ITINERARI STRAORDINARI DELLA TOSCANA VILLA COSONA | PIENZA © ALESSIO GUARINO

La luce di Cosona | Un frammento di Val d’Orcia custodito da generazioni, dove l’arte del paesaggio e l’amore per la terra si rinnovano ogni giorno. Tra le colline che uniscono Pienza a San Quirico, Cosona si apre come un respiro antico, sospeso tra la quiete della terra e la luce che la modella. Il paesaggio intorno è un mosaico di campi, oliveti e sentieri, pettinato da secoli di mani contadine. È la Val d’Orcia più autentica, quella che vive di equilibrio e misura, dove la natura e la storia convivono in un dialogo continuo. Il vento corre lungo le creste, il grano si piega come un mare dorato, e tra i sassi riscaldati dal sole fioriscono timo, santoreggia, biancospino e rosa canina. Qui la campagna non è mai abbandonata a se stessa: ogni curva, ogni filare, ogni pietra racconta il gesto lento e sapiente di chi l’ha coltivata con rispetto.
L’agriturismo di Cosona nasce negli anni Settanta, quando la nonna Minina decise di accogliere i primi viaggiatori che cercavano silenzio e bellezza. Il primo alloggio, Casa Leoncini, portava il nome di una famiglia che, come molte altre, aveva lasciato la campagna al tramonto della mezzadria. Poi venne il Poggiolo, adattato per ospitare una grande famiglia francese che ancora oggi torna ogni estate, come si torna a un luogo dell’anima. Così, casa dopo casa, la nonna diede vita a un piccolo borgo dell’accoglienza, restaurando e arredando con amore sette dimore immerse nel respiro del paesaggio.
Oggi Cosona è curata da Ilaria e Vittoria Bichi Ruspoli, che ne proseguono la storia con la stessa delicatezza e passione.
Ilaria, cresciuta tra Pienza, Montepulciano e Siena, ha fatto del suo amore per la terra una professione: guida sul territorio, conosce i segreti di questo paesaggio con l’occhio attento di chi sa leggere le sue forme, i suoi ritmi, le sue erbe spontanee. È lei a suggerire itinerari e cammini, a far scoprire ai viaggiatori il disegno invisibile che lega il paesaggio alla cultura.
Vittoria, che a Cosona ha trascorso infanzia e adolescenza, ne custodisce la memoria affettiva. La sua voce accoglie chi arriva, con la grazia di chi racconta una storia vera: la storia di una casa dove ogni pietra è stata scelta, ogni finestra aperta per abbracciare la valle.
Insieme, le sorelle mantengono vivo il carattere originario di Cosona, luogo di quiete e di luce, dove la terra conserva ancora la sua dignità agricola e il tempo scorre come una stagione. In questo paesaggio pettinato dal vento e dalla cura, ogni visita diventa un incontro con la bellezza essenziale: quella che nasce dall’armonia fra natura, lavoro e memoria.
VIAGGIARE IN TOSCANA TRA RESIDENZE D’EPOCA, CASTELLI E GIARDINI STORICI

ADSI TOSCANA

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, nasce a Roma il 4 marzo del 1977 sull’esempio di analoghe associazioni già operanti in altri Paesi europei. Questo importante sodalizio, che da oltre 40 anni si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, è sorto grazie all’impegno e alla passione di alcuni proprietari fedeli custodi di quello che si può senza alcun dubbio definire il più importante patrimonio storico-artistico mondiale. I fondatori di A.D.S.I. furono Gian Giacomo di Thiene, Niccolò Pasolini dall’Onda, Oretta Massimo Lancellotti, Aimone di Seyssel d’Aix, Ippolito Calvi di Bergolo, Augusta Desideria Pozzi Serafini, Rinaldo Chidichimo, Bona Midana Battaglia, Bonaldo Stringher e Bianca Leopardi. Il 22 aprile dello stesso anno si riunì a Palazzo Pasolini dall’Onda il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione che elesse all’unanimità Presidente Nazionale Gian Giacomo di Thiene, il quale mantenne questo importante incarico fino al 1986. Nello stesso giorno furono costituite le prime Sezioni regionali: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, che rappresentano una componente importante del nostro patrimonio culturale. Le dimore storiche sono beni culturali di rilevante interesse storico-artistico, “soggetti a vincolo”, e quindi tutelati dallo Stato, che ne deve favorire la conservazione, e sono affidati alla responsabilità dei proprietari. Si tratta di un patrimonio vasto ed eterogeneo: case e palazzi, ville e castelli, ma anche giardini e tenute agricole. Sono distribuiti in tutto il Paese e, per quasi l’80% per cento, situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa: per la sua storia, per il suo valore culturale e per lo stretto legame con il territorio di riferimento. Unici sono però anche i gravi problemi che la manutenzione di questi beni comporta, a cui devono far fronte quotidianamente i proprietari che ne sono custodi. Sono però beni che, se ben mantenuti e gestiti, possono dare un contributo importante alla vita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui sono inseriti. Per raggiungere questo risultato l’Associazione Dimore Storiche Italiane, con i suoi 4500 soci, è costantemente impegnata, insieme all’European Historic Houses Association (EHH), nel promuovere la tutela e la valorizzazione delle dimore storiche.

