Il Museo-giardino di Lady Walton, comunemente conosciuto come La Mortella, è un giardino creato da Susana Walton, moglie del compositore inglese William, a Forio, nella parte occidentale dell’isola d’Ischia. A partire dal 1990 il giardino è aperto al pubblico. Il termine mortella in napoletano indica, il “mirto divino” (Myrtus communis), una pianta che spunta con grande abbondanza tra le rocce della collina su cui si sviluppa il giardino e che rivestiva notevole importanza nella mitologia greco-romana, a volte rappresentando la bellezza o la verginità, altre volte l’amore o la fortuna pagana.
Nel 1949 il musicista William Walton decise di stabilirsi nell’isola d’Ischia con la moglie argentina Susana. I coniugi costruirono ai piedi del monte Zaro, una colata di roccia lavica, una villa circondata da un grandioso giardino botanico. La realizzazione del giardino (la cui ideazione risale al 1956) fu affidata, negli anni ’60, all’architetto paesaggista Russell Page, il quale disegnò tutta la sistemazione del giardino a Valle, integrandolo fra le pittoresche formazioni rocciose.
Oggi La Mortella è composta da due parti profondamente diverse: La Valle, appunto, disegnata da Russell Page, caratterizzata da un clima subtropicale, umida e protetta dal vento, e la Collina o giardino superiore, interamente ideato e sviluppato da Lady Walton, con zone assolate e battute dal vento e caratterizzate da vegetazione proveniente dalle aree mediterranee. Nel giardino superiore sono presenti la sala Thai, circondata da fiori di loto, bambù e aceri giapponesi, il tempio del Sole, arricchito da bassorilievi di Simon Verity; la cascata del Coccodrillo; il Ninfeo; il Teatro greco e la roccia di William, un masso trachitico posto su di un promontorio a circa 120 metri dal livello del mare, dove sono custodite le ceneri dell’artista (1902-1983) presso una lapide votiva, e di sua moglie (1926-2010) presso una statua di Afrodite e la lapide Genius Loci.
Il giardino si sviluppa su un’area di circa 2 ettari e raccoglie più di 3000 specie di piante esotiche e rare. È inoltre arricchito da ruscelli e laghetti, fontane, piscine, corsi d’acqua che permettono la coltivazione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali, mentre dai terrazzamenti delineati sui muri a secco mediterranei è possibile godere di una delle più suggestive viste della baia di Forio.
Nel giardino sono presenti collezioni di specie vegetali provenienti da svariati paesi: felci arboree del continente australe, protee e aloe provenienti dal Sudafrica, yucche e agavi messicane, oltre che palme, cicadacee, magnolie e camelie, bauhinie. Piante assai rare sono la Spathodea campanulata originaria dell’Africa tropicale, la Jacaranda mimosifolia dell’Argentina, la Dracaena draco delle Canarie, la Puya berteroniana del Cile, i metrosideros della Nuova Zelanda, la Chorisia speciosa e molti esemplari di orchidee.
Nella serra della Victoria vengono inoltre coltivate la ninfea Victoria amazonica e la rarissima rampicante delle Filippine Strongylondon macrobotys, famosa per i fiori color verde giada.
Sulla collina, poco distante dalla Serra delle orchidee, è situato il museo, che raccoglie i cimeli e i ricordi di Walton ed è arricchito dalle fotografie di Cecil Beaton e da un teatrino di Lele Luzzati. Sia il giardino che la casa-museo dove il maestro componeva le sue opere sono aperti al pubblico dalla Fondazione William Walton. Lo scopo preminente delle fondazioni Walton è quello di fare della Mortella un centro di studio per giovani musicisti di talento sotto la direzione dei più importanti maestri del mondo e di aprire al pubblico il giardino con la Sala Recite/Museo. Per questi motivi ogni anno vengono offerte borse di studio per compositori in collaborazione con l’università di Harvard e viene organizzata una stagione di concerti con le scuole di musica di Napoli, Roma e Firenze. Periodicamente il Teatro greco ospita concerti estivi all’aperto.
