GEORGETOWN UNIVERSITY | CECIL ROSS PINSENT VILLA LE BALZE © ALESSIO GUARINO

I GIARDINI FIESOLANI

VILLA LE BALZE

Il giardino che circonda la villa, progettato da Cecil Pinsent e Geoffrey Scott a partire dal 1913 per il ricco americano Charles Augustus Strong, marito di Bessie Rockefeller, sorge su un terreno scosceso noto come Baize di Maccia, sulle colline di Fiesole, a pochi chilometri da Firenze. Il nome stesso “Balze” rimanda alle scarpate naturali che caratterizzano questo paesaggio, fatto di forti pendenze e suoli marnosi e arenacei, condizioni che hanno imposto una costruzione per terrazze e che, fin dall’età rinascimentale, hanno favorito la nascita di giardini articolati su più livelli. I lavori iniziarono nel 1914 e, dopo il 1917, proseguirono sotto la sola direzione di Pinsent, figura centrale nella reinterpretazione del giardino italiano in chiave novecentesca. Il suo intervento si distingue per una sensibilità capace di coniugare rigore formale e attenzione alla topografia, instaurando un dialogo continuo tra architettura e paesaggio.

Disposto su una lunga e stretta terrazza aperta sulla valle dell’Arno, il progetto sfrutta al massimo lo spazio attraverso assi prospettici che si aprono su una sequenza calibrata di vedute. L’edificio, collocato in posizione centrale tra il giardino formale e quello più spontaneo, funge da elemento di mediazione tra artificio e natura, secondo un principio compositivo che richiama la tradizione ma la rielabora con misura moderna. Entrando dalla Via Vecchia Fiesolana, il primo ambiente che si incontra, noto come Giardino degli Aranci, è suddiviso in otto comparti di prato. Questo spazio introduce a una progressione ordinata degli ambienti, conducendo al Giardino della Fontana, chiuso a sud da un alto muro che oggi interrompe la vista verso Firenze, modificando in parte l’impianto originario delle prospettive.

Molti degli elementi decorativi, come i mosaici e gli oggetti scolpiti nella pietra locale, furono realizzati su disegni dello stesso Pinsent. Tra questi si trovano due divinità fluviali, due statue di Hermes e quattro busti di filosofi greci, un chiaro riferimento alla figura di Strong, che insegnò filosofia presso la Harvard University. Il medaglione sulla destra della fontana è un autoritratto di Pinsent, mentre la statua di Venere posta in cima assume il ruolo di presenza simbolica e protettiva del giardino. La fontana con la grotta, anch’essa progettata da Pinsent, è collocata nel punto in cui si trovava l’ingresso originario della proprietà, segnando un passaggio tra memoria del luogo e nuova costruzione. In questo senso, l’intero giardino può essere letto come un equilibrio tra permanenza e trasformazione, tra eredità del paesaggio toscano e visione colta della committenza internazionale.

Villa Le Balze rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di giardino formale del primo Novecento in Italia. Dal 1979 è proprietà della Georgetown University, che la utilizza come sede dei propri programmi accademici. Questa presenza ha contribuito a mantenere vivo il complesso non solo come luogo di studio, ma anche come oggetto di ricerca storica e conservativa. Il contesto di Fiesole, con la sua lunga stratificazione etrusca e romana e la successiva vocazione a luogo privilegiato per ville suburbane, soprattutto tra Otto e Novecento, aiuta a comprendere il significato più ampio di questo giardino. Qui, la cultura anglo-americana incontra la tradizione italiana del paesaggio, dando forma a un’opera che non è semplice imitazione del passato, ma interpretazione consapevole, capace di restituire al giardino il suo ruolo di spazio di relazione tra pensiero, natura e forma.

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