PIETRO PORCINAI | FIRENZE TERRAZZA GONDI © ALESSIO GUARINO
I GIARDINI DI PIETRO PORCINAI

Terrazza Gondi | Giardino pensile | Firenze - 1978

Il giardino pensile è un altro tema ricorrente. Una quinta di piante sempreverdi, su tre lati, nasconde la vista dei tetti vicini, focalizzando l’attenzione sulla cupola del duomo di Brunelleschi. La panca in pietra serena subbiata, chiude l’aiuola pensile, sorretta dai muri perimetrali, per non gravare sul debole solaio. La finitura in ciottoli di pietra è perciò solo un paramento.

I GRANDI PAESAGGISTI DEL 900

Un’importante capacità di Pietro Porcinai era quella di individuare i reali problemi e comprendere le procedure idonee, precorrendo sempre i tempi grazie ad una pre-veggenza fondata su basi tecniche sperimentate. Oltre al suo precoce ed innato talento naturale e alla sua intelligenza professionale, Porcinai aveva inoltre maturato una specifica formazione all’estero, in notevole anticipo rispetto ad altri, senza dubbio rimanendo influenzato dalla cultura paesaggistica di quei paesi, in particolare Germania e Belgio, dove aveva fatto pratica di tecniche colturali presso alcuni vivai specializzati. In Italia il percorso della sua formazione si intrecciò con un periodo cruciale dell’arte dei giardini: infatti, proprio nel 1924 Luigi Dami pubblicò II giardino italiano, dimostrando il primato italiano nell’arte dei giardini.

La natura autoctona e caratteristica del giardino italiano, nel riappropriarsi del suo primato in un campo diventato oggetto di studi di stranieri, soprattutto anglosassoni, culminò nella famosa Mostra del Giardino Italiano del 19311 a Firenze, dove si tese alla valorizzazione di un grande passato, senza tuttavia tentare di aprire la strada alla ricerca di nuove forme moderne nell’arte dei giardini. Presidente della Commissione esecutiva’ della mostra fu Ugo Ojetti, sostenitore di un’architettura monumentale e in stile. Nell’ambito della manifestazione furono riproposti dieci modelli ideali di giardini, in una sorta di percorso storico dell’arte dei giardini italiani, concepiti come piccole creazioni scenografiche in cui era presente anche il giardino paesaggistico all’inglese, anche se giudicato estraneo alla tradizione classica nazionale.

VIAGGIARE IN TOSCANA TRA RESIDENZE D’EPOCA, CASTELLI E GIARDINI STORICI

ADSI TOSCANA

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, nasce a Roma il 4 marzo del 1977 sull’esempio di analoghe associazioni già operanti in altri Paesi europei. Questo importante sodalizio, che da oltre 40 anni si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, è sorto grazie all’impegno e alla passione di alcuni proprietari fedeli custodi di quello che si può senza alcun dubbio definire il più importante patrimonio storico-artistico mondiale. I fondatori di A.D.S.I. furono Gian Giacomo di Thiene, Niccolò Pasolini dall’Onda, Oretta Massimo Lancellotti, Aimone di Seyssel d’Aix, Ippolito Calvi di Bergolo, Augusta Desideria Pozzi Serafini, Rinaldo Chidichimo, Bona Midana Battaglia, Bonaldo Stringher e Bianca Leopardi. Il 22 aprile dello stesso anno si riunì a Palazzo Pasolini dall’Onda il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione che elesse all’unanimità Presidente Nazionale Gian Giacomo di Thiene, il quale mantenne questo importante incarico fino al 1986. Nello stesso giorno furono costituite le prime Sezioni regionali: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, che rappresentano una componente importante del nostro patrimonio culturale. Le dimore storiche sono beni culturali di rilevante interesse storico-artistico, “soggetti a vincolo”, e quindi tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione, e sono affidati alla responsabilità dei proprietari. Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Sono distribuiti in tutto il Paese e, per quasi l’80% per cento, situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa: per la sua storia, per il suo valore culturale e per lo stretto legame con il territorio di riferimento. Unici sono però anche i gravi problemi che la manutenzione di questi beni comporta, a cui devono far fronte quotidianamente i proprietari che ne sono custodi. Sono però beni che, se ben mantenuti e gestiti, possono dare un contributo importante alla vita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui sono inseriti. Per raggiungere questo risultato l’Associazione Dimore Storiche Italiane, con i suoi 4500 soci, è costantemente impegnata, insieme all’European Historic Houses Association (EHH), nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle dimore storiche.

The Certosa Monastery: A Spiritual and Architectural Masterpiece

CERTOSA DI FIRENZE

La Certosa di Firenze, conosciuta anche come Certosa del Galluzzo, è un importante complesso monastico situato sulle colline a sud della città, in una posizione panoramica che domina la valle dell’Arno. Fu fondata nel 1341 da Niccolò Acciaioli, potente uomo politico e mecenate fiorentino, con l’intento di creare un luogo di raccoglimento e preghiera per i monaci certosini, seguaci della regola di San Bruno, caratterizzata da silenzio, isolamento e meditazione. L’architettura della Certosa riflette la sobrietà e la spiritualità della vita certosina, con ampi spazi dedicati alla preghiera individuale, come le celle dei monaci, e zone comuni come il chiostro grande, il refettorio e la chiesa. Nei secoli, il complesso si arricchì di opere d’arte di grande pregio, tra cui affreschi, pale d’altare e arredi liturgici, opera di artisti come Pontormo e Bernardino Poccetti. La storia della Certosa è stata segnata da numerosi cambiamenti. Durante il periodo napoleonico, come molte istituzioni religiose, subì la soppressione e la dispersione di parte del patrimonio. Dopo la Restaurazione e soprattutto con l’Unità d’Italia, fu affidata a diverse congregazioni religiose. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, fu abitata da una comunità di monaci cistercensi, che ha mantenuto viva la tradizione spirituale del luogo. Oggi la Certosa di Firenze è non solo un centro religioso, ma anche un importante sito culturale e turistico. Il complesso è visitabile e offre ai visitatori l’opportunità di immergersi in un ambiente di grande bellezza, silenzio e contemplazione, testimone della profonda spiritualità che ha attraversato i secoli.

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