ITINERARI STORICI | PESCIA | TOSCANA MUSEO DELLA CARTA © ALESSIO GUARINO

ITINERARI STORICI DELLA TOSCANA

MUSEO DELLA CARTA PESCIA

Il Museo della Carta di Pescia si trova nel fondovalle del fiume Pescia, ai piedi del piccolo borgo di Pietrabuona, a circa tre chilometri da Pescia. È l’unico museo in Toscana che documenta, protegge e tramanda l’arte della carta a mano. Fondato nel 1996 da enti pubblici, privati ed aziende riuniti nell’Associazione Museo della Carta di Pescia Onlus, ha la propria sede operativa nella settecentesca Cartiera Le Carte, acquistata nel 2003 dall’Associazione stessa. Nell’anno 2021 il museo è stato riconosciuto Museo di rilevanza regionale dalla Regione Toscana ed inserito nel Sistema museale nazionale.

Il museo conserva circa 7.000 pezzi fra forme filigranate da carta, cere da filigrana, punzoni, teli metallici e timbri e 600 metri lineari di documenti relativi alle Antiche cartiere Magnani di Pescia che costituiscono l’Archivio storico Magnani. Fa parte di La Via della Carta in Toscana, un progetto di sistema diffuso di archeologia industriale cartaria distribuito nelle province di Lucca e Pistoia, portato avanti in collaborazione con il Distretto cartario di Lucca. Il primo, secondo e terzo piano attualmente (novembre 2021) sono in fase di restauro e verranno aperti al pubblico a lavori ultimati.

Al piano terra si trova un ampio locale con volte a crociera dove un tempo erano allocate le fasi della lavorazione che sfruttavano l’energia idraulica. Nella prima sala multimediale una postazione touch screen ed una ricostruzione tridimensionale in scala dell’edificio, permettono di visitare l’intera cartiera; alcuni video mostrano tutte le fasi di lavorazione legate alla creazione della carta a mano: dall’arrivo delle balle di stracci alle risme di carta; una voce narrante accompagna le immagini con brani tratti dal libro di Carlo Magnani, Ricordanze di un cartaio. Una seconda postazione touch screen consente di scoprire le collezioni del museo.

Il percorso continua nella restaurata Sala dei Tini, dove è possibile assistere alla creazione di carta fatta a mano da parte dei mastri cartai dell’impresa Carlo Magnani Pescia; si procede quindi nella Sala delle Pile a maglio; infine si può visitare la Sala delle Filigrane dell’Archivio storico Magnani dove sono esposte una selezione di forme da carta filigranate. Qui troviamo la Bottega, luogo nel quale la carta veniva fatta riposare e dove venivano svolte tutte le opere di allestimento: dalla scelta, alla realizzazione delle risme, alla piegatura delle buste. Questa parte dell’edificio era riservata agli appartamenti degli operai che lavoravano e vivevano all’interno della cartiera. Una volta recuperati, gli spazi ospiteranno il deposito visitabile delle collezioni permanenti. Questa parte dell’edificio, provvisto di caratteristici “finestroni” dotati di chiusure regolabili, è denominata spanditoio; veniva usata per asciugare i fogli di carta realizzati. Lo spanditoio accoglierà una sala conferenze, una sala didattica e spazi per mostre temporanee. L’antico opificio da carta, denominato Le Carte, è uno dei monumenti più rilevanti di archeologia industriale presenti sul territorio. È rappresentativo del tipico modello di sviluppo della manifattura cartaria genovese–toscana nei secoli del medioevo e dell’intera età moderna, sia per quanto riguarda la collocazione, quasi al centro del “distretto cartario” del torrente Pescia, sia per i canoni architettonici, sia per le antiche attrezzature che ancora conserva.