San Giovanni d'Asso, Siena

Nel cuore delle Crete Senesi, poco distante da San Giovanni d’Asso – oggi parte del comune di Montalcino – si trova il Bosco della Ragnaia, un giardino boschivo ideato e realizzato a partire dal 1996 dall’artista americano Sheppard Craige, che qui ha intrecciato arte, filosofia e natura in un’opera unica nel panorama paesaggistico contemporaneo. Nonostante l’atmosfera di antichità che permea i suoi muretti in pietra, le vasche, le fontane e i viali d’ombra, il Bosco è una creazione viva e in continua trasformazione, un dialogo costante tra il gesto umano e il linguaggio della terra.

Sotto le grandi querce – Quercus robur, pubescens e cerris – si stende un tappeto di felci, licheni e muschi che accolgono motti, epigrafi e sentenze scolpite nella pietra. Alcune citano pensatori antichi, altre giocano con l’ironia e il dubbio: parole che emergono dal verde come pensieri in attesa di un lettore. Qui ogni passo invita a fermarsi, a interrogare il luogo, a cercare un senso che forse non si lascia trovare.

Tra i luoghi simbolici disseminati nel parco si incontrano l’Altare dello Scetticismo, il Centro dell’Universo, e l’Oracolo di Te Stesso – spazi di riflessione dove l’artista invita a osservare più che a comprendere, a dubitare piuttosto che a credere. Il Bosco non offre un percorso prestabilito: è un labirinto mentale e sensoriale, aperto a infinite interpretazioni.

Il giardino si estende su più livelli, con una parte superiore dedicata alla Ragnaia vera e propria – il bosco ombroso dove un tempo si tendevano reti per catturare gli uccelli – e una parte inferiore, chiamata Giardino delle Forme, dove l’arte geometrica del giardino toscano incontra la spontaneità vegetale. L’acqua, la pietra e la luce diventano strumenti poetici che accompagnano il visitatore in un cammino interiore, fatto di domande più che di risposte.

L’ingresso al Bosco è libero e gratuito, aperto durante le ore diurne. Non vi sono biglietterie né indicazioni turistiche: la visita si svolge in autonomia, nel silenzio rispettoso di un luogo che chiede contemplazione. Il parcheggio si trova poco fuori dal borgo di San Giovanni d’Asso, raggiungibile a piedi in pochi minuti.

Il Bosco della Ragnaia è più di un giardino: è un invito a sostare, ad ascoltare la voce segreta della natura e la propria. Un luogo dove l’arte si fa meditazione e la terra diventa pensiero.

ITINERARI BOTANICI | UMBRIA

LA FIORITURA A CASTELLUCCIO DI NORCIA

Castelluccio di Norcia è un piccolo borgo umbro situato a circa 1.450 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nonostante le gravi ferite causate dal terremoto del 2016, il paese è ancora oggi meta di migliaia di visitatori attratti da uno degli eventi naturali più affascinanti d’Italia: la fioritura.

Ogni anno, tra fine maggio e metà luglio, l’altopiano di Castelluccio si trasforma in un’immensa distesa colorata grazie alla fioritura dei campi coltivati a lenticchia e alla presenza di fiori spontanei come papaveri, fiordalisi, margherite e senape selvatica. I colori cambiano di settimana in settimana, rendendo ogni visita unica.

Il momento migliore per assistere alla fioritura è generalmente tra fine giugno e inizio luglio, ma può variare a seconda dell’andamento climatico della stagione. Durante i fine settimana più affollati, l’accesso all’altopiano viene regolato con limitazioni al traffico e, in alcuni casi, è necessaria la prenotazione per accedere in auto o l’uso di navette organizzate.

La fioritura non è solo uno spettacolo naturale, ma anche un’occasione per conoscere la cultura locale, assaggiare prodotti tipici come la lenticchia IGP di Castelluccio, e percorrere itinerari escursionistici immersi in un paesaggio straordinario. Si raccomanda sempre il massimo rispetto per i campi coltivati, evitando di calpestare le colture.

    With the patronage and collaboration of: