GIARDINI & DIMORE STORICHE DELLA TOSCANA VILLA LE CORTI PRINCIPE CORSINI © ALESSIO GUARINO

VILLA LE CORTI PRINCIPE CORSINI

LE DIMORE STORICHE DELLA TOSCANA

A pochi chilometri da Firenze, sulle colline del Chianti Classico che guardano verso San Casciano in Val di Pesa, si trova Villa Le Corti, una delle proprietà storiche della famiglia Corsini, legata da secoli alla storia politica, economica e culturale della Toscana. L’impianto della villa ha origini rinascimentali, con interventi significativi tra il XVI e il XVII secolo che ne definiscono ancora oggi il carattere. La proprietà si inserisce in un paesaggio agrario ordinato, dove vigneti e oliveti dialogano con l’architettura secondo un principio di armonia tipicamente toscano. Nei secoli, la villa ha mantenuto la sua funzione agricola e produttiva, senza perdere il ruolo di residenza di rappresentanza, conservando così una continuità rara nel panorama delle dimore storiche. Il giardino formale costituisce il cuore simbolico della villa. Organizzato secondo un disegno geometrico rigoroso, riflette pienamente la cultura rinascimentale, in cui il controllo della natura diventa espressione di equilibrio e misura. Le siepi sempreverdi disegnano parterre ordinati, mentre i percorsi conducono lo sguardo verso il paesaggio circostante, creando un dialogo continuo tra spazio costruito e territorio.

 

Questo giardino non è pensato come elemento isolato, ma come parte di un sistema più ampio che include il parco e la campagna produttiva. Il passaggio dal giardino formale al paesaggio agrario avviene in modo graduale: dai disegni regolari si arriva a spazi più aperti, dove la vegetazione segue logiche meno rigide, pur mantenendo una chiara impronta progettuale. Il parco, sviluppato nei secoli successivi, introduce elementi di maggiore naturalità, con alberature mature e percorsi ombreggiati che ampliano l’esperienza della villa. Qui il rapporto con il tempo diventa evidente: grandi alberi, prospettive consolidate e scorci che rivelano stratificazioni successive, testimoniano un’evoluzione lenta e coerente. Villa Le Corti rappresenta così un esempio significativo di continuità tra architettura, giardino e paesaggio produttivo. Non si tratta solo di una dimora storica, ma di un sistema complesso in cui la cultura del giardino rinascimentale continua a vivere, adattandosi nel tempo senza perdere la propria identità.

 

C’è qualcosa che le grandi famiglie storiche di Firenze hanno saputo fare meglio di chiunque altro: custodire il tempo, oltre che la bellezza. A Villa Le Corti questa capacità è evidente soprattutto nel patrimonio arboreo. Non solo giardini disegnati, ma alberi cresciuti, curati e trasmessi di generazione in generazione. Il giardino formale rinascimentale definisce lo spazio con ordine e proporzione, ma sono le alberature a raccontarne la continuità. Filari, siepi e grandi esemplari che attraversano i secoli diventano memoria vivente, radicata nel paesaggio. Qui la bellezza non è solo progetto: è cura nel tempo. E il vero valore sta proprio in questo, nella capacità di conservare e tramandare un patrimonio vegetale che continua a dare forma al paesaggio e alla sua identità.

The Certosa Monastery: A Spiritual and Architectural Masterpiece

CERTOSA DI FIRENZE

La Certosa di Firenze, conosciuta anche come Certosa del Galluzzo, è un importante complesso monastico situato sulle colline a sud della città, in una posizione panoramica che domina la valle dell’Arno. Fu fondata nel 1341 da Niccolò Acciaioli, potente uomo politico e mecenate fiorentino, con l’intento di creare un luogo di raccoglimento e preghiera per i monaci certosini, seguaci della regola di San Bruno, caratterizzata da silenzio, isolamento e meditazione. L’architettura della Certosa riflette la sobrietà e la spiritualità della vita certosina, con ampi spazi dedicati alla preghiera individuale, come le celle dei monaci, e zone comuni come il chiostro grande, il refettorio e la chiesa. Nei secoli, il complesso si arricchì di opere d’arte di grande pregio, tra cui affreschi, pale d’altare e arredi liturgici, opera di artisti come Pontormo e Bernardino Poccetti. La storia della Certosa è stata segnata da numerosi cambiamenti. Durante il periodo napoleonico, come molte istituzioni religiose, subì la soppressione e la dispersione di parte del patrimonio. Dopo la Restaurazione e soprattutto con l’Unità d’Italia, fu affidata a diverse congregazioni religiose. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, fu abitata da una comunità di monaci cistercensi, che ha mantenuto viva la tradizione spirituale del luogo. Oggi la Certosa di Firenze è non solo un centro religioso, ma anche un importante sito culturale e turistico. Il complesso è visitabile e offre ai visitatori l’opportunità di immergersi in un ambiente di grande bellezza, silenzio e contemplazione, testimone della profonda spiritualità che ha attraversato i secoli.

