Pier Niccolò Berardi | Giardini Fiesolani VILLA DI MONTECECERI © ALESSIO GUARINO

I GIARDINI FIESOLANI

VILLA DI MONTECECERI | CASA PIER NICCOLÒ BERARDI

Sulla via che dalla Piazza Mino sale verso il parco di Montececeri, si apre un antico cancello da cui il viale dei platani, ritmato da una serie di rododendri in conca, conduce alla villa costruita nel primo Ottocento, alla cappella e ad alcuni annessi adiacenti che risalgono al secolo XIV. Attorno all’abitazione un gruppo di imponenti cedri del Libano con tassi e cedri deodora creano un giardino ombroso da cui il lungo pergolato di glicini conduce verso meridione, fino alle pendici del bosco, da dove è possibile godere di un panorama sulla città di Firenze di inusuale bellezza. Nella zona pianeggiante i campi coltivati con i muri a secco, i sentieri bordati di giaggioli, roselline cinesi e rose muschiate si fondono in serena armonia con l’intervento del raffinato architetto Pier Niccolò Berardi che, negli anni ’50, progettò il giardino all’inglese e la piscina scolpita nella viva roccia.

La caratteristica unica della proprietà è quella di essere un fondo chiuso, circondato da un ampio muro di cinta, di circa 16 ettari, in cui al bosco e al giardino si alternano oliveti e vigneti che danno luogo ad una piccola azienda agricola che produce olio d’oliva e vino. Documenti di recente ritrovamento hanno rilevato che Leonardo da Vinci possedeva un oliveto all’interno della proprietà e da qui probabilmente ebbero origine i suoi esperimenti di volo. Nella parte alta del podere si sviluppa il vasto bosco di querce, lecci, pini e cipressi in cui convivono in armonia con l’ambiente istrici, tartarughe, tassi, ricci e scoiattoli. Annosi corbezzoli, mirti e viburni oltre a ginestre, orchidee selvatiche, ciclamini e anemoni formano il sottobosco che si estende il paesaggio circostante fino alla vetta del Montececeri.

Ines Romitti

LE GRANDI MANIFESTAZIONI IN TOSCANA

ESTATE FIESOLANA edizione 2023 in scena al Teatro Romano di Fiesole propone ogni sera un evento diverso, da giugno a settembre. Un cartellone che comprende diversi aspetti della proposta artistica italiana ed internazionale con molti personaggi dello spettacolo dal vivo. Già annunciati i primi nomi con la musica d ‘autore come Stefano Bollani e Makaya McCraven, veri alchimisti del jazz, Alice con il suo tributo a Franco
Battiato, il sound raffinatissimo dei BowLand e Irene Grandi in versione blues. Per la scena musicale internazionale salirà sul palco fiesolano Suzanne Vega, riconosciuta come una delle principali cantautrici della sua generazione, accompagnata alla chitarra di Jerry Leonard, a lungo collaboratore anche di David Bowie. A settembre arriva Roberto Cacciapaglia ed i Pink Floyd Legend con Atom Heart Mother Mercoledì 21 giugno il Teatro Romano, come tradizione, ospiterà la giornata dedicata alla Festa della Musica, uno dei più importanti eventi a valore culturale che celebra il solstizio d’estate in più di 120 nazioni in tutto il mondo. La serata a cura della Scuola di Musica di Fiesole è ad ingresso libero su prenotazione.

ITINERARI STORICI | FIESOLE

TEATRO ROMANO

Gli scavi nell’area archeologica di Fiesole comprendono un teatro romano, le terme, un tempio etrusco-romano e un museo archeologico. Si trovano tra via Duprè, via delle Mura Etrusche e via Marini. Contiene reperti dal III secolo a.C. al II secolo d.C.. Nel 1809, il barone prussiano Friedman Schellersheim fu il primo a far eseguire degli scavi in un podere, detto Buche delle Fate, dove trovò ruderi di epoca romana. Egli fece ricerche fino al 1814, poi i lavori furono sospesi e ripresi successivamente nel 1870.

Il Comune nel 1873 acquistò il terreno dove gli scavi continuavano e nel 1878 venne istituito nel palazzo Pretorio un primo museo col materiale venuto alla luce. Il direttore degli scavi nominato dal comune fu il professor Demostene Macciò, che sostenne l’incarico fino al 1910. Nella spianata degli scavi si trovava l’antico foro di Faesulae, nella convalle tra i colli di San Francesco e di Sant’Apollinare.

Harvard University

VILLA I TATTI

In antichità la costruzione fu posseduta dagli Zati, che la vendettero nel 1563 a Giulio d’Alessandro del Caccia dai cui figli, nel 1603, l’acquistò Porzia di Tommaso de’ Bardi vedova di Niccolò di Francesco degli Alessandri. Restò agli Alessandri fino al 1854, quando il conte Carlo di Gaetano la vendette a John Temple-Leader, che la inglobò nei suoi vasti possedimenti sulle colline di Maiano e di Vincigliata. Alla sua morte fu ereditata da Lord Westbury. Nel 1907 Bernard Berenson (1865-1959) e la moglie Mary Pearsol Smith, che abitano la villa già dal 1900, decidono di acquistare la proprietà.

Al momento dell’acquisto la villa lascia molto a desiderare, il giardino si limita a gruppi sparsi di vecchi cipressi e ad una limonaia. Berenson in quel periodo comincia però a ricevere una retribuzione regolare dal grande mercante americano Joseph Duveen e pertanto può acquistare anche il terreno circostante. Questa e il giardino sono trasformati a partire dal 1909 da Cecil Pinsent e Geoffrey Scott, che furono introdotti dagli stessi Berenson nella ricca comunità angloamericana, all’epoca molto numerosa sui colli fiorentini.

I GIARDINI STORICI DI FIRENZE

GIARDINO DI VILLA BARDINI

Il giardino Bardini è un giardino storico di Firenze, in zona Oltrarno. Si estende su un’ampia zona collinare dalle pendici di piazzale Michelangelo fino all’Arno, tra piazza dei Mozzi, via de’ Bardi, costa Scarpuccia, costa San Giorgio e la via di Belvedere (con due accessi), per una superficie totale di circa 4 ettari. Nel 2013 il circuito museale del Giardino di Boboli, che comprende anche il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume, il Museo delle porcellane e il Giardino Bardini, è stato il sesto sito italiano statale più visitato, con 710.523 visitatori e un introito lordo totale di 2.722.872 Euro. Nel 2016 il circuito museale ha fatto registrare 881.463 visitatori. La cosiddetta collina di Montecuccoli, dove si estende il parco attuale, appartenne sin dal medioevo alla famiglia dei Mozzi e confinava con il loro palazzo. Già nel 1259 è citato un orto murato adiacente alla parte posteriore del palazzo (ancora lontano dall’idea di giardino che si sviluppò nel Rinascimento), mentre la zona più alta del parco era destinata all’agricoltura, con vigne e altre coltivazioni su alcuni elementari terrazzamenti.

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