Il progetto architettonico per la Comunità di Siloe si ispira alle suggestioni dell’architettura cistercense. È attraverso la geometria che l’architettura medievale esprime la propria arte. Le sue forme furono imitazioni di archetipi che richiamano al principio dell’universo. L’arte medievale ha il compito di insegnare, di scuotere, di comunicare, e quindi le emozioni che suscita sono profonde e primordiali.
Legno, pietra, rame, vetro, ferro si comporranno in geometrie semplici, proporzioni bilanciate e linee precise per un complesso edilizio più vicino per tipologia a un rifugio modellato dal vento e scolpito nella collina. I materiali più antichi esprimono una modernità al servizio di un cerimoniale antico e uno stile di vita sobrio, che rispetta il luogo. I materiali che resteranno a vista saranno soprattutto legno grezzo, pietra e intonaco in calce.
A eccezione dei piani interrati, realizzati in calcestruzzo armato, tutto il complesso è costruito con materiali e tecniche scelte per garantire la massima permeabilità con il minimo spreco energetico. Così le murature sono in termolaterizio di grosso spessore con parete esterna ventilata, solai in legno, manto di copertura anch’esso ventilato in lastra di zinco-titanio. L’impiantistica è ridotta al minimo necessario per limitare i campi elettromagnetici. L’acqua proviene da un pozzo perforato a pochi metri dal monastero, è accumulata in una cisterna sotterranea e interamente restituita al luogo mediante un impianto di fitodepurazione.
La progettazione ha puntato a un inserimento il più discreto possibile nel contesto naturale. Per questo motivo l’intervento si presenta unitario occupando la parte più pianeggiante del terreno. Le murature perimetrali esterne sono per lo più in pietra locale a vista. Le parti in legno sia degli infissi sia dei rivestimenti di facciata sono stati lasciati al naturale. La pianta quadrata, originata dal grande cavedio centrale che ha il forte significato previsto dalla regola benedettina, è funzionale a una distribuzione degli spazi organizzata sulla vita della comunità. La compattezza e la linearità del monastero è bilanciata da una voluta discontinuità delle linee, dettata anche dai dislivelli del terreno.
Arte Sella è una rassegna di arte contemporanea nella natura, che si svolge in val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana. Arte Sella è una manifestazione internazionale di arte contemporanea nata nel 1986, che si svolge all’aperto nei prati e nei boschi della Val di Sella (comune di Borgo Valsugana, provincia di Trento).
Ha avuto inizio nel 1986 ad opera di Enrico Ferrari, Emanuele Montibeller e Carlotta Strobele ed è gestita dall’omonima associazione, presieduta da Enrico Ferrari fino al 2000, poi da Laura Tomaselli, e dal marzo 2012 da Giacomo Bianchi. Nel primo periodo (1986-1996) la manifestazione era biennale e si svolgeva presso “Casa Strobele” ed il suo parco. A partire dal 1996 si è sviluppata lungo un percorso sul Monte Armentera, sempre nella Val di Sella, chiamato artenatura. Lungo un sentiero di circa 3 km sono collocate circa 25 opere.