 

 

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IL GIARDINO DELL’IRIS

ITINERARI BOTANICI | FIRENZE

Il Giardino dell’Iris si distende sotto l’alto muraglione del Piazzale Michelangelo, in una sintesi spaziale che affianca al David baricentrico del monumento all’arte e alla cultura lo straordinario monumento alla natura delle fioriture dell’iris, emblema per la città. Lo stemma di Firenze ha origini antichissime. Già raffigurato in un’urna funeraria del IV sec.a.C., si fa risalire al popolo etrusco di Fiesole, quel “colle lunato” che si dispiega a settentrione, cosi come le origini del nome floreale, dibattute fin dal medioevo, in latino Florentia o in volgare Fiorenza, “a similitudine dei fiori e dei gigli che abbondanti fiorivano intorno alla città”. Nell’araldica civica, durante il dominio dei Ghibellini, comparve il giglio “sbocciato e bottonato” bianco in campo rosso, e lo stemma fu rosso con il giglio fiorentino d’argento, poi, dal 1267 predominando i Guelfi, ne furono invertiti i colori e il giglio divenne rosso in campo bianco, cosi come sottolinea Dante Alighieri nel Paradiso.

 

 

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GIARDINO DI VILLA BARDINI

I GIARDINI STORICI DI FIRENZE

Il giardino Bardini è un giardino storico di Firenze, in zona Oltrarno. Si estende su un’ampia zona collinare dalle pendici di piazzale Michelangelo fino all’Arno, tra piazza dei Mozzi, via de’ Bardi, costa Scarpuccia, costa San Giorgio e la via di Belvedere (con due accessi), per una superficie totale di circa 4 ettari. Nel 2013 il circuito museale del Giardino di Boboli, che comprende anche il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume, il Museo delle porcellane e il Giardino Bardini, è stato il sesto sito italiano statale più visitato, con 710.523 visitatori e un introito lordo totale di 2.722.872 Euro. Nel 2016 il circuito museale ha fatto registrare 881.463 visitatori. La cosiddetta collina di Montecuccoli, dove si estende il parco attuale, appartenne sin dal medioevo alla famiglia dei Mozzi e confinava con il loro palazzo. Già nel 1259 è citato un orto murato adiacente alla parte posteriore del palazzo (ancora lontano dall’idea di giardino che si sviluppò nel Rinascimento), mentre la zona più alta del parco era destinata all’agricoltura, con vigne e altre coltivazioni su alcuni elementari terrazzamenti.

 

 

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ADSI TOSCANA

VIAGGIARE IN TOSCANA TRA RESIDENZE D’EPOCA, CASTELLI E GIARDINI STORICI

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, nasce a Roma il 4 marzo del 1977 sull’esempio di analoghe associazioni già operanti in altri Paesi europei. Questo importante sodalizio, che da oltre 40 anni si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, è sorto grazie all’impegno e alla passione di alcuni proprietari fedeli custodi di quello che si può senza alcun dubbio definire il più importante patrimonio storico-artistico mondiale. I fondatori di A.D.S.I. furono Gian Giacomo di Thiene, Niccolò Pasolini dall’Onda, Oretta Massimo Lancellotti, Aimone di Seyssel d’Aix, Ippolito Calvi di Bergolo, Augusta Desideria Pozzi Serafini, Rinaldo Chidichimo, Bona Midana Battaglia, Bonaldo Stringher e Bianca Leopardi. Il 22 aprile dello stesso anno si riunì a Palazzo Pasolini dall’Onda il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione che elesse all’unanimità Presidente Nazionale Gian Giacomo di Thiene, il quale mantenne questo importante incarico fino al 1986. Nello stesso giorno furono costituite le prime Sezioni regionali: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. L’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, che rappresentano una componente importante del nostro patrimonio culturale. Le dimore storiche sono beni culturali di rilevante interesse storico-artistico, “soggetti a vincolo”, e quindi tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione, e sono affidati alla responsabilità dei proprietari. Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Sono distribuiti in tutto il Paese e, per quasi l’80% per cento, situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa: per la sua storia, per il suo valore culturale e per lo stretto legame con il territorio di riferimento. Unici sono però anche i gravi problemi che la manutenzione di questi beni comporta, a cui devono far fronte quotidianamente i proprietari che ne sono custodi. Sono però beni che, se ben mantenuti e gestiti, possono dare un contributo importante alla vita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui sono inseriti. Per raggiungere questo risultato l’Associazione Dimore Storiche Italiane, con i suoi 4500 soci, è costantemente impegnata, insieme all’European Historic Houses Association (EHH), nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle dimore storiche..

 

 

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