Tomitaro Makino (1862-1957) è noto come il “padre della botanica giapponese” per i suoi pionieristici studi sulla flora del Giappone. Nato nella prefettura di Kochi, fin da giovane si appassionò alla botanica, studiando le piante autoctone giapponesi e diventando un autodidatta in materia. Senza una formazione universitaria formale, divenne uno dei botanici più rispettati del paese, catalogando oltre 50.000 esemplari di piante e scoprendo più di 1.500 nuove specie. Nel corso della sua carriera, Makino pubblicò il celebre “Makino’s Illustrated Flora of Japan,” una dettagliata guida alle piante giapponesi con illustrazioni accurate. Questo lavoro divenne un punto di riferimento fondamentale per studiosi e appassionati e consolidò la sua fama a livello internazionale. Makino era noto anche per il suo approccio meticoloso e la sua dedizione alla precisione scientifica, che influenzò profondamente il campo della botanica in Giappone. La sua eredità è commemorata nel Makino Memorial Garden a Tokyo, che ospita una collezione di piante, mostre sul suo lavoro e una replica del suo studio.
By Yuriya Matsumoto
Il Tenryū-ji più formalmente conosciuto come Tenryū Shiseizen-ji, è il tempio principale del ramo Tenryū del Buddismo Zen Rinzai, ubicato a Susukinobaba-chō, Ukyō-ku, Kyoto, Giappone. Il tempio fu fondato da Ashikaga Takauji nel 1339, con lo scopo primario di venerare il Gautama Buddha, e il suo primo capo sacerdote fu Musō Soseki. La costruzione fu completata nel 1345. Essendo un tempio collegato sia alla famiglia Ashikaga sia all’imperatore Go-Daigo, è tenuto in grande considerazione, ed è classificato al primo posto tra i cosiddetti “Cinque Monti” di Kyoto. Nel 1994, fu registrato tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO come parte dei monumenti storici dell’antica Kyoto. Nel IX secolo, durante il primo periodo Heian, l’imperatrice Tachibana no Kachiko (786-850), moglie dell’imperatore Saga, fondò il tempio Danrin-ji, primo tempio Zen del Giappone, sull’attuale sito di Tenryū-ji.
Nei successivi quattrocento anni il tempio cadde in rovina, e a metà del XIII secolo l’area venne successivamente trasformata in villa imperiale dall’imperatore Go-Saga (1220-1272) e dal figlio Kameyama (1249-1305), che vi risiedettero. Questo palazzo indipendente venne chiamato Palazzo distaccato Kameyama (Kameyama-dono?). “Kameyama”, che letteralmente significa “tartaruga di montagna” fu scelto per la forma del monte Ogura, che si trova a est del Tenryū-ji e si dice assomigli alla forma di un guscio di tartaruga. Tutti i templi giapponesi costruiti dopo il periodo Nara hanno un sangō, un nome di montagna usato come un suffisso onorario. Il sangō del Tenryū-ji, Reigizan lett. “montagna dello spirito tartaruga”, fu scelto anche per la forma del monte Ogura.
Questo libro racconta la storia più lunga mai dedicata a un albero. L’ha scritta Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo. La profonda conoscenza scientifica, l’appassionata attenzione alle vicende evolutive testimoniate dai reperti fossili e dalla singolare biologia riproduttiva di Ginkgo biloba, hanno ispirato la realizzazione di quest’opera che si legge come un romanzo, dedicato alla biografia di una specie la cui conservazione è oggi affidata all’uomo.
Giardini e paesaggio, vol. 54
2020, cm 17 × 24, x-256 pp. con 24 tavv. f.t. a colori e 8 figg. n.t.
[isbn 978 88 222 6681 1] € 25,00