stagione, quindi è consigliato verificare in anticipo.
Biglietti e prenotazioni: il sito è gestito in collaborazione con enti locali e associazioni culturali. La prenotazione si effettua attraverso il sito ufficiale www.piscinamirabilisbacoli.it o tramite contatto diretto con associazioni come Cultura Flegrea e Locus Iste, che organizzano visite guidate. Il costo indicativo è di 5-7 euro a persona.
Contatti utili:
Email: info@piscinamirabilisbacoli.it
Tel: +39 329 202 9391 (per prenotazioni e informazioni)
Consigli per la visita: indossare scarpe comode, poiché il pavimento può essere scivoloso. Portare una giacca leggera anche in estate: l’interno è fresco e umido. Una torcia può essere utile per apprezzare meglio i dettagli architettonici, nonostante l’illuminazione artificiale presente.
La Piscina Mirabilis si trova nel cuore dei Campi Flegrei, una delle aree archeologiche più ricche d’Italia. A pochi chilometri si trovano il Parco Archeologico di Cuma, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, il Lago d’Averno e il Tempio di Serapide. Una visita alla Piscina può diventare il punto di partenza per un itinerario straordinario tra mito, natura e archeologia.
Attraverso gli studi della botanica A. Ciarallo, sui giardini dell’antica Pompei, sappiamo che il giardino romano, in origine, è prevalentemente uno spazio utilitario, denominato hortus, generalmente racchiuso e adiacente alla casa, dove le piante sono coltivate per il solo uso di cucina e, per estrarne olii e profumi per la cura del corpo. Anche lo studio della Jashemski, archeologa americana, sui giardini pompeiani è stato specifico per ogni giardino, al fine di comprendere il loro ruolo nella città e la determinazione della proprietà a cui era annesso. Tale studio ha richiesto l’esame di ogni edificio, di ogni pezzo di terreno aperto, in altre parole, dell’uso del suolo della città di Pompei.
Oggi ad oltre 50 anni della sua realizzazione cosa è rimasto di quello straordinario programma?
Nel VI secolo a.C. approdò sulla costa flegrea, dove oggi c’è la città di Pozzuoli, un gruppo di greci fuggiti dalla tirannia di Policrate. Avevano lasciato la propria patria, l’isola di Samo, diretti verso l’Italia meridionale, dove fondarono una città, Dicearchia, che significa “governo-giusto”.
Dopo 25 secoli – siamo all’inizio degli anni ’50 del ‘900 – altri uomini, provenienti da parti diverse d’Italia, sono arrivati nello stesso luogo con un nuovo compito: contribuire con i loro progetti non solo allo sviluppo del Sud d’Italia, ma anche, umanizzando i processi produttivi dell’era industriale, a dare forma concreta ad una nuova e più giusta relazione tra capitale e lavoro.
Tra questi uomini vanno ricordati tre personaggi che furono protagonisti di quegli anni e che del futuro avevano una grande visione: l’imprenditore Adriano Olivetti, l’architetto Luigi Cosenza e il paesaggista Pietro Porcinai. Lo stabilimento verrà collocato sulla via Domiziana a pochi chilometri da Napoli, lungo quel tratto eccezionale di linea di costa flegrea denominato Arco Felice, dove al magnifico paesaggio dominato dal mare si sovrappone la stratificazione storica sedimentata in millenni di storia.
Afferma Adriano Olivetti il 25 aprile 1955 nel discorso d’inaugurazione dello stabilimento: “La nostra società crede nei valori spirituali, nei valori della scienza, crede nei valori dell’arte, crede nei valori della cultura, crede, infine, che gli ideali di giustizia non possano essere estraniati dalle contese ancora ineliminate tra capitale e lavoro. Crede soprattutto nell’uomo, nella sua fiamma divina, nella sua possibilità di elevazione e di riscatto”.