Costruito nel 1712, fu ampliato nel 1725 dalla famiglia Ansaldi che poi nel 1825 lo cedette ad Agostino Calamari. Nel 1860 fu poi acquistato dalla famiglia Magnani ed ha continuato a produrre carta fatta a mano fino al 1992 per clienti quali le Ferrovie dello Stato, Alfa Romeo, Walt Disney, Visa, Armani, Banca d’Italia, Montecatini Edison, Italgas, Motta, Ilva, Pignone, Pirelli, Finsider, ENI, AGIP, Esso. Nel 1995 l’edificio è stato sottoposto a vincolo della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici. Dopo l’acquisizione dell’edificio, l’Associazione Museo della Carta di Pescia Onlus ha avviato un progetto di ristrutturazione degli spazi per salvaguardarne gli aspetti storici e per consentire la funzionalità del museo. I lavori prevedono la suddivisione della cartiera in tre aree:

  • l’ala ovest, il cui restauro è già terminato, ospita l’Archivio storico Magnani;
  • l’ala centrale ospiterà il museo con tutti i macchinari impiegati nella lavorazione e nella produzione della carta ed i circa 7000 pezzi che compongono le collezioni;
  • l’ala est accoglierà l’ingresso del museo, la biglietteria, il negozio e gli uffici.

L’archivio è stato collocato nel 2016 nella prima ala restaurata dell’edificio. Ospita i documenti storici dell’impresa Magnani tra il XVIII secolo ed i primi anni del XXI; tra di essi i documenti del personale, i registri aziendali, gli scritti e le carte di Carlo Magnani. Attraverso questa documentazione è stato possibile ricostruire l’attività storica della cartiera ed i legami imprenditoriali dell’impresa Magnani con altre industrie in Italia e all’estero. L’archivio è al momento (2021) in fase di ordinamento. Nel 2018 il Museo ha dato vita all’Impresa sociale Magnani Pescia srl che, dopo un passaggio intergenerazionale di competenze, ha ripreso la fabbricazione di carta rigorosamente fatta a mano filigranata a marchio Enrico Magnani Pescia.

Itinerari Arte & Natura| Trentino Aldo Adige

ARTE SELLA

Arte Sella è una rassegna di arte contemporanea nella natura, che si svolge in val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana. Arte Sella è una manifestazione internazionale di arte contemporanea nata nel 1986, che si svolge all’aperto nei prati e nei boschi della Val di Sella (comune di Borgo Valsugana, provincia di Trento). 

Ha avuto inizio nel 1986 ad opera di Enrico Ferrari, Emanuele Montibeller e Carlotta Strobele ed è gestita dall’omonima associazione, presieduta da Enrico Ferrari fino al 2000, poi da Laura Tomaselli, e dal marzo 2012 da Giacomo Bianchi. Nel primo periodo (1986-1996) la manifestazione era biennale e si svolgeva presso “Casa Strobele” ed il suo parco. A partire dal 1996 si è sviluppata lungo un percorso sul Monte Armentera, sempre nella Val di Sella, chiamato artenatura. Lungo un sentiero di circa 3 km sono collocate circa 25 opere.

ITINERARIO DI ARCHITETTURA

VILLAGGIO TURISTICO ENI

Enrico Mattei decise nei primi anni 50 del secolo scorso di costruire una struttura turistica per i dipendenti di Eni e le loro famiglie; dietro al progetto era inclusa sia la visione di Mattei in cui le strategie imprenditoriali erano unite ad un compito sociale, in cui l’azienda stessa si occupava del benessere personale dei dipendenti in un’ottica di superamento delle divisioni tra le classi sociali. Oltre a ciò in Mattei era presente e forte una innovativa concezione di un rinnovato impianto di urbanistica sociale. Per tutte queste ragioni il progetto venne affidato a Edoardo Gellner, che si era da poco occupato del Piano Paesaggistico di Cortina d’Ampezzo (oltre che della realizzazione del Motel Agip in occasioni delle Olimpiadi Invernali del 1956) e che scelse l’area alle pendici del Monte Antelao.

