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GEORGETOWN UNIVERSITY | CECIL ROSS PINSENT VILLA LE BAZE © ALESSIO GUARINO
I GIARDINI FIESOLANI

VILLA LE BALZE

Il giardino che circonda la villa, progettata da Cecil Pinsent e Geoffrey Scott a partire dal 1913 per il ricco americano Charles Augustus Strong, marito di Bessie Rockefeller, sorge su un terreno scosceso denominato le Balze di Macciò. La sistemazione del giardino ebbe inizio dal 1914 e fu proseguita, dal 1917, dal solo Pinsent. Trattandosi di un terrazzamento lungo e stretto aperto sul paesaggio, lo spazio venne ottimizzato mediate la creazione di assi prospettici aperti per una serie di visuali, mentre l’edificio, al centro tra il giardino formale e il selvatico, funge da mediazione tra artificialità e naturalità. Entrando dalla via Vecchia Fiesolana, si incontra una prima “stanza”, suddivisa in otto aiuole a prato, chiamato il giardino degli aranci. Da questo si passa successivamente al giardino della fontana, chiuso a sud da un alto muro che oggi nasconde la vista su Firenze. Molti degli elementi decorativi, mosaici e manufatti in pietra serena furono disegnati dallo stesso Pinsent che qui fece realizzare due divinità fluviali, due Ermete, quattro busti di filosofi greci (Charles Augustus Strong era stato professore di filosofia all’università di Harvard) e il medaglione sulla destra della fontana che rappresenta un suo autoritratto. La statua di Venere soprastante è la divinità protettrice del giardino. La fontana con la grotta, collocata dove si trovava l’ingresso originario alla proprietà, è ugualmente opera del Pinsent. Dal 1979 villa le Balze è di proprietà della Georgetown University di Washington D.C.

Ines Romitti

I GRANDI PAESAGGISTI DEL 900

CECIL ROSS PINSENT

Cecil Ross Pinsent (5 maggio 1884 – 5 dicembre 1963) è stato un designer di giardini e architetto britannico, noto per i giardini innovativi che ha progettato in Toscana tra il 1909 e il 1939. Questi hanno rivisitato in modo fantasioso i concetti dei designer italiani del XVI secolo.

Cecil Ross Pinsent nacque in Uruguay il 5 maggio 1884, a Montevideo, figlio di Ross Pinsent (un uomo d’affari con interessi ferroviari) e Alice Pinsent. Ha studiato architettura in Gran Bretagna.

Tra il 1901 e il 1906 trascorse qualche tempo a realizzare disegni topografici di chiese e case in Gran Bretagna e Francia; e nel 1906 stava facendo disegni simili in Italia. Lui e il suo amico Geoffrey Scott, durante un tour in Toscana, incontrarono lo storico dell’arte americano Bernard Berenson e sua moglie Mary Berenson.

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FIESOLE

Fiesole è un immenso giardino con vista su Firenze e sulle colline d’intorno, un panorama che si disegna in un susseguirsi di linee ondulate protette dalla cornice dell’Appennino. Come tutti i giardini merita cura e attenzioni continue e minute e, in effetti, gli strumenti urbanistici degli ultimi quarant’anni, nei loro principi informativi e prescrittivi, hanno assunto la protezione di questa specifica particolarità del territorio, che si esplicita e si materializza in ogni frammento di paesaggio. Ogni elemento in un simile contesto diventa prezioso per la sua forma, le sue proporzioni, i suoi colori, la sua storia: pietre, vegetazione e manufatti diventano parti fondative di un tutto, di un in-sieme unitario e armonioso in cui gli interventi, anche minimi, se non sincronici, possono produrre gravi alterazioni nel paesaggio del Colle Lunato (esiste un nome più evocativo per un luogo?).

In simili contesti, soprattutto in relazione alle pressioni edilizie che inevitabil-mente vi sì scatenano, non è facile mantenere un equilibrio fra la conservazione dei luoghi e lo sviluppo delle attività. Per questo e per meglio comprendere la “misura” di Pietro Portinai è opportuna una breve puntualizzazione sugli strumenti urbanistici fiesolani. È verso la metà degli anni Settanta, che Fiesole si dota di un piano regolatore che ha come obiettivo prevalente la tutela del suo territorio, ma è nel 1983 che viene adottata la variante per le zone agricole, redatta da Gianfranco Di Pietro e Calogero Narese, e che l’amministrazione comunale assume la consapevolezza della unicità e della delicatezza del suo paesaggio.