PONTASSIEVE

ITINERARI NATURALISTICI | WINE TOUR

Pontassieve rappresenta un luogo di pregio nella campagna intorno di Firenze, un territorio circondato da fiumi che scendono a valle dai crinali, addolcito dai contorni sinuosi delle colline testimoni di vita con indelebili segni dell’uomo e della tradizione: pievi, castelli, antiche dimore creano un museo a cielo aperto diffuso sul territorio. Pontassieve e i suoi luoghi, territorio e cultura che si mescolano in un unico abbraccio: tra vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori. Il territorio di Pontassieve, per l’attrattiva del suo territorio e per la sua posizione ideale per visitare la città di Firenze, presenta un’ampia offerta di strutture ricettive dove pernottare o dove poter gustare i piatti tipici della cucina fiorentina. Insieme agli alberghi presenti nel capoluogo, si può soggiornare sulle colline del territorio in uno dei numerosi agriturismi e bed and breakfast che durante tutto il periodo dell’anno offrono ospitalità.

I prodotti tipici per eccellenza di Pontassieve sono quelli agricoli. Pontassieve è prima di tutto terra di vigne. Sulle sue colline l’origine delle viticoltura è antichissimo e i vini della zona di Pontassieve erano molto rinomati già prima dell’epoca granducale. Il territorio di Pontassieve è prevalentemente zona di produzione di Chianti Rufina, la più piccola specificazione geografica del Chianti. Il grande sviluppo vinicolo di Pontassieve comincia agli inizi di questo secolo, ma è con la ristrutturazione delle cantine e la specializzazione degli impianti che si è ottenuto il miglioramento della produzione e, dopo l’entrata in vigore della DOCG, la diminuzione delle quantità prodotta in favore della qualità. Un viaggio virtuale tra i prodotti del territorio di Pontassieve non può non far menzione dell’olivo da cui si ottiene l’olio extravergine toscano a indicazione geografica protetta (IGP). Olio toscano dall’inizio alla fine, dalla singola oliva prodotta sulle dolci colline al risultato finale, l’estrazione in frantoio.

Ma anche altre attività legate alla terra si stanno ritagliando sempre più un ruolo importante che predilige la qualità alla quantità. È il caso di aziende che conducono allevamenti finalizzati alla produzione di carni bovina e suina, che lavorano in un giusto mix di tradizione e innovazione nel rispetto della cura degli animali e di tutte le fasi che portano ad un prodotto di qualità superiore. Frutta e ortaggi vedono produzioni mirate con aziende sempre più legate alla biodinamica che ha visto crescere la produzione di prodotti biologici. Tra i prodotti tipici lo zafferano sta riacquistando la dignità che già in età medievale lo faceva uno delle tipicità di spicco del territorio di Pontassieve. Oggi, la modesta quantità di prodotto, la raccolta e la separazione dei pistilli rigorosamente a mano e il limitato periodo di fioritura del croco ne fanno ancora una delle merci più preziose sul mercato. Mantenere memoria e conservare i sapori di una terra è un atto di straordinaria civiltà: questo è il trend che, ancor più oggi, molte aziende agricole portano avanti. A tutto questo si lega la crescita di aziende che investono anche nell’accoglienza, testimoniata dalla presenza di molti agriturismi che esprimono la vocazione turistica per questo territorio fatta di ospitalità e tradizione interpretata in maniera sempre più moderna.

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TENUTA BOSSI | MARCHESI GONDI

Le preesistenze dell’attuale villa risalgono al medioevo, e dipendevano originariamente dai Da Quona, vassalli dei conti Guidi, il cui castello fu distrutto nel 1143 dai Fiorentini. Nel Quattrocento dovette essere costruita una casa “da signore” al centro di ampi poderi, che nel catasto fiorentino del 1427 apparteneva a Bartolomeo di Andrea di Domenico «forzerinaio». Nel 1546 è ricordata in una divisione di beni tra due fratelli della famiglia Tolomei.

Nel 1587 vi risiedeva Costanza di Daniello degli Alberti, vedova Tolomei, e nel 1592, probabilmente alla sua morte, fu riscattata dai debitori di suo figlio, che la vendettero a Bartolomeo di Bernardo Gondi, la cui famiglia la possiede ininterrottamente fino ai giorni nostri. Nel documento di cessione la villa è ricordata con «prato, cappella e otto poderi annessi», e Bartolomeo vi aggiunse anche un podere limitrofo di sua proprietà dal 1516. Fin da allora fu stabilito un fidecommesso in favore dei discendenti maschi della famiglia, purché residenti a Firenze.

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