ITINERARI SPIRITUALI | TOSCANA ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA © ALESSIO GUARINO

ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA

ITINERARI SPIRITUALI | POMAIA PISA

“Lo scopo del Centro è prodigarsi per gli altri. Questo è un Centro internazionale, aperto a tutti, a ogni persona di qualunque etnia, nazionalità e retroterra socio-culturale. E’ un luogo dove imparare come liberare la mente dalle concezioni dannose profondamente radicate e come vivere in armonia con gli altri, mettendo la meditazione in pratica nella vita quotidiana.” LAMA THUBTEN YESHE.

 

L’Istituto Lama Tzong Khapa è un centro di Buddhismo tibetano, di tradizione mahayana, ubicato in Toscana, nel paese di Pomaia, frazione del Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa. Si trova in una zona collinare di grande pregio paesaggistico, a pochi chilometri dal mare. L’associazione propone corsi di filosofia, psicologia e meditazione, tenuti da Maestri e studiosi qualificati che trasmettono gli insegnamenti orali di Buddha Shakyamuni (nato nel IV sec. A.C) secondo un lignaggio ininterrotto, oltre ad organizzare seminari altamente qualificati su altri argomenti affini e tecniche evolutive. I corsi sono di brevissima, media e lunga durata, rivolti a persone semplicemente interessate a conoscere i vari argomenti, oppure a praticanti buddhisti e studenti, principianti o avanzati. Sono benvenute tutte le persone interessate a seguire un corso o che, semplicemente, desiderino trascorrere un periodo di tranquillità, nella cornice di un meraviglioso e pacifico luogo che favorisce la ricerca interiore. Il Centro è costituito da un sangha (comunità dei praticanti) monastico e un sangha laico, da un gruppo eterogeneo di studenti, corsisti e ospiti saltuari provenienti da tutto il mondo, da uno staff, da volontari e da residenti in Pomaia. Dalla sua fondazione (1976) a oggi, l’Istituto si è sviluppato divenendo uno dei centri più importanti in Europa. In quanto scuola internazionale di studi e pratica buddhisti, con Maestri tibetani residenti, fin dal 1983 ha attratto persone di tutte le età e da tutto il mondo, interessate ad approfondire la comprensione dell’insegnamento di Buddha e della propria natura interiore, attraverso lo studio intenso della filosofia e della psicologia buddhiste.
I corsi teorici includono sempre pratiche di meditazione e per chi lo desidera è possibile svolgere un’attività sociale disinteressata (karma yoga) di supporto alla comunità.

MONASTERO DI SILOE

Itinerari Spirituali della Toscana

Il progetto architettonico per la Comunità di Siloe si ispira alle suggestioni dell’architettura cistercense. È attraverso la geometria che l’architettura medievale esprime la propria arte. Le sue forme furono imitazioni di archetipi che richiamano al principio dell’universo. L’arte medievale ha il compito di insegnare, di scuotere, di comunicare, e quindi le emozioni che suscita sono profonde e primordiali. Legno, pietra, rame, vetro, ferro si comporranno in geometrie semplici, proporzioni bilanciate e linee precise per un complesso edilizio più vicino per tipologia a un rifugio modellato dal vento e scolpito nella collina. I materiali più antichi esprimono una modernità al servizio di un cerimoniale antico e uno stile di vita sobrio, che rispetta il luogo. I materiali che resteranno a vista saranno soprattutto legno grezzo, pietra e intonaco in calce. A eccezione dei piani interrati, realizzati in calcestruzzo armato, tutto il complesso è costruito con materiali e tecniche scelte per garantire la massima permeabilità con il minimo spreco energetico. Così le murature sono in termolaterizio di grosso spessore con parete esterna ventilata, solai in legno, manto di copertura anch’esso ventilato in lastra di zinco-titanio. L’impiantistica è ridotta al minimo necessario per limitare i campi elettromagnetici. L’acqua proviene da un pozzo perforato a pochi metri dal monastero, è accumulata in una cisterna sotterranea e interamente restituita al luogo mediante un impianto di fitodepurazione. La progettazione ha puntato a un inserimento il più discreto possibile nel contesto naturale. Per questo motivo l’intervento si presenta unitario occupando la parte più pianeggiante del terreno. Le murature perimetrali esterne sono per lo più in pietra locale a vista. Le parti in legno sia degli infissi sia dei rivestimenti di facciata sono stati lasciati al naturale. La pianta quadrata, originata dal grande cavedio centrale che ha il forte significato previsto dalla regola benedettina, è funzionale a una distribuzione degli spazi organizzata sulla vita della comunità. La compattezza e la linearità del monastero è bilanciata da una voluta discontinuità delle linee, dettata anche dai dislivelli del terreno.

 

 

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