THE THOUSAND GARDENS OF KYOTO ARASHIYAMA BAMBOO GROVE © ALESSIO GUARINO
THE THOUSAND GARDENS OF KYOTO

ARASHIYAMA BAMBOO GROVE KYOTO

Situato nella storica città di Kyoto, il Arashiyama Bamboo Grove è un rifugio senza tempo che affascina i visitatori con la sua bellezza naturale e l’atmosfera profondamente tranquilla. Ai piedi delle colline di Arashiyama, questo luogo incantevole è celebre per le sue altissime canne di bambù, che creano un ambiente suggestivo, quasi irreale.

Passeggiare lungo i sentieri del bosco di bambù è un’esperienza unica. I visitatori sono avvolti dalla maestosità dei fusti che si slanciano verso il cielo, filtrando delicatamente la luce del sole e proiettando ombre danzanti sul terreno. Il suono morbido delle foglie di bambù mosse dal vento aggiunge un fascino ipnotico a questo paesaggio sospeso nel tempo.

I percorsi sinuosi offrono prospettive sempre nuove sulla natura circostante. I sentieri, curati e facilmente percorribili, permettono di immergersi completamente in un’atmosfera contemplativa che invita al silenzio e alla lentezza — un contrasto armonioso con il ritmo vivace della città.

Oltre alla sua bellezza paesaggistica, il bosco possiede un forte valore culturale e spirituale. Nella tradizione giapponese il bambù simboleggia forza, resilienza e crescita: si piega ma non si spezza. Per questo motivo molti visitatori vivono la passeggiata come un momento di riflessione personale e connessione interiore.

L’area di Arashiyama divenne una meta di villeggiatura già durante il periodo Heian (794–1185), quando l’aristocrazia imperiale si ritirava qui per ammirare i colori stagionali e comporre poesia. Poco distante si trova il tempio zen Tenryu-ji, fondato nel 1339 e oggi Patrimonio UNESCO, il cui giardino paesaggistico dialoga armoniosamente con la foresta di bambù circostante.

Informazioni utili per i visitatori

  • Momento migliore per la visita: mattina presto o tardo pomeriggio, quando la luce è più suggestiva e l’affluenza minore.

  • Stagioni consigliate: primavera per i ciliegi nelle vicinanze, autunno per il foliage spettacolare sulle colline.

  • Come arrivare: l’area è facilmente raggiungibile dal centro di Kyoto in treno o autobus; la zona si esplora comodamente a piedi.

  • Cosa vedere nei dintorni: il pittoresco ponte Togetsukyo sul fiume Katsura River, templi storici e percorsi panoramici sulle colline.

  • Consiglio pratico: mantenere un comportamento rispettoso e silenzioso — per molti il luogo ha un significato spirituale.

Più che una semplice attrazione turistica, questo luogo è uno spazio che invita alla contemplazione e al contatto autentico con la natura. Qui si rallenta, si respira profondamente e si riscopre la bellezza essenziale del paesaggio giapponese.

I GIARDINI DI KYOTO

TENRYŪ-JI GARDEN

 

Il Tenryū-ji  più formalmente conosciuto come Tenryū Shiseizen-ji, è il tempio principale del ramo Tenryū del Buddismo Zen Rinzai, ubicato a Susukinobaba-chō, Ukyō-ku, Kyoto, Giappone. Il tempio fu fondato da Ashikaga Takauji nel 1339, con lo scopo primario di venerare il Gautama Buddha, e il suo primo capo sacerdote fu Musō Soseki. La costruzione fu completata nel 1345. Essendo un tempio collegato sia alla famiglia Ashikaga sia all’imperatore Go-Daigo, è tenuto in grande considerazione, ed è classificato al primo posto tra i cosiddetti “Cinque Monti” di Kyoto. Nel 1994, fu registrato tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO come parte dei monumenti storici dell’antica Kyoto. Nel IX secolo, durante il primo periodo Heian, l’imperatrice Tachibana no Kachiko (786-850), moglie dell’imperatore Saga, fondò il tempio Danrin-ji, primo tempio Zen del Giappone, sull’attuale sito di Tenryū-ji.

Nei successivi quattrocento anni il tempio cadde in rovina, e a metà del XIII secolo l’area venne successivamente trasformata in villa imperiale dall’imperatore Go-Saga (1220-1272) e dal figlio Kameyama (1249-1305), che vi risiedettero. Questo palazzo indipendente venne chiamato Palazzo distaccato Kameyama (Kameyama-dono?). “Kameyama”, che letteralmente significa “tartaruga di montagna” fu scelto per la forma del monte Ogura, che si trova a est del Tenryū-ji e si dice assomigli alla forma di un guscio di tartaruga. Tutti i templi giapponesi costruiti dopo il periodo Nara hanno un sangō, un nome di montagna usato come un suffisso onorario. Il sangō del Tenryū-ji, Reigizan  lett. “montagna dello spirito tartaruga”, fu scelto anche per la forma del monte Ogura.

Testo di Pietro Porcinai e Attilio Mordini

Giardini d'occidente e d'oriente

Secondo il mito la storia del Giappone ebbe inizio quando il ponte che univa il Cielo alla Terra fu distrutto e Gimmu Tennò divenne il primo degli imperatori terreni, dopo che per tanto tempo le divinità stesse del Cielo avevano governato, non senza guerra, il paese. Dovette da allora rimanere agli uomini un’insopprimibile nostalgia di quell’aereo ponte che era via al cielo, di quel cielo diventato isola inaccessibile. Forse l’anima del Giappone si chiuse in se stessa come il Giappone entro il suo mare, per essere poi capace di ritrovare nella vita della natura la presenza del paradiso. E da quella mitica nostalgia nacquero i giardini. Quando nel VI secolo d.C. il Buddhismo Zen, importato dalla Cina, si diffonde, non senza ostacoli, nel clima fortemente poetico dello Shintoismo, abbiamo già in atto gli elementi religiosi e psicologici essenziali alla fioritura dei giardini.

La religione shintoista, considerata la religione originaria e nazionale del Giappone, insegna a guardare alla natura come veicolo o espressione della divinità o, meglio, delle diverse divinità, siano esse quelle dei monti, delle sorgenti o quelle del vento o del fuoco. Lo Zen era, più che una teoria, un metodo di vita, era meditazione ed esercizio insieme, era il vivere la vita del Tutto entro e al di sopra della propria personalità che in Giappone si traduce e si realizza in termini quasi guerreschi di lotta, di eroico controllo, di rinuncia.

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