La Piscina Mirabilis è un monumento archeologico romano situato nel comune di Bacoli, nell’area dei Campi Flegrei, all’interno della città metropolitana di Napoli. Costruita in età augustea a Miseno, sul versante nord-occidentale del Golfo di Napoli, era originariamente una vasta cisterna destinata alla raccolta e alla conservazione di acqua potabile. Nel 2016 il sito ha registrato circa 11.100 visitatori.
Si tratta della più grande cisterna conosciuta realizzata dagli antichi Romani; solo la Cisterna Basilica di Istanbul la supera per dimensioni, ma quest’ultima appartiene al periodo dell’Impero bizantino. La Piscina Mirabilis aveva la funzione di rifornire d’acqua le numerose navi della Classis Misenensis, la potente flotta della marina militare romana, successivamente denominata Classis Praetoria Misenensis Pia Vindex, che aveva nel porto di Miseno il proprio principale punto di ormeggio e ricovero. L’attuale denominazione risale al tardo Seicento, quando l’imponenza della struttura suscitò meraviglia e ammirazione nei visitatori dell’epoca.
Russell Page (Tattershall, 1º novembre 1906 – Londra, 4 gennaio 1985) è stato uno dei più importanti architetti del paesaggio britannici del Novecento. Si formò alla Slade School di Londra, dove maturò una sensibilità artistica che, unita a una profonda passione per il mondo vegetale, lo condusse nel 1928 a intraprendere la carriera di garden designer. In questa fase iniziale collaborò con Geoffrey Jellicoe, con il quale avviò una breve partnership, interrotta per difficoltà di ordine finanziario.
Dopo un lungo periodo di lavoro in Francia, tra il 1945 e il 1962 — anni decisivi per la definizione del suo linguaggio progettuale e culminati nella pubblicazione del volume L’educazione di un giardiniere — Page fu chiamato in Italia dal musicista e connazionale William Walton. Qui collaborò alla realizzazione del grande giardino della sua residenza di Ischia, la celebre Mortella, considerata una delle opere paesaggistiche più significative del secondo Novecento.
Oggi ad oltre 50 anni della sua realizzazione cosa è rimasto di quello straordinario programma?
Nel VI secolo a.C. approdò sulla costa flegrea, dove oggi c’è la città di Pozzuoli, un gruppo di greci fuggiti dalla tirannia di Policrate. Avevano lasciato la propria patria, l’isola di Samo, diretti verso l’Italia meridionale, dove fondarono una città, Dicearchia, che significa “governo-giusto”.
Dopo 25 secoli – siamo all’inizio degli anni ’50 del ‘900 – altri uomini, provenienti da parti diverse d’Italia, sono arrivati nello stesso luogo con un nuovo compito: contribuire con i loro progetti non solo allo sviluppo del Sud d’Italia, ma anche, umanizzando i processi produttivi dell’era industriale, a dare forma concreta ad una nuova e più giusta relazione tra capitale e lavoro.
Tra questi uomini vanno ricordati tre personaggi che furono protagonisti di quegli anni e che del futuro avevano una grande visione: l’imprenditore Adriano Olivetti, l’architetto Luigi Cosenza e il paesaggista Pietro Porcinai. Lo stabilimento verrà collocato sulla via Domiziana a pochi chilometri da Napoli, lungo quel tratto eccezionale di linea di costa flegrea denominato Arco Felice, dove al magnifico paesaggio dominato dal mare si sovrappone la stratificazione storica sedimentata in millenni di storia.
Afferma Adriano Olivetti il 25 aprile 1955 nel discorso d’inaugurazione dello stabilimento: “La nostra società crede nei valori spirituali, nei valori della scienza, crede nei valori dell’arte, crede nei valori della cultura, crede, infine, che gli ideali di giustizia non possano essere estraniati dalle contese ancora ineliminate tra capitale e lavoro. Crede soprattutto nell’uomo, nella sua fiamma divina, nella sua possibilità di elevazione e di riscatto”.