Il villaggio Eni di Borca di Cadore è di un villaggio turistico, composto da un albergo, una chiesa moderna di notevole pregio architettonico, e da 250 villette, sparse nel bosco e quasi invisibili al turista; il centro è posto sulla riva sinistra del Boite alle pendici dell’Antelao, appena sopra Cancia. Il villaggio nasce da un progetto di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI, e fu realizzato tra il 1954 e il 1963 come un villaggio vacanze e colonia estiva per i dipendenti della società. Il nome ricorda Cortemaggiore, la località del Piacentino dove fu scoperto un giacimento di petrolio che ebbe un grande impatto mediatico. Nel 2001 Gualtiero Cualbu, titolare di un’agenzia immobiliare di Cagliari, lo rilevò, incaricando del lavoro lo stesso architetto che all’epoca aveva progettato il complesso, il novantaduenne Edoardo Gellner. Già a suo tempo Gellner aveva criticato l’abusivismo edilizio che dilagava deturpando il paesaggio alpino, ideando così un insediamento che “sparisse alla vista”: infatti, una volta cresciuti gli alberi che vi aveva fatto piantare, il villaggio appare letteralmente nascosto dal bosco. Inoltre gli alberi aiutano anche a stabilizzare il declivio su cui sorge il centro e a formare l’habitat per diverse specie. Di notevole importanza architettonica la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, costruita per la popolazione del villaggio.

ITINERARI DI ARCHITETTURA | PIEMONTE

ARCHITETTURE OLIVETTIANE

La storia dell’impresa Olivetti è la storia della produzione di un’idea organica, declinata quasi in ogni campo del sapere e dell’agire umano. Oggi di tutto quello che è stato resta ancora tangibile il suo essersi concretizzata in manufatti architettonici e raccontare forma e funzione di alcuni tra i più rappresentativi è un modo per rievocare il significato di questa idea. 1941: inaugurazione dell’Asilo nido Olivetti. Gli architetti Luigi Figini e Gino Pollini applicano alla lettera l’autarchia nella forma di citazione elegante del genius loci di quella città costruita su colli che è Ivrea. Si fanno beffe della retorica dell’architettura littoria disegnando spazi funzionali, articolati in blocchi parallelepipedi, razionalisti, che hanno una pelle in pietra locale. Il giardino che asseconda le curve di livello delle rocce dioritiche, un pergolato i cui pilastri sono tagliati nella foggia dei pali in pietra che reggevano le viti, un tempo abbondanti in quelle terre e la vasca d’acqua, che non c’è più, in cui generazioni di bambini si sono divertiti sotto l’occhio attento delle educatrici. E poi gli interni, con una distribuzione calibrata sulle diverse attività che diventerà un modello e, disegnati appositamente, i giocattoli di legno come l’elefante-scivolo e le grandi ceste con le ruote per trasportare i piccoli ospiti.

GIARDINI VIVAI D'ITALIA

IL LAVANDETO DI ASSISI

Il Lavandeto Di Assisi è un vivaio specializzato in piante insolite, vendita piante perenni vivaci, vendita piante di lavanda di molti tipi, vendita salvie ornamentali, vendita graminacee ornamentali, vendita ninfee e piante acquatiche. Produce ormai da 15 anni molte varietà di piante da giardino rustiche e a bassa manutenzione: piante resistenti al caldo, alla siccità al gelo e con lunghissime fioriture. Realizza progetti giardini online. Il Lavandeto di Assisi inoltre ha realizzato dei giardini naturali visitabili su appuntamento, che permettono agli appassionati di giardinaggio di vedere le piante nel proprio sviluppo. Il giardino naturale è un itinerario turistico e per scuole, privati e agenzie di viaggio che desiderano visitare l’ Umbria e Assisi. Presso i campi di lavanda ai piedi di Assisi viene organizzata ogni anno per quattro fine settimana dal 2008 la Festa della Lavanda. Il giardino del Lavandeto è una location ideale, un area eventi per organizzare compleanni all’ aperto, feste ed eventi. Vendita piante da giardino, vendita piante online e in vivaio.

 

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