Villa Revedin Bolasco è un compendio composto da villa e giardino storico, risalente a metà Ottocento e posto nel cuore di Castelfranco Veneto, a ridosso di Borgo Treviso. Il complesso è stato donato da Renata Mazza vedova Bolasco, ultima proprietaria, all’Università di Padova, che nel 2015 ha completato il restauro del giardino e di parte della Villa. Risalente agli anni tra il 1852 e il 1865, Villa Revedin Bolasco nacque per volere del conte Francesco Revedin, che affidò il progetto della villa e del giardino romantico all’architetto Giambattista Meduna. Per primo Meduna ne definì l’impianto, riorganizzando l’area in cui in precedenza sorgevano il complesso architettonico seicentesco “Il Paradiso” di proprietà dei Corner e un giardino all’italiana, entrambi demoliti tra il 1803 e il 1808. Con il contributo di Marc Guignon e Francesco Bagnara fu progettato il giardino, secondo la moda dei landscape gardens inglesi. Il giardino storico di Villa Revedin Bolasco conserva oggi il proprio disegno ottocentesco e conta più di otto ettari tra verde e acque. Popolato da più di mille alberi e da una ricca fauna, ospita al suo interno un’ampia area composta da un lago e due isole, alimentata dalle acque del torrente Avenale. Parte del giardino sono inoltre la cavallerizza, ideata da Guignon con il reimpiego di alcune sculture del precedente giardino all’italiana attribuite a Orazio Marinali, una serra semicircolare di stile moresco, due torri colombare e la cavana per il ricovero delle barche.
L’architettura
Eretta fra il 1852 e il 1865 per volontà del conte Francesco Revedin, che ne affidò la progettazione all’ingegno del celebre architetto veneziano Giambattista Meduna. Scuderie. Una raffinata ed eloquente manifestazione della grande passione per i cavalli nutrita dal conte Revedin, percepibile nell’architettura e nella scelta di materiali coerenti con il gusto liberty dell’epoca, come ghisa e ferro. Cavallerizza. Arena destinata a galoppatoio dei cavalli del conte Revedin, coronata da 52 statue, di cui 44 a opera del Marinali, e introdotta da due statue equestri poste al di sopra di alti basamenti. Torre colombara est. Edificio risalente alla seconda metà del Seicento che costituisce una delle testimonianze del grande giardino barocco realizzato tra il 1660 e il 1697. Cavana. Ricovero delle barche con cui i conti erano soliti visitare il proprio lago, dotato di murature esterne con intonaci variamente colorati a fasce. Serra ispano-moresca. Struttura ottocentesca emiciclica che per forma e orientamento rappresentava lo spazio ideale in cui ospitare e conservare diverse specie di piante durante il periodo invernale.