26may4:00 pm6:00 pmGIARDINO VILLA LA TORRACCIAVISITE AI GIARDINI DELLE VILLE FIESOLANE

Villa La Torraccia | Scuola di Musica di Fiesole

Giardini Fiesolani

Il giardino, posto a fianco della villa, è di tipo formale ed è costituito da quattro aiuole simmetriche perimetrale da un cordolo in pietra serena lavorata, con una siepe di bosso al cui interno si trovano rose ed elementi topiari, sempre di bosso. Al centro del giardino si trova una vasca circolare con piante di ninfea al suo interno. Una serra a gradoni è presente a fianco delle scale d’accesso del giardino, mentre sul lato sud è collocata una limonaia con intelaiatura di legno, all’interno della quale sono posti a dimora in piena terra esemplari di arancio amaro. Entrambe le serre sono oggetto di un intervento di restauro che ha come obiettivo non solo la conservazione di questi due manufatti, ma anche il loro riutilizzo. Il giardino confina con un altro piccolo spazio a prato ed aiuole geometriche al quale è possibile accedere da due cancelli di ferro. La separazione fra i due giardini è rappresentata da un muro con decorazioni in cotto e nicchie con statue in pietra, al quale è addossato un piccolo edificio destinato a magazzino. Ad ovest il giardino è aperto e si affaccia come un balcone sul paesaggio di Firenze, incorniciato da due colonne alla cui estremità sono presenti elementi decorativi in cotto. Per quanto riguarda la storia della villa questa appartenne per molto tempo ai Dazzi e nel 1532 passò in dote a Carlo di Niccolò Federighi. Otto anni dopo l’acquistarono Giovanni e Cristofano Alessandrini. Nel Seicento appartenne ai Bini, nel Settecento della Curia Arcivescovile e del conte Guido della Gherardesca ed all’inizio dell’Ottocento è dei Landor, che piantarono i cipressi e le querce che oggi in parte nascondono la villa alla vista. Nella seconda metà dell’Ottocento i Friske la rialzarono di un piano e ricostruirono al di sopra la colombaia. E possibile confrontare la villa attuale con quella precedente l’ampliamento del secolo passato attraverso una stampa pubblicata come frontespizio di una biografia del Landor pubblicata da John Forster nel 869 a Londra. Da questo importante documento si nota che i davanzali delle finestre del primo piano non erano stati ancora sostituiti dai terrazzini, manca il secondo piano e tutta la decorazione dell’alta colombaia si limitava a tre finestre che appaiono oggi allineate con la altre della sopredificazione. Nel 1845 fi visitata, prima delle modifiche, da Charles Dickens e da molti altri stranieri illustri.Attualmente la vila è sede della Scuola di Musica di Fiesole, diretta dal Maestro Piero Farulli.

Ines Romitti

Contatti:

Scuola di Musica di Fiesole
Villa La Torraccia
Indirizzo: Via delle Fontanelle, 24,
Comune: 50014 Fiesole FI
Sito web: www.scuolamusicafiesole.it/

FIESOLE

Fiesole è un immenso giardino con vista su Firenze e sulle colline d’intorno, un panorama che si disegna in un susseguirsi di linee ondulate protette dalla cornice dell’Appennino. Come tutti i giardini merita cura e attenzioni continue e minute e, in effetti, gli strumenti urbanistici degli ultimi quarant’anni, nei loro principi informativi e prescrittivi, hanno assunto la protezione di questa specifica particolarità del territorio, che si esplicita e si materializza in ogni frammento di paesaggio. Ogni elemento in un simile contesto diventa prezioso per la sua forma, le sue proporzioni, i suoi colori, la sua storia: pietre, vegetazione e manufatti diventano parti fondative di un tutto, di un in-sieme unitario e armonioso in cui gli interventi, anche minimi, se non sincronici, possono produrre gravi alterazioni nel paesaggio del Colle Lunato (esiste un nome più evocativo per un luogo?).

In simili contesti, soprattutto in relazione alle pressioni edilizie che inevitabil-mente vi sì scatenano, non è facile mantenere un equilibrio fra la conservazione dei luoghi e lo sviluppo delle attività. Per questo e per meglio comprendere la “misura” di Pietro Portinai è opportuna una breve puntualizzazione sugli strumenti urbanistici fiesolani. È verso la metà degli anni Settanta, che Fiesole si dota di un piano regolatore che ha come obiettivo prevalente la tutela del suo territorio, ma è nel 1983 che viene adottata la variante per le zone agricole, redatta da Gianfranco Di Pietro e Calogero Narese, e che l’amministrazione comunale assume la consapevolezza della unicità e della delicatezza del suo paesaggio.

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