La mangrovia è una formazione vegetale costituita principalmente da specie legnose litoranee, adattate a svilupparsi in ambienti tropicali e subtropicali caratterizzati da suoli periodicamenti sommersi da acque salmastre o marine, soprattutto nelle zone intertidali. Questo insieme fitocenotico, riconosciuto dal WWF come un bioma specifico, si distingue per una complessa zonazione ecologica lungo il gradiente mare-terra, tipicamente suddivisa in quattro fasce: la zona quasi perennemente sommersa; la fascia propriamente detta di mangrovia, dominata da Rhizophora spp.; la zona di arbusteti con immersioni sporadiche durante le maree più alte; e infine la zona di vegetazione alofita, raramente sommersa, con suoli a minore salinità. Le ultime due stazioni non sono sempre presenti o chiaramente definite. La caratteristica morfologica peculiare che identifica molte specie di mangrovia, in particolare Rhizophora, è la presenza di radici avventizie, dette prop roots, che conferiscono stabilità al fusto nelle condizioni fangose e anossiche dell’habitat.
“Normalmente, quando una persona invecchia, aumenta la sua base di valori, la sua saggezza, mentre per me è stato il contrario: invecchiando mi sono sentito sempre più come un vecchio contadino molto vicino alla terra. Di solito nel corso della vita si cammina verso la speranza, invece ho l’impressione di averla lasciata dietro di me; è un po’ come andare all’indietro. Fino a cinque anni fa pensavo che tutto quello che avevo sperimentato non sarebbe servito a nessuno. Poi vidi apparire degli articoli su riviste specializzate di agricoltura che studiavano il metodo naturale, ed erano scritti da scienziati che conoscevo.”
Masanobu Fukuoka (1913-2008) è stato un agronomo e filosofo giapponese, autore del celebre libro “La rivoluzione del filo di paglia”. È considerato uno dei fondatori dell’agricoltura naturale, un metodo che promuove il rispetto dei cicli naturali e la minima interferenza umana. Fukuoka ha dedicato la sua vita alla ricerca di pratiche agricole sostenibili, influenzando profondamente movimenti ecologisti e permaculturali in tutto il mondo.
Questa le principali pubblicazioni di Masanobu Fukuoka, delle opere hanno influenzato profondamente l’agricoltura sostenibile e il movimento della permacultura a livello internazionale.
La rivoluzione del filo di paglia (The One-Straw Revolution, 1975)
La fattoria biologica (The Natural Way of Farming, 1985)
La via naturale alla salute (The Road Back to Nature, 1987)
Sowing Seeds in the Desert (2012)
La fabbrica del tè si trova a Gorreana da cui prende il nome, nel comune di Ribeira Grande, sull’isola di São Miguel, nelle Azzorre. Alcuni studiosi sostengono che la Camellia sinensis, una pianta che è all’origine del tè verde e del tè nero, sia stata introdotta nelle Azzorre, vale a dire a São Miguel, nel 1750, trasportata da navi di ritorno dall’Oriente. È anche noto della sua coltivazione sull’isola di Terceira, da dove sarà stata emessa una partenza per Lisbona nel 1801.
Documentato, i semi di tè furono introdotti a São Miguel dalle mani del Miquelense Jacinto Leite, comandante della Guardia Reale di Giovanni VI del Portogallo, tornato dal Brasile intorno al 1820. Il clima mite dell’isola, con precipitazioni ben distribuite durante tutto l’anno, assenza di gelate e poco colpo di calore intenso si è rivelato ideale per la sua semina e sviluppo.
Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”.
Vi siete mai chiesti perché il profumo dei fiori d’arancio e il sapore delle scorze di limone vi facciano venire in mente un ricordo o il volto di una persona? Nella vita di ognuno gli agrumihanno impresso una traccia silenziosa ma indelebile: un gusto, un’esperienza tattile, una percezione affettiva. Potrete non accorgervene, ma in questi istanti si racchiude la memoria di una vita intera, poiché dietro un frutto si celano non solo pratiche e saperi tramandati da generazioni, ma anche il nostro passato. Questo è un viaggio fra gli agrumeti d’Italia, le loro storie e curiosità locali: una mappa per capire quanto la presenza degli agrumi sia multiforme e radicata nella nostra cultura, dalle grandi piantagioni ai vasi sulle nostre terrazze.
Giardini e paesaggio, 60
2025, cm 19 x 24, viii-332 pp. con 338 figg. n.t. Rilegato.
ISBN: 9788822269850
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La pianura bonificata circostante il lago di Massaciuccoli era in origine interamente coperta da zone palustri, formate dalle antiche foci del Serchio. I terreni palustri residui, localizzati a nord del lago, sono tuttora di ampiezza rilevante (quasi doppia rispetto alla superficie dello specchio d’acqua principale). Tutto il lago e parte della zona palustre sono inclusi nel Parco Naturale di Migliarino – San Rossore, che non è stato in grado di arrestare alcune forme di pesante degrado ambientale.
Il lago è provvisto di un emissario funzionale, il Canale Burlamacca che si getta entro il porto di Viareggio, e di un altro, il fosso della Bufalina, dal quale le acque vengono spinte al mare tramite un impianto idrovoro; gli immissari consistono nel modesto Rio di Quiesa, il canale Barra e soprattutto nei canali di drenaggio delle bonifiche retrostanti la sponda pisana, che apportano acque di cattiva qualità. Il bacino era conosciuto già in epoca romana, come si rileva dalla Tabula Peutingeriana, come lago delle Fosse Papiriane.