Un Paese come l’Italia dovrebbe custodire e valorizzare, mettere al centro dell’attenzione politica e del dibattito pubblico quel patrimonio di paesaggi costieri che costituisce una parte rilevante della identità italiana, della sua storia e memoria collettiva, oltre che una risorsa turistica importantissima. Purtroppo se si analizzano i processi avvenuti in questi anni ci si rende conto di come la realtà e i numeri siano assai preoccupanti. Legambiente ha studiato i 3.902 chilometri di coste della Penisola, da Ventimiglia a Trieste, con un’analisi delle trasformazioni edilizie avvenute e i risultati sono impressionanti: oltre 2.194 chilometri, ossia il 56,2% dei paesaggi costieri, sono stati trasformati dall’urbanizzazione. Il record negativo spetta a Calabria, Liguria, Lazio e Abruzzo dove si salva oramai solo un terzo dei paesaggi mentre tutto il resto è occupato da palazzi, ville, alberghi, porti.