Hill of Tara
Sulla collina dei Re, dove il vento racconta ancora le leggende d’Irlanda
Si arriva a Tara quasi senza accorgersene. Nella contea di Meath, una quarantina di chilometri a nord-ovest di Dublino, la strada R147 corre tra campi ordinati e siepi basse, poi un cartello invita a svoltare e a salire. Non c’è un cancello monumentale né una scenografia pensata per stupire. C’è una collina erbosa, e basta.
È proprio questa semplicità a rendere Tara speciale. Per oltre cinquemila anni questo luogo è stato usato come area di sepoltura e di assemblea, ed è diventato famoso come la sede leggendaria dell’incoronazione degli Alti Re d’Irlanda. Oggi i grandi palazzi di legno sono scomparsi e restano solo terrapieni, fossati e cerchi nell’erba. Ma basta salire in cima, lasciare che lo sguardo si allarghi sulla Boyne Valley, e si capisce perché qui qualcuno abbia deciso di fondare un regno. Il monumento più imponente è il Ráith na Rí, il Forte dei Re, costruito intorno al 100 a.C., con una circonferenza di circa mille metri. Visto dal basso sembra una semplice ondulazione del prato, ma camminarci sopra restituisce la scala dell’opera. Poco oltre si trova il Mound of the Hostages, il Tumulo degli Ostaggi, una tomba a corridoio neolitica, tra le più piccole visitabili in Irlanda. Più in là c’è la lunga depressione chiamata Banqueting Hall, la Sala dei Banchetti, nome che appartiene più alla tradizione che alla certezza archeologica. Sulla collina si trova anche la Lia Fáil, la Pietra del Destino, che secondo la leggenda gridava quando il vero re vi posava il piede. Sono visibili inoltre le lapidi che ricordano la battaglia di Tara del 1798. E la storia di san Patrizio, che accese il fuoco pasquale sulla vicina collina di Slane sfidando il re pagano, ricorda che qui si sono incontrati due mondi.
Informazioni utili
Accesso: il sito è all’aperto, accessibile in ogni momento dell’anno, con ingresso gratuito. Le guide e il Visitor Centre funzionano dal 1° maggio al 30 settembre; chi viaggia ora, come in questi primi giorni di ottobre, farà una visita autonoma. Conviene controllare sempre il sito di Heritage Ireland prima della partenza.
Come arrivare: in auto da Navan o da Dublino lungo la R147, seguendo i cartelli (Eircode C15 P44W).
Quanto tempo: da una a due ore, di più se vi fermate a osservare e fotografare.
Cosa portare: scarpe impermeabili, giacca antipioggia e abiti a strati, perché in cima il vento è costante. Il terreno irregolare non è adatto a chi ha difficoltà motorie.
Nei dintorni: a circa 12 km c’è Brú na Bóinne (Newgrange, Knowth, Dowth) e a circa 17 km il sito della Battle of the Boyne. Con un’auto si possono unire in una sola giornata.
CYCLE THE WATERFORD GREENWAY
Itinerari Naturalistici | Irlanda
La Waterford Greenway è una delle più celebri ciclovie d’Irlanda, inaugurata nel 2017 e ricavata lungo l’ex linea ferroviaria che collegava Waterford a Mallow. Si estende per 46 chilometri senza traffico automobilistico, collegando la storica città vichinga di Waterford con la vivace cittadina marittima di Dungarvan, nella contea occidentale di Waterford. Il percorso attraversa un paesaggio straordinario, con le Comeragh Mountains sullo sfondo e un susseguirsi di elementi spettacolari: undici ponti, tre imponenti viadotti, un tunnel di 400 metri, tratti lungo le sponde del fiume Suir e panorami che spaziano fino alle scogliere e alle spiagge della celebre Copper Coast, riconosciuta come Geoparco UNESCO. Lungo la greenway si incontrano resti ferroviari ottocenteschi, antichi villaggi, siti archeologici e punti panoramici ideali per soste e picnic. È percorribile a piedi e in bicicletta, con servizi di noleggio, aree ristoro e strutture ricettive dislocate nei principali centri. Grazie alla sua accessibilità e alla varietà di paesaggi, la Waterford Greenway è oggi una delle attrazioni più amate d’Irlanda, adatta sia alle famiglie che agli escursionisti esperti.