Nel cuore dell’Appennino pistoiese si estende Oasi Dynamo, una riserva naturale che rappresenta un raro esempio di equilibrio tra tutela ambientale, ricerca scientifica e turismo sostenibile. Qui, tra vallate boscose e pascoli d’altura, si ritrova la potenza silenziosa di un paesaggio modellato dal tempo e custodito con cura. L’Oasi, riconosciuta dal WWF e gestita attraverso progetti di conservazione attiva, è oggi un laboratorio di biodiversità vivente dove la natura è protagonista e l’uomo osservatore rispettoso. Il paesaggio di Oasi Dynamo si apre come un mosaico di ecosistemi diversi: boschi di faggio e castagno si alternano a praterie di montagna, zone umide, ruscelli e radure fiorite. Ogni ambiente racconta una storia geologica e climatica, offrendo rifugio a una varietà straordinaria di forme di vita. Le variazioni di quota e microclima creano nicchie ecologiche che consentono la coesistenza di specie alpine, appenniniche e mediterranee, spesso rare o minacciate.
All’interno dei mille ettari dell’Oasi Dynamo, nel comune di San Marcello Piteglio (PT), si trova Oasyhotel, un rifugio immerso nella natura dell’Appennino toscano dove l’ospitalità assume la forma del rispetto e dell’armonia con l’ambiente. Realizzato secondo principi di sostenibilità, l’hotel sorge in un’area un tempo dedicata alla produzione forestale e oggi restituita alla biodiversità, in un equilibrio tra comfort e silenzio.
Le lodge in legno, perfettamente integrate nel paesaggio, si affacciano sui prati e sui boschi che circondano l’altopiano. Ogni unità offre ampie vetrate, terrazze e interni essenziali, con materiali naturali e arredi realizzati da artigiani locali. Tutto invita a rallentare: il ritmo è quello del bosco, dei suoni del vento e del canto degli uccelli.
Oasyhotel non è solo un luogo dove soggiornare, ma un modo di vivere la montagna in chiave contemporanea. Gli ospiti possono partecipare a escursioni naturalistiche, percorsi in e-bike, attività di birdwatching e sessioni di yoga all’aperto. Nei dintorni, l’Oasi custodisce laghetti, sentieri e ampi prati fioriti che mutano con le stagioni. In estate, l’aria profuma di Achillea, trifogli e timo selvatico; in autunno, il sottobosco si accende di funghi e felci dorate.
Su quale rapporto ci sia tra arte ambientale, paesaggio e giardini si può dibattere a lungo, sono sicuramente due mondi che si incontrano. senza dubbio entrambi nel reciproco contatto traggono benefici e sollecitazioni. Le terre di Toscana hanno costituito da sempre un polo magnetico capace di attrarre nella sfera dell’arte molteplici energie e intrinsecamente ispirato profonde emozioni e espressioni che hanno lasciato segni indelebili. La natura particolarissima continua a emanare il proprio fluido creativo, richiamando numerosi artisti e coinvolgendo all’infinito.
Uno dei primi esempi apparsi in Toscana, il capolavoro che ha aperto la strada ad altri interventi ed è diventato uno dei più importanti modelli di laboratori d’arte ambientale nel mondo è la Fattoria di Celle a Santomato, vicino a Pistoia. Gli Spazi d’Arte (Art spaces) sono nati nel vasto Parco Romantico di Celle – il luogo non poteva essere che quello – nel quale con una magica alchimia si è fuso, per coincidenze e sollecitazioni fortunate, il ruolo assunto dall’arte ambientale negli anni Settanta con la determinazione e intuizione del mecenate Giuliano Gori e la sperimentazione degli artisti coinvolti. L’intuizione scaturisce nel 1977 sotto la spinta di Documenta a Kassel ove Manfred Schneckenburger, direttore del settore dedicato all’Environment, evidenzia il ruolo dell’arte ambientale. Queste le profonde motivazioni dell’intuitivo ed ispiratissimo collezionista d’arte Giuliano Gori:
“Il desiderio e la curiosità di verificare il comportamento dell’artista contemporaneo di fronte a una committenza che gli offra l’opportunità di realizzare un progetto, in cui lo spazio venga usato come parte integrante della propria opera, e non più come semplice contenitore, rappresenta la molla che ci ha convinto a riprendere l’interrotta tradizione delle installazioni nel parco. […] alcune grandi esposizioni, come Documenta a Kassel e la Biennale di Venezia, presentano alcuni esempi di opere ambientali, realizzate però in spazi non sempre ideali e con materiali per lo più precari. A Celle si tratta invece di offrire spazi adeguati e materiali durevoli nel tempo”.
