All’Orto di Villa Le Corti, Andrea Donnoli insieme a Clare Orchard e Mirco Braghiroli sperimenta l’elettrocoltura come pratica agricola applicata e percorso di ricerca sul campo

L'ELETTROCOLTURA A VILLA LE CORTI

Nel paesaggio agricolo contemporaneo, accanto alle pratiche biologiche e biodinamiche, si sta affermando un insieme di approcci che mettono al centro il rapporto tra energia, suolo e crescita vegetale. In questo contesto si colloca l’esperienza sviluppata presso Villa Le Corti, dove l’elettrocoltura viene applicata come metodo di coltivazione e ricerca. Al centro di questo percorso si trova Andrea Donnoli, fondatore dell’Accademia Energetica Vibrazionale e figura di riferimento per lo studio e la diffusione dell’agricoltura energetica in Italia. Il suo lavoro si concentra sul recupero e sull’interpretazione di pratiche storiche legate all’uso delle energie naturali in agricoltura, integrate con una visione contemporanea. Donnoli ha inoltre contribuito alla riscoperta di testi e brevetti sull’elettrocoltura, proponendo una sistematizzazione teorica e pratica attraverso corsi, pubblicazioni e attività formative.

A Villa Le Corti, il suo insegnamento viene applicato direttamente da Clare Orchard e Mirco Braghiroli, responsabili dell’orto della tenuta. Il loro lavoro rappresenta una traduzione operativa dei principi dell’agricoltura energetica: i due curano lo spazio produttivo sperimentando tecniche che mirano alla rigenerazione del suolo e all’equilibrio dell’ecosistema, sotto la guida e consulenza di Donnoli. L’elettrocoltura, pratica al centro di questa esperienza, si basa sull’idea che le piante possano essere influenzate da campi elettrici e magnetici naturali. L’obiettivo è stimolare i processi vitali senza ricorrere a fertilizzanti o trattamenti chimici, utilizzando dispositivi passivi capaci di intercettare e distribuire l’energia atmosferica e terrestre.

Nel caso specifico dell’orto di Villa Le Corti, il metodo si concretizza attraverso strutture come antenne atmosferiche, spirali metalliche, piramidi e sistemi di dinamizzazione dell’acqua. Questi elementi, realizzati con materiali conduttivi come rame o alluminio, funzionano senza alimentazione esterna e vengono progettati per amplificare le interazioni energetiche tra ambiente e colture. L’approccio adottato si inserisce in una visione più ampia che include riferimenti alla permacultura, all’agricoltura naturale e alla biodinamica. In questo quadro, l’orto non è solo uno spazio produttivo, ma un sistema complesso in cui suolo, piante e ambiente sono considerati parte di un equilibrio dinamico.

Oltre alla pratica agricola, il progetto ha anche una dimensione formativa. Presso la tenuta vengono organizzati corsi e incontri in cui Donnoli, Orchard e Braghiroli condividono metodologie, risultati e osservazioni maturate sul campo. Queste attività mirano a trasmettere competenze tecniche ma anche una diversa modalità di lettura del paesaggio e dei processi naturali. L’esperienza di Villa Le Corti rappresenta quindi un caso concreto di applicazione dell’elettrocoltura in un contesto agricolo reale. Pur collocandosi in un ambito ancora oggetto di dibattito scientifico, questo progetto testimonia l’interesse crescente verso pratiche che cercano di integrare produzione agricola e gestione energetica dell’ambiente, proponendo modelli alternativi di coltivazione basati sull’osservazione e sull’interazione con le forze naturali.

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