Giardini Storici

Torre a Cona

La torre medievale al centro della villa, che le dà il nome, è il nucleo più antico dell’edificio, risalente al medioevo. La villa, tra le più grandi del territorio fiorentino, sorse alla fine del Settecento per i Rinuccini, che la tennero fino al 1848 quando passò ai marchesi Trivulzio di Milano. Nel 1882 venne acquistata poi dal barone Padoa.

L’edificio di enormi dimensioni, posto in posizione rialzata rispetto al terreno circostante, è raccordato al viale d’ingresso mediante due terrazzamenti collegati da una scala a doppia rampa. La facciata è tripartita da paraste a tutta altezza, con la zona centrale doppia rispetto a quelle laterali, perfettamente quadrate.

Il parco, che si estende sul lato sinistro della villa mantenendo inalterato il suo aspetto originario, fu realizzato verso la fine del XVII secolo e i primi del XVIII secolo. Caratteristica del parco è la geometrica forma a losanga, dal cui centro si irradiano viali che vanno verso i vertici ed il centro dei lati. In questi punti sono collocate statue mitologiche e allegoriche realizzate in laterizio e muratura e ricoperte in stucco. Un’iscrizione su una di esse ricorda Giuseppe Cantini, cuoco che a tempo avanzato si dedicava alla scultura e all’architettura. Può darsi che egli intervenne anche nel disegno del progetto originario.

Due esemplari di cedro dell’Atlante fanno bella mostra di sé nello spazio di fronte alla villa; queste sono le due uniche essenze non autoctone presenti, infatti il parco è composto prevalentemente da imponenti cipressi, lecci e qualche esemplare di roverella.

Contatti:

Torre a Cona | Tuscany Wine Estate
Indirizzo: Via Torre a Cona, 49
Comune: 50067 Rignano sull’Arno, Florence
Tel: +39 055 699000

Sito web: www.torreacona.com

GIARDINI STORICI ITALIANI

VILLA GAMBERAIA

La villa appartenuta alle Monache benedettine di San Martino fin dal XIV secolo, passò, nel XV secolo ad Antonio e Bernardo Rossellino e successivamente, nel 1610, a Zanobi di Andrea Lapi. Nel 1718 venne acquistata dai Capponi. Sono i Capponi che definiscono la villa nelle sue forme attuali, come appare nelle incisioni del XVIII secolo. In questo periodo compare: il giardino tergale, concepito come un cortile decorato a motivi rustici e posto ad un livello superiore rispetto all’edificio, l’aranceta, dove sono custoditi vasi d’agrumi, la lecceta, statue in pietra raffiguranti animali.

Nel corso dell’Ottocento numerosi furono i proprietari che si susseguirono, molti dei quali appartenenti alla ricca nobiltà europea. Fra questi Jeanne Keshko, moglie del principe Eugenio Ghyka-Comanesti, che acquista la proprietà nel 1896 tenendola fino al 1925. Durante la seconda guerra mondiale, la villa e il giardino subirono danni ingenti, tanto che quest’ultimo non era più riconoscibile. Nel 1954, sulla base di vecchi documenti, il proprietario Marcello Marchi iniziò un lungo restauro durato sei anni, che riportò la villa al suo antico splendore, dal 1994, gli eredi Zalum ne proseguono l’opera.

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