Arte Sella è una rassegna di arte contemporanea nella natura, che si svolge in val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana. Arte Sella è una manifestazione internazionale di arte contemporanea nata nel 1986, che si svolge all’aperto nei prati e nei boschi della Val di Sella (comune di Borgo Valsugana, provincia di Trento).
Ha avuto inizio nel 1986 ad opera di Enrico Ferrari, Emanuele Montibeller e Carlotta Strobele ed è gestita dall’omonima associazione, presieduta da Enrico Ferrari fino al 2000, poi da Laura Tomaselli, e dal marzo 2012 da Giacomo Bianchi. Nel primo periodo (1986-1996) la manifestazione era biennale e si svolgeva presso “Casa Strobele” ed il suo parco. A partire dal 1996 si è sviluppata lungo un percorso sul Monte Armentera, sempre nella Val di Sella, chiamato artenatura. Lungo un sentiero di circa 3 km sono collocate circa 25 opere.
Nel cuore delle Crete Senesi, poco distante da San Giovanni d’Asso – oggi parte del comune di Montalcino – si trova il Bosco della Ragnaia, un giardino boschivo ideato e realizzato a partire dal 1996 dall’artista americano Sheppard Craige, che qui ha intrecciato arte, filosofia e natura in un’opera unica nel panorama paesaggistico contemporaneo. Nonostante l’atmosfera di antichità che permea i suoi muretti in pietra, le vasche, le fontane e i viali d’ombra, il Bosco è una creazione viva e in continua trasformazione, un dialogo costante tra il gesto umano e il linguaggio della terra.
Sotto le grandi querce – Quercus robur, pubescens e cerris – si stende un tappeto di felci, licheni e muschi che accolgono motti, epigrafi e sentenze scolpite nella pietra. Alcune citano pensatori antichi, altre giocano con l’ironia e il dubbio: parole che emergono dal verde come pensieri in attesa di un lettore. Qui ogni passo invita a fermarsi, a interrogare il luogo, a cercare un senso che forse non si lascia trovare.
Tra i luoghi simbolici disseminati nel parco si incontrano l’Altare dello Scetticismo, il Centro dell’Universo, e l’Oracolo di Te Stesso – spazi di riflessione dove l’artista invita a osservare più che a comprendere, a dubitare piuttosto che a credere. Il Bosco non offre un percorso prestabilito: è un labirinto mentale e sensoriale, aperto a infinite interpretazioni.
Il giardino si estende su più livelli, con una parte superiore dedicata alla Ragnaia vera e propria – il bosco ombroso dove un tempo si tendevano reti per catturare gli uccelli – e una parte inferiore, chiamata Giardino delle Forme, dove l’arte geometrica del giardino toscano incontra la spontaneità vegetale. L’acqua, la pietra e la luce diventano strumenti poetici che accompagnano il visitatore in un cammino interiore, fatto di domande più che di risposte.
L’ingresso al Bosco è libero e gratuito, aperto durante le ore diurne. Non vi sono biglietterie né indicazioni turistiche: la visita si svolge in autonomia, nel silenzio rispettoso di un luogo che chiede contemplazione. Il parcheggio si trova poco fuori dal borgo di San Giovanni d’Asso, raggiungibile a piedi in pochi minuti.
Il Bosco della Ragnaia è più di un giardino: è un invito a sostare, ad ascoltare la voce segreta della natura e la propria. Un luogo dove l’arte si fa meditazione e la terra diventa